Di Stefano (An):«La nuova legge sul Centro Oli ha effetti nefasti»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2352

ABRUZZO. Evidentemente erano stanchi per il troppo lavoro o concentrati sul provvedimentoo che avrebbero dovuto discutere ed approvare nel pomeriggio (il piano sanitario). Oppure sarà che per scippare la paternità ed il merito (come sostiene il promotore) il centrosinistra ha combinato l’ennesimo pasticciaccio brutto. La nuova legge sul centro Oli però l'hanno votata tutti (meno Vito Domenici). IL WWF DIFFIDA IL COMUNE DI ORTONA
Così a mente fredda Fabrizio Di Stefano rileggendo la legge approvata di recente dal consiglio regionale che di fatto blocca il Centro oli di Ortona fino a dicembre ha scoperto qualche “effetto collaterale” non del tutto previsto.
Nel tentativo di proporre emendamenti e sub emendamenti il testo potrebbe aver assunto un significato nefasto per lo sviluppo dell'intera Provincia di Chieti.
E' possibile che la nuova legge si trasformi in una morsa troppo difficile da forzare nel senso che molti piani di insediamenti (non solo industriali) potrebbero rimanere bloccati.
«Se ieri abbiamo gioito per lo stop dato al Centro Oli, oggi – andando a rileggere il testo approvato dall'aula frutto degli emendamenti che hanno sostituito per intero il mio progetto di legge sulla tutela della Costa teatina – ci accorgiamo che ciò che è venuto fuori è un mostro normativo che vieta qualsiasi tipo di trasformazione d'uso dei suoli agricoli dell'intero Abruzzo» è quanto dichiara il consigliere regionale di An Fabrizio Di Stefano.
«Il centro-sinistra, con l'unico obiettivo di non voler riconoscere la mia paternità all'iniziativa sull'insediamento dell'Eni, ha preferito scrivere una brutta legge che blocca gli iter dei piani regolatori generali dei comuni, soprattutto per quanto riguarda l'individuazione di aree industriali o artigianali, arrivando addirittura al punto di impedire, ad esempio, di ottenere un permesso di costruire anche solo per una rimessa attrezzi o per un fabbricato rurale» spiega il consigliere di An.
«Gli estensori degli emendamenti andassero ora a parlare con i cittadini, con gli amministratori degli enti locali e con gli ordini professionali per spiegare cosa hanno combinato e perché, solo per una insulsa questione di pregiudizio nei confronti del mio disegno di legge, hanno partorito un testo che, nel rinviare il problema del petrolchimico, ne crea di nuovi e decisamente gravi; problemi a cui dovremo dare immediatamente una soluzione: da parte mia ho già provveduto a depositare una proposta correttiva che, lasciando invariate le disposizioni per il Centro Oli, consenta di non penalizzare tutta la Regione» conclude Di Stefano.

06/03/2008 15.10

IL WWF DIFFIDA IL COMUNE DI ORTONA

ORTONA. Dopo il voto del Consiglio Regionale che ha sospeso il progetto del centro Oli fino all'inizio del nuovo anno, l'associazione ambientalista scrive al Comune per assicurarsi che non vengano rilasciate le autorizzazioni nel rispetto della decisione e prima che divenga efficace con la pubblicazione sul Bura.
Il Wwf ha così inviato ieri una diffida al Comune di Ortona invitando l'amministrazione a «sospendere il rilascio di qualsivoglia autorizzazione» finalizzata alla realizzazione dell'impianto dell'Eni.
La nota invita il Comune ad applicare la nuova norma che ha previsto, per i terreni destinati a colture nei comuni di Ortona, San Vito Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino, Vasto, Francavilla al Mare e San Salvo «la sospensione del rilascio di ogni permesso a costruire per l'implementazione delle industrie insalubri di prima classe fino alla fine dell'anno nonchè l'obbligo per gli stessi della Valutazione di Impatto Sanitario.
«Il Wwf giudica la Legge approvata dal Consiglio Regionale come una prima vittoria del movimento», ha spiegato il responsabile dell'associazione Dante Caserta, «che vuole tutelare la salute dei cittadini e che vuole salvaguardare un territorio che dal turismo e dall'agricoltura trae un grandissimo beneficio».
La mobilitazione, ha messo in guardia Caserta, «deve continuare», e c'è chi spera che non scemi tutto con il passare delle settimane.
«In Regione un primo passo è stato fatto», ha commentato anche Fabrizia Arduini del coordinamento per la difesa della Costa Teatina.
«Sorvoliamo sulle singole performance dei consiglieri regionali, dove con sorpresa abbiamo ascoltato politici che nel giro di tre anni hanno cambiato decisamente le loro linee guida. Ripartiamo da martedì, un grande giorno, perchè gli abruzzesi hanno dimostrato che sanno reagire, e che hanno capito le sfide della globalizzazione e che l'Abruzzo con le sue grandi ricchezze e le sue unicità, se non è in grado di conservarle e di valorizzarle, diventerà presto un' anonima colonia dell'emisfero occidentale».
Intanto sabato 15 marzo a Pescara, (ore 15.00 area Madonnina, riviera Nord, e arrivo in piazza Salotto) si annuncia un'altra manifestazione di protesta «contro la devastazione del territorio, associazioni, movimenti comitati e cittadini hanno deciso di manifestare sotto un' unica bandiera: Emergenza Ambiente Abruzzo», per dire no a «discariche di sostanze tossiche che detengono il primato delle più grandi d'Europa, avvelenando anche l'acqua che beviamo, sfruttamento selvaggio ed inquinamento dei fiumi, cave che devastano montagne territori e fiumi, cementifici/inceneritori a ridosso dei centri urbani».

ANCHE A VASTO LA DISCUSSIONE SI ACCENDE

La discussione sul parco nazionale della costa teatina sbarca in consiglio comunale anche a Vasto. Le amministrazioni comunali della Costa sono chiamati a esprimere il loro parere sulla perimetrazione futura del Parco.
Il circolo di Rifondazione Comunista di Vasto ribadisce la totale convergenza con i confini proposti dalla Regione Abruzzo che «con intelligenza» li ha tracciati sino all'A 14 inglobando la maggior parte del territorio di Vasto. Al contrario delle maggiori forze politiche che gridano all' «ingessamento del territorio», Rifondazione crede che questo porterà «un'importante opportunità di sviluppo, permettendo un consistente flusso di finanziamenti europei verso progetti orientati a politiche di valorizzazione del territorio». E il partito si augura anche la partecipazione dei cittadini vastesi: «così come avrebbero avuto il diritto di esprimersi sull'ampliamento o meno del porto commerciale e turistico, dovrebbero essere consultati anche su questo argomento portando al centro della discussione politica le opportunità del Parco e il nuovo volto di una città sino ad oggi politicamente ambigua sulle scelte di sviluppo».

06/03/2008 8.58
[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/racconti_fotografici111/slide.php?cartella=centro_oli]IL RACCONTO FOTOGRAFICO DELLA PROTESTA A L'AQUILA[/url]