"Ecosistema scuola 2008": quelle abruzzesi vanno ancora male

Alessandro Biancardi

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"Ecosistema scuola 2008": quelle abruzzesi vanno ancora male
TUTTI I DATI ABRUZZO. E’ stato presentato il rapporto annuale di Legambiente sull’edilizia e i servizi scolastici. Le scuole italiane? Vecchie, senza manutenzione, non a norma ma crescono i comportamenti sostenibili soprattutto in campo energetico. E sabato 15 marzo, in oltre 1700 scuole italiane scattano le pulizie di primavera con “Nontiscordardimé”.
Prato si conferma la città italiana con le scuole migliori dal punto di vista della sicurezza degli immobili e della qualità dei servizi offerti agli studenti e anche quest'anno si piazza al primo posto della classifica di Ecosistema Scuola di Legambiente, seguita da Asti, Forlì, Livorno, Biella, Parma, Macerata, Siena, Verbania e Mantova. Ai piani alti della graduatoria di Legambiente sono i Comuni del centro e del nord anche se, a sud, si difendono bene Lecce (14ma) e Vibo Valentia (20ma).
Questi, in sintesi, i risultati di “Ecosistema Scuola 2008”, l'ottavo rapporto di Legambiente sull'edilizia e i servizi scolastici nel nostro Paese, diffuso a pochi giorni dal consueto appuntamento dell'associazione con Nontiscordardimè, la giornata che vedrà sabato prossimo, docenti, genitori e studenti impegnati a rendere più belle le scuole.
L'indagine, che in assenza dei dati dell'Anagrafe Nazionale dell'edilizia scolastica, è l'unica ricerca sullo stato degli edifici scolastici italiani, è realizzata tramite questionari ed ha elaborato i dati forniti da 94 amministrazioni comunali (che hanno competenze sulle scuole dell'obbligo) e 51 provinciali (che hanno competenze sugli istituti superiori). I dati raccolti riguardano tre principali parametri: la qualità della struttura degli edifici in termini di età e idoneità all'attività scolastica, i servizi e le buone pratiche ambientali e infine i rischi ambientali ai quali sono esposti gli edifici.

LE SCUOLE ABRUZZESI.

Tra le abruzzesi troviamo L'Aquila al 51° posto, Pescara e Teramo rispettivamente al 77° e al 78° posto e Chieti non classificata perché ha inviato dati incompleti.
I dati complessivi segnalano che uno studente che oggi entra nel mondo della scuola ha grosse possibilità di ritrovarsi in un edificio vecchio (il 52,82% è stato costruito prima del 1974, anno in cui la legge ha stabilito i criteri di edilizia antisismica), privo di manutenzione (solo il 47,11% ha goduto d'interventi di cura straordinaria negli ultimi cinque anni e il 23,62% necessita d'interventi urgenti) e con bassa possibilità di avere strutture sportive (gli edifici privi di questo tipo di strutture sono ben 36,57%, a fronte del 15,71% del 2006). In tre casi su quattro la scuola è collocata in una zona ad alto rischio sismico (75,04%) e la metà delle volte non ha il certificato di agibilità statica né quello di prevenzione incendi.
Sarà però assai probabile trovarsi di fronte a buone condizioni igieniche, visto che tre volte su quattro la scuola possiede il certificato igienico-sanitario e anche gli impianti elettrici non saranno un rischio elevato (a norma nell'85,61% dei casi). L'uscita dall'edificio in caso di pericolo sarà abbastanza sicura (porte antipanico presenti nell'85,10% degli istituti, scale di sicurezza nel 54,72%) e provata più volte nel corso delle esercitazioni (il 79,96% delle scuole ha svolto prove d'evacuazione).
Tanti studenti invece hanno a che fare con il rumore: si trovano a meno di 200 metri da una fonte d'inquinamento acustico il 2,63% delle scuole dell'obbligo e l'11,5% degli istituti superiori. Sempre alto il rischio amianto e radon: infatti malgrado si provveda di anno in anno ad attivare opere di bonifica, sono in aumento, rispetto alle passate edizioni, le strutture con casi di amianto certificati (13,00% rispetto al vecchio dato del 2006 del 6,93%) e con casi certificati di radon (2,37% rispetto al precedente del 2006 dello 0,02%). Dati allarmanti, che probabilmente derivano dall'attivazione di monitoraggi da parte delle amministrazioni rispetto alla presenza negli edifici scolastici di questi inquinanti.
«Ci aspettavamo qualche miglioramento in più rispetto agli anni scorsi», dichiara Rebecca Virtù, direttore regionale Legambiente, «e invece non è andata così: le scuole abruzzesi non brillano per le buone pratiche. Solo nel 4,35% degli edifici scolastici si utilizza energia proveniente da fonti rinnovabili. Sono ancora bassi, seppur in crescita, i dati relativi alla raccolta differenziata. Il livello di attenzione alla qualità edilizia scolastica è purtroppo molto basso, infatti il 40,18% degli edifici ha bisogno di interventi di manutenzione urgenti. L'edilizia scolastica continua a rimanere la cenerentola delle politiche locali mentre dovremmo, ragionare sul valore didattico e concreto che potrebbero avere grandi interventi sulla sostenibilità dell'edilizia scolastica».
Sabato intanto torna Nontiscordardimè - Operazione Scuole Pulite, la grande giornata di volontariato organizzata da Legambiente dedicata alla qualità, alla vivibilità e alla sicurezza degli edifici scolastici e sono 63 le scuole abruzzesi di ogni ordine e grado che partecipano per un totale di oltre 450 classi e 7500 studenti ai quali si aggiungeranno insegnanti, genitori e volontari Legambiente.
14/03/2008 9.10