Prontobus, «l’ombra della politica sulla libera concorrenza»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Il Tar di Pescara, su istanza urgente presentata dal Consorzio Trasporti Prontobus, ha momentaneamente annullato la sospensione del servizio Trasporti della Regione Abruzzo. Questo vuol dire che in attesa che sia discussa nel merito il 24 aprile prossimo la sentenza, i pullman di Prontobus per Roma possono tornare su strada.
PESCARA. Il Tar di Pescara, su istanza urgente presentata dal Consorzio Trasporti Prontobus, ha momentaneamente annullato la sospensione del servizio Trasporti della Regione Abruzzo. Questo vuol dire che in attesa che sia discussa nel merito il 24 aprile prossimo la sentenza, i pullman di Prontobus per Roma possono tornare su strada.Il consorzio si dice ottimista sul risultato finale ma se il Tribunale amministrativo regionale dovesse decidere per l'interruzione del servizio ci si rivolgerà al Consiglio di Stato.
«Il problema è di matrice politica», spiega a PrimaDaNoi.it Marino Cilli, presidente del Consorzio. «La nostra attività è di intralcio al pool Arpa- Di Fonzo e la Regione ci ha bloccati».
Il consorzio chiede adesso anche l'intervento del presidente Del Turco, che ha assunto ad interim il ruolo di assessore ai Trasporti per via delle dimissioni di Ginoble, volato in Parlamento in auto blu.
Prontobus a differenza delle altre aziende ha un costo minore per l'utente: «da noi il biglietto costa 10 euro, gli altri hanno stabilito un cartello di 15 euro e per questo noi veniamo ostacolati», assicura ancora Cilli.
«Noi non riceviamo contributi regionali, la nostra è una attività imprenditoriale slegata dalla politica e grazie alla liberalizzazione del mercato dovremmo poter lavorare in piena autonomia».
Ma fino a questo momento non è stato proprio semplicissimo.
Non sono passati nemmeno 24 mesi dal primo viaggio di Prontobus e già sono sorti i primi problemi.
«Siamo partiti il 9 luglio 2006, giorno storico della finale Italia- Francia», ricorda Cilli.
E il giorno storico fu anche per loro e per gli abruzzesi che con un risparmio del 50% potevano andare a Roma.
Magie della concorrenza e del libero mercato che in qualche modo fanno venire alla mente vicende (diverse ma forse in qualche modo simili) come l'Alitalia e le compagnie low cost .
Pare anche che proprio grazie a questo servizio, più economico degli altri, anche le altre aziende siano state costrette a bloccare i propri prezzi.
«Pare che l'Arpa nei mesi scorsi fosse intenzionata ad aumentare i 15 euro», dice ancora Cilli, «ma con Prontobus alle spalle il divario sarebbe stato esagerato…».
Oggi il consorzio chiede solo di lavorare e di dare slancio a nuove attività imprenditoriali: «ci vuole più democrazia, in fondo noi rendiamo un servizio alla Regione Abruzzo a costo zero».
Al cittadino della strada forse sfugge il perché determinate aziende pur ricevendo sussidi pubblici non riescano ad essere davvero competitive sul mercato.
Anzi, probabilmente, proprio l'uomo della strada conosce bene il perché di questo paradosso.

16/04/2008 12.15