Ad Annozero si parla di Viggiano e Ortona s'infiamma

Alessandro Biancardi

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Ad Annozero si parla di Viggiano e Ortona s'infiamma
I VIDEO. ORTONA. Guardando quello che è oggi Viggiano (provincia di Potenza) è un po' scoprire come potrebbe essere domani Ortona. La trasmissione di Michele Santoro si è occupata questa settimana del centro Eni in Basilicata, progetto molto simile a quello che dovrebbe sorgere sulla costa teatina.
Un documentario del genere era stato realizzato anche dal Comitato Natura Verde che si era recato sul posto e aveva poi mostrato il video. Adesso proprio loro insorgono: «se non hanno creduto a noi adesso è la Rai che se ne occupa».
Nell'inchiesta di Annozero parlano i residenti della zona di Viggiano, disperati per la presenza «di un mostro che con il nostro territorio non c'entra niente».
«Ci avevano detto che l'Eni avrebbe portato sviluppo», raccontano i residenti, «e noi ci avevamo creduto».
Ma adesso, invece, il paese si sta spopolando: «vanno via i giovani e non solo…si portano via tutta la famiglia».
In 15 anni si calcola una perdita di un quarto della popolazione e si racconta di «aziende smembrate per far passare l'oleodotto», «aria irrespirabile», «paura per la salute».
E c'è chi assicura di aver lavorato sodo tutta una vita in Svizzera o nell'Est Europa per riuscire a costruirsi una casa nel paese natale: «queste case oggi sono svalutate e non valgono più niente», dicono arrabbiati, «chi vuole può venirsi a prendere casa mia», dice qualcun altro.
«Ora dobbiamo solo scappare da qui», dice un altro pensionato che non ha più la forza per gridare la sua rabbia, «siamo partiti con la valigia di cartone e siamo ridotti così per colpa dei nostri politici…»
E poi la crisi del settore viti-vinicolo: «nessuno vuole più la nostra uva e il nostro vino», assicurano gli agricoltori. «A casa ho 15-20 quintali di vino che nessuno vuole» perché ormai il paese è conosciuto per la presenza dello stabilimento dell'Eni più che per la sua tradizione agricola.
E poi ancora sull'inquinamento: «non esiste un monitoraggio, non esistono dati se non quelli che fornisce l'Eni, ovvero il controllato stesso ci dice che è tutto ok, e fornisce sempre gli stessi».
La gente è scontenta, le classi delle scuole del paese si dimezzano nonostante al Comune siano arrivati 3 milioni di royalty.
Ma da queste parti hanno imparato sulla loro pelle che i soldi non danno la serenità.
Intanto dall'Abruzzo è partita una sventagliata di email alla redazione di Annozero, per ringraziare la redazione della messa in onda del documentario.
«Speriamo che serva a qualcosa», si dicono. «Speriamo che la nostra classe politica abbia visto cosa potrebbe accadere».

08/03/2008 11.33