Le Province contestano la legge regionale sulla commercializzazione dei funghi

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Le Province abruzzesi, alle quali la Regione ha delegato le funzioni amministrative e di controllo in materia di raccolta e commercializzazione dei funghi, contestano le recenti modifiche alla legge regionale 34.


«E' mancato un tavolo di concertazione e le scelte effettuate non sono condivisibili né sul piano tecnico né su quello amministrativo in quanto hanno reso di difficile applicazione la legge».
Questa mattina, a Teramo, si sono ritrovati gli assessori al ramo della Provincia di Pescara, Vincenzo Fidanza; della Provincia dell'Aquila, Luca Angelini, e l'assessore teramano Orazio Di Marcello. Era assente per motivi istituzionali l'assessore chietino, Antonio Tamburino
Già da qualche settimana, gli amministratori provinciali, hanno costituito un tavolo di lavoro per elaborare le proposte di modifica alla legge regionale. Fra gli aspetti più controversi: le rispettive competenze; gli aspetti relativi agli usi civici, le esenzioni e i limiti di raccolta.
«La legge regionale è stata approvata senza la dovuta concertazione con gli enti locali – affermano gli assessori provinciali – e le modifiche apportate nel luglio scorso la rendono confusa e di difficile applicazione. Chiederemo un incontro con l'assessore regionale all'agricoltura, Marco Verticelli, e per gli aspetti più squisitamente legislativi con il presidente dell'apposita commissione, Antonio Boschetti. Il nostro tavolo di lavoro, composto anche dai tecnici, ha individuato percorsi e proposte per migliorare la legge, ci auguriamo di essere ascoltati al più presto».
06/03/2008 14.08