Sanità. E adesso è guerra tra le cliniche private

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. L'inchiesta della Sanità entra nel vivo e adesso scoppia anche la guerra tra le varie cliniche private. Una guerra a suon di esposti alla Procura della Repubblica per denunciare tutto il denunciabile. Per portare a galla numeri, dati, documenti del concorrente e si parla chiaramente di «concorrenza sleale». L'inchiesta si tinge di politically scorrect e l'intenzione sembra quella di aizzare gli animi.
Sotto tiro, anche a questo giro, l'imprenditore Vincenzo Angelini che se nella prima fase dell'inchiesta sugli accreditamenti da parte della Regione veniva tirato in ballo per Villa Pini di Chieti, adesso finisce nei fascicoli della Procura dell'Aquila sotto la lettera S, la S di Sanatrix.
Uno degli ingredienti che rende ancor tutto più aspro è che l'esposto sia partito dalla casa di Cura Villa Letizia di Preturo.
Quella casa di cura di proprietà dell'imprenditore Enrico Vittorini che fino a qualche settimana fa si era detto pronto a rilevare l'azienda aquilana di Angelini e portarla in salvo.
Poi l'accordo è fallito, Angelini non ha accettato i 22 milioni di euro che il concorrente era pronto a sborsare per rilevare la clinica che nei mesi scorsi è stata obbligata a chiudere i reparti di ginecologia e ostetricia.
L'operazione sembrava ormai cosa fatta poi qualcosa non ha funzionato.
Angelini ci ha ripensato e Vittorini ha storto il naso: «si è trincerato dietro un incomprensibile silenzio abbandonando la trattativa», ha commentato nei giorni scorsi.
Poi è scattato l'esposto, un documento pesante con fatti ben circostanziati e un allarme: «la struttura (la Sanatrix)va chiusa perché non opera con garanzie di sicurezza per gli utenti».
Insomma tutto d'un tratto sono sempre di più le persone che notano “stranezze” che riguardano gli accreditamenti.
Eppure certe pratiche andavano avanti da decenni.
Ma di recente sembra che qualcosa si sia rotto così come l'equilibrio di sempre. Omertà, reticenza, connivenza o cos'altro ancora dovranno stabilirlo le inchieste.
«Allo stato attuale», si legge nell'esposto, «la società Sanatrix srl non è più titolare di un rapporto di convenzionamento con le Asl della Regione Abruzzo e, pertanto, non può essere inserita nei progetti di riorganizzazione e ridistribuzione territoriale previsto dal nuovo Piano sanitario regionale».
Nel documento inviato alla Procura si parla di «mancanza dei requisiti minimi autorizzativi (L.R. 85/1989 art.45); illegittimo ampliamento delle attività autorizzate in assenza di provvedimento autorizzativo (art. 2 comma 2 L.R. 85/1989); trasformazione dell'attività sanitaria in forza dell'illegittima sospensione e/o interruzione dei servizi previsti in convenzione; inadempimento contrattuale all'accordo negoziale sottoscritto per il triennio 2005/2007 ai sensi della DGR 296/2005».
«Ancor più rilevante», si legge qualche passaggio più sotto, «che la Sanatrix allo stato attuale non opera con garanzia di sicurezza per la salute dei cittadini e dei malati. Sono stati pertanto diffidati tutti gli organi competenti ad assumere nel termine di dieci giorni i provvedimenti sanzionatori previsti per Legge, in mancanza dei quali la società Villa Letizia srl si vedrà costretta ad informare l'autorità giudiziaria per quanto di competenza».
E Vittorini non si ferma: «è chiaro che, ancora una vota, le vere intenzioni della proprietà della Sanatrix, piuttosto che adeguare, investire e potenziare la struttura aquilana, sono quelle di trasferire la dotazione di posti letto accreditati per acuti dalla Asl dell'Aquila verso quella di Chieti».

Alessandra Lotti 14/03/2008 12.00

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