Mare "vietato" ai clienti, Confindustria Alberghi: «piani spiaggia da rivedere»

Alessandro Biancardi

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Mare "vietato" ai clienti, Confindustria Alberghi: «piani spiaggia da rivedere»
TERAMO. Gli operatori chiedono anche una modifica dell'attuale normativa regionale, che attualmente prevede per i Comuni la facoltà (e non l'obbligo) di individuare aree per concessioni riservate alle strutture ricettive
Impossibilitati a offrire il servizio spiaggia ai propri clienti. È la situazione in cui si trovano numerosi albergatori della costa teramana, in particolare a Martinsicuro, Tortoreto e Alba Adriatica, a causa della mancata redazione dei piani spiaggia da parte dei Comuni o dell'assenza, nei piani già operativi, di previsioni che tengano conto delle esigenze delle strutture ricettive. Il problema interessa nelle località costiere indicate circa il 30% degli operatori.
In particolare, gli alberghi non si trovano in condizione di poter offrire il servizio spiaggia né direttamente, per la mancanza di zone di ombreggio assegnate, né indirettamente, per l'impossibilità di stipulare convenzioni durature e soprattutto competitive con terzi titolari di concessioni. La legittima aspettativa del cliente di avere un soggiorno marittimo viene vanificata dall'assenza dell'elemento basilare: il mare!
«Nonostante le nostre richieste – ha spiegato Giuseppe Vagnozzi, presidente di Confindustria Alberghi di Teramo – la situazione da anni non cambia. Molti stabilimenti, peraltro, preferiscono non ospitare più i clienti degli hotel, soprattutto perchè la richiesta dei residenti è in crescita. Si preferisce quindi assicurare l'ombreggio al turista–residente, che paga per intero la tariffa dell'ombrellone, mentre non risulta conveniente servire l'albergatore, che paga una tariffa stagionale o peggio ancora richiede un ombrellone in prima fila per i portatori di handicap. Gli operatori non si sentono tutelati e chiedono risposte».
Sulla stessa linea Rivo Ciabattoni, rappresentante della Sezione Alberghi all'interno del comitato tecnico-consultivo dell'Aptr, il quale fa rilevare come gli operatori si sentano «vessati dall'impossibilità di poter offrire un servizio che, si badi bene, qualifica il turismo costiero e sostiene in maniera rilevante l'offerta complessiva del territorio. Gli albergatori, che dovrebbero poter garantire un servizio in cui sono parte fondamentale il mare e l'ombreggio, si trovano a dover fare i conti con l'imbarazzante sensazione di essere considerati operatori di serie B. E questo dopo che hanno investito i loro soldi in strutture che contribuiscono a rendere competitivo il prodotto teramano e abruzzese».
Confindustria Alberghi rivolge un appello alle amministrazioni comunali affinché tengano presente il problema, attuando piani spiaggia conseguenti o adeguando quelli esistenti, e, nel contempo, chiede alla Regione di modificare la normativa esistente, in particolare l'articolo 5 della legge regionale 141 del 1997, rendendo per i Comuni obbligatorio prevedere, laddove sia possibile, aree per concessioni riservate alle strutture ricettive. La legge regionale, invece, offre attualmente ai Comuni la semplice facoltà di farlo.


12/04/2008 10.49