Piano Sanitario: Del Turco: «abbiamo fatto il miracolo»

Alessandro Biancardi

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Piano Sanitario: Del Turco: «abbiamo fatto il miracolo»
PESCARA. Ad inizio settimana il consiglio regionale ha approvato il piano sanitario 2008-2010. Questa mattina nella sede della Regione in viale Bovio il presidente Del Turco l'ha presentato alla stampa e ha parlato di «momento più importante e significativo» da quando è al Governo della Regione. Un giorno «epocale» ed «emozionante» per essere riusciti a compiere «il miracolo». PDL: «HA VINTO IL PIANO DELLE LOBBIE»
E' soddisfatto ed emozionato per aver portato a compimento l'opera. E' contento di essere riuscito a chiudere tutto nello stesso consiglio regionale del centro Oli e della vertenza degli agricoltori del Fucino. E' onesto quando ammette che il lunghissimo consiglio di martedì ha detto sì a tutto «perché siamo in periodo elettorale» e «chi poteva permettersi di dire di no?».
E' grato ai suoi collaboratori, Mazzocca e Di Stanislao in primis, che «forse sono i più contenti».
Oggi il presidente Del Turco non ha lesinato complimenti ad una giunta che è riuscita a portare a compimento «dopo 24 mesi di duro lavoro» il piano sanitario regionale e ha lanciato una sfida: «con questo piano sono pronto ad affrontare tutto e a dimostrare cosa si può fare anche a coloro che ci hanno umiliato considerandoci solo visionari, tanto erano convinti che le incrostazioni avrebbero impedito qualunque cambiamento».
Delle vicende giudiziarie oggi non si è parlato anche se Mazzocca ha sfiorato l'argomento dicendo: «potevamo dormire sonni più tranquilli non facendo questo piano, ma abbiamo deciso di portarlo a compimento per i cittadini».
«Abbiamo messo fine al Far West», ha assicurato Del Turco, «ad una realtà senza regole se non quella del più forte. C'erano tali e tante incrostazioni nel piano sanitario», ha continuato, «che era quasi impossibile pensare che saremmo riusciti a portare a compimento l'opera, invece ci siamo riusciti».
Insomma Del Turco lava più bianco…
E adesso il lavoro è tutt'altro che finito: «ora bisogna farlo partire e non è detto che sarà più facile della predisposizione», ha continuato il presidente.
Fondamentali, per l'approvazione del piano, ha ammesso Del Turco, sono stati l'assessore alla Sanità Bernardo Mazzocca («si lamenta spesso perché non è abituato alla durezza della politica ma ha lavorato ventiquattro mesi seguendo cristianamente il proprio obiettivo», ha detto di lui il presidente), il segretario della presidenza Lamberto Quarta («fondamentale per l'organizzazione delle riunioni») la presidente della Commissione consiliare Sanità, Antonella Bosco, («assente oggi ma elemento fondamentale»), e Franco Di Stanislao («uno dei pochi tecnici di struttura sanitaria competenti in Italia»).

Mazzocca ha invece tolto qualsiasi eventuale dubbio: «è un piano dalla impostazione politica, altro che ideologica», ha assicurato, «e, se non è una parolaccia, posso dire che è di chiara impostazione di centrosinistra».
Tutta la coalizione ha approvato il piano, ha ricordato l'assessore alla Sanità: «dall'Udeur, ai Ds, Dai Comunisti italiani a Rifondazione, tenendo fede alla parola data a Del Turco il giorno del suo insediamento». E sul taglio delle Asl il governatore ha chiesto di non intavolare tutta la prossima campagna elettorale: «non uccideremo nessuna Asl».

I PRIMI RISULTATI DEL PIANO

E' toccato, invece al direttore dell'agenzia sanitaria regionale Franco Di Stanislao illustrare i provvedimenti amministrativi varati negli ultimi mesi dall'Esecutivo regionale in materia di sanità, prima della recente approvazione del Piano.
Secondo il direttore sarebbero già visibili «sia sul fronte del contenimento della spesa e sia sul fronte organizzativo» dei miglioramenti.
«La famigerata legge 20, quella sull'appropriatezza dei ricoveri», ha ricordato il direttore, «ha consentito di abbattere 11.804 ricoveri nel settore pubblico a fronte dei 21.764 preesistenti, e 1.414 nel settore privato a fronte di 9.473 (guarda tabella 1). Rispetto all'obiettivo dell'80 per cento per il potenziamento del day hospital e del day surgery, nel settore pubblico si è arrivati al 64,9 per cento, nel settore privato al 7,7». (guarda tabella2)
Secondo quanto rilevato dal direttore, sul piano della inappropriatezza, ci sarebbe «un evidente scostamento del settore privato dalla soglia massima del 20 per cento (guarda tab 3), presentando ancora punte massime del 44,8 per cento rispetto alla punta del 38,3 per cento nel settore pubblico, mediamente più vicino alla soglia stessa (guarda tab 4)».
In riferimento alle molteplici attività inserire nel piano di risanamento, si è accennato all'abbattimento di 60 mila ricoveri che corrispondono a 60 punti in meno di due anni: «un record non raggiunto da nessuna regione», ha sottolineato Di Stanislao.
Per quanto concerne il quadro economico, il direttore ha scommesso di contenere l'aumento della spesa sanitaria in un solo punto percentuale nei prossimi tre anni.
«Utilizzeremo la differenza derivante dal trasferimento dello Stato per territorializzare i servizi sanitari».


LE SANZIONI

Il mancato rispetto delle soglie massime di inappropriatezza ha portato inevitabilmente a delle sanzioni (ancora oggetto di delibera).
E ce n'è un po' per tutti: dalle strutture pubbliche («che hanno rispettato più o meno le imposizioni», ha sottolineato Di Stanislao) e che sono state sanzionate per un totale di 50 milioni di euro, ai privati («che si sono comportati decisamente peggio») che dovranno pagare in totale quasi 28 milioni di euro.
Tra le strutture pubbliche le sanzioni più alte sono per l'ospedale di Pescara (15.344.468 euro), L'Aquila (5.534.427), Teramo (3.635.463) e Popoli (3.541.837).
Tra i privati spicca Villa Pini (10.221.846). Tra le più "punite" anche Pierangeli (4.787.830) e Sanatrix (2.655.960) (guarda tabella5)

Alessandra Lotti 07/03/2008 15.06

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PDL: «HA VINTO IL PIANO DELLE LOBBIE»

Duro, durissimo l'attacco del centrodestra al piano sanitario regionale approvato martedì in consiglio regionale. A pochi minuti dalla conferenza di Del Turco ha preso la parola l'opposizione bocciando «su tutto il fronte», il nuovo progetto della Sanità abruzzese.
Per Fabrizio Di Stefano (An) il nuovo piano «contrae i servizi e danneggia il territorio senza ottenere alcun beneficio: basta fare riferimento all'emendamento sulla riabilitazione intensiva, magicamente comparso in commissione, che fa lievitare i costi di 20 milioni di euro».
Anche sulla riduzione delle Asl e le aziendalizzazioni il consigliere di An ha accuse da muovere: «Del Turco un giorno vuole una cosa e il giorno dopo un'altra: le Aziende Ospedaliere Universitarie di Chieti e L'Aquila sono rinviate a data da destinarsi e le Asl sei erano e sei rimangono, alla faccia dei proclami degli ultimi tre anni».
«Sulle aziendalizzazioni – sottolinea Di Stefano – la nostra proposta era chiara: oltre gli ospedali di Chieti e L'Aquila, anche quelli di Teramo e Pescara dovevano diventare aziende, con quest'ultima, in particolare, che diveniva multipresidio con l'inserimento di Popoli e Penne, ciò per non creare una sanità abruzzese a due velocità in cui alcuni sono obbligati a rispettare i budget, mentre altri possono spendere senza controllo».
La natura vera del Piano, secondo Di Stefano, l'avrebbe svelata la vicepresidente del Partito democratico Stefania Misticoni, «nel momento in cui, era la fine di febbraio, aveva chiamato a raccolta i rappresentanti politici del teramano a "fare lobby" in difesa delle prerogative del suo territorio», conclude Di Stefano, «questa è un'implicita ammissione che qualcuno ha avuto di più e qualcuno di meno, a seconda del peso specifico politico messo in campo».
Nazario Pagano (Fi) ha invece posto l'attenzione sulla «fretta adottata dalla Giunta per varare il piano in piena campagna elettorale» e ha parlato di una «assenza assoluta di attenzione per il malato che diventa esclusivamente un numero. L'unico obiettivo di questo nuovo strumento», ha continuato il consigliere forzista, «era arrivare ad un risultato da portare al Ministero e tagliare il più possibile le spese».
«Con questa approvazione», ha commentato invece Bruno Di Paolo (Dc), «il centrosinistra è riuscito nell'ardua impresa di scontentare tutti: dalle piccole realtà, che vengono pesantemente ridimensionate, a quelle più grandi, per le quali non c'è alcuna strategia che lasci presupporre un miglioramento della qualità».
Scettico anche Paolo Tancredi: «applicato a regime questo piano porterà solo aumenti della spesa pubblica».

A.L. 07/03/2008 15.30