Problemi e prospettive per i giornalisti precari in un incontro del sindacato

Alessandro Biancardi

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Problemi e prospettive per i giornalisti precari in un incontro del sindacato
L'INCONTRO DI OGGI. ABRUZZO. La fabbrica dei sogni. Si chiama "giornalismo". Ma oggi è in gran parte precario. Per raccogliere le istanze di quanti lavorano nel mondo della informazione abruzzese, spesso sottopagati, l'Associazione stampa ha organizzato una assemblea plenaria per raccogliere commenti, suggerimenti e individuare insieme la strada da percorrere per combattere una umiliante consuetudine.
La professione del giornalismo oggi è un percorso formativo affidato alle università e da anni mette sul mercato una certa quantità di laureati preparati per un lavoro che, già da qualche tempo, si é radicalmente trasformato e ridotto sensibilmente in termini di occupazione.
Il dato abruzzese, infatti, é di per sè molto eloquente.
I quotidiani, gli organi d'informazione in generale, di qualsiasi settore, dalla carta stampata a quello radio televisivo, senza trascurare la nuova frontiera del web, non fanno ricorso ad assunzioni stabili da epoche remotissime, generando, invece, una tale mole di lavoratori precari e sottopagati che dovrebbe indurre un po' tutti ad una severa presa di coscienza della situazione.

GIORNALISMO: SOGNO INFRANTO?

Eppure il sogno nel cassetto di tanti adolescenti, anche oggi, continua ad essere il giornalismo.
Dei tanti ragazzi cresciuti a pane e televisione dagli anni 80 in su, una consistente percentuale di questi, almeno una volta, ha accarezzato il desiderio di brandire penna e/o microfono con l'obiettivo più o meno dichiarato di coniugare gloria, status e "giustizia sociale".
Allora, in un baleno in Italia, per rispondere ad un'esigenza così pressante del mercato, sono sorte in tante prestigiose Università le facoltà dedicate all'informazione con una denominazione piuttosto ambiziosa: "Scienze delle Comunicazioni".
Un miracolo tutto italiano che ha tentato di trasformare il pensiero in un atto che, alla luce dei numeri di cui si é in possesso, adesso, bisogna definire per forza di cose "impuro".
E dove finisce allora questa enorme massa di intellettuali?
Difficile dirlo.
In strada di sicuro: spesso sono loro che battono le città alla ricerca di notizie mentre i giornalisti (quelli contrattualizzati) svolgono i lavori più "tranquilli" di redazione. Il più delle volte sono "in mezzo ad una strada" nel senso economico-metaforico…
Così tanti continuano ad alimentare la sacra passione con scarsi risultati economici, prestando collaborazioni più o meno "coordinate e continuative", a volte a progetto (quale sarà mai il "progetto" di un quotidiano?) con le varie testate presenti sul territorio e ad un prezzo di gran lunga inferiore alla condizione certificata di assoluta povertà e di totale indigenza.

COLLABORATORI DA 20 ANNI

Ma attenzione non parliamo sempre di "ragazzini". Vi sono collaboratori storici, quelli della prima generazione (risalente ai primi anni '90) che sono ancora lì con prospettive professionali (dopo 20 anni) assolutamente azzerate.
Si amplifica sempre più infatti il fenomeno del "collaboratore-padre-di-famiglia" con moglie, prole e mutuo a carico…
I compensi erogati (nemmeno paragonabili ai "collaboratori domestici") difficilmente raggiungono la somma di 400 euro mensili ma é la strada obbligata se si vuole evitare di finire in un solo amen tra i disoccuppati.
Strano, vero?
Sì, perché pochi sanno che, statistiche alla mano, detti "manovali dell'informazione" assicurano oltre il 60% del prodotto giornalistico.
Per intenderci quotidiani e periodici di qualsiasi settore difficilmente vedrebbero la luce senza il fondamentale contributo di questi "oscuri faticatori".
Una situazione, dunque, non più tollerabile sulla quale bisogna fare chiarezza e trovare valide soluzioni.
Per questo l'Associazione stampa abruzzese ha convocato, per il giorno 8 maggio con inizio alle ore 18.00, nei locali della propria sede, in Corso Vittorio Emanuele a Pescara, un'assemblea plenaria di tutti i pubblicisti per togliere dall'ombra una delle più grandi contraddizioni del lavoro giornalistico.

Paolo De Carolis 22/04/2008 8.49

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/news2/article.php?storyid=163]L'INCHIESTA: GIORNALISTA PRECARIO, CITTADINO ACCECATO[/url]