Centro Oli: dal consiglio regionale sospensione… a metà

Alessandro Biancardi

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Centro Oli: dal consiglio regionale sospensione… a metà
L’AQUILA. Il consiglio straordinario che doveva decidere le sorti del centro oli di Ortona si è concluso intorno alle 13.15 con una decisione unanime (con il solo voto contrario di Vito Domenici). Il progetto viene sospeso, se ne tornerà a parlare solo a partire dal gennaio 2009. (foto: Franco Massimo Botticchio) INTERVISTA AL COMITATO DEL NO PRIMA DELLA PROTESTA
[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/racconti_fotografici111/slide.php?cartella=centro_oli]IL RACCONTO FOTOGRAFICO: LE FACCE, GLI STRISCIONI, LA PROTESTA [/url]

Può considerarsi una vittoria a metà, quella di questa mattina, per il folto gruppo del no che da mesi ormai si sta mobilitando per fermare il centro Oli dell'Eni.
Il consiglio straordinario di questa mattina era chiamato ad esaminare i progetti di legge sui «provvedimenti urgenti a tutela della costa teatina» e sulla «Istituzione della riserva naturale Feudo», nel Comune di Ortona.
La proposta è stata aggiornata da alcuni emendamenti e sub emendamenti proposti dal centrosinistra che hanno di fatto sospeso fino al 31 dicembre 2008 ogni rilascio di autorizzazioni a costruire nuovi insediamenti industriali insalubri di prima classe nei Comuni di Francavilla al mare, Ortona, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Vasto e San Salvo.
La legge approvata introdurrebbe uno strumento di valutazione in più: l'impatto sanitario.
Questo strumento, secondo il proponente, andrebbe ad aggiungere un controllo tecnico in più, una sorta di valutazione tecnica sulla salute umana.
Per Di Stefano (An) invece questa cosa sarebbe inutile nel caso specifico dell'Eni.
Il consigliere D'Alessandro (Pd) ha invece posto l'accento sul fatto che con gli emendamenti presentati si tutelano ulteriormente i terreni coltivati che nelle zone interessate sarebbero salvaguardati da ogni forma di alterazione costituendo una vera e propria “Area agricola di pregio”.
Di fatto, come si sospettava, il problema del centro oli è solo rimandato di 10 mesi quando le condizioni saranno forse diverse per prendere decisioni definitive.
«Un dato rimane certo», ha detto Di Stefano, «la maggioranza non ha assunto una posizione politica chiara attraverso un pronunciamento che non lasci spazio a dubbi». «Tanto più – prosegue Di Stefano – che nessun componente della giunta, né l'assessore alla sanità né quello all'ambiente, tanto meno il presidente Del Turco, ha preso la parola in difesa del progetto di legge per tutelare la costa teatina».
«Il centrosinistra ha così deciso di portare a dieci mesi la pausa elettorale, rinviando ogni decisione al 1° gennaio dell'anno prossimo – dice ancora Di Stefano – per cui bisogna continuare a tenere alta la guardia evitando che sulla vicenda si spengano i riflettori».


CONSIGLIO BLINDATO

Era annunciato come "blindato" il Consiglio regionale straordinario di stamani i cui lavori dovevano iniziare alle 10 con due soli punti all'ordine del giorno.
Diverse centinaia di persone, sono rimaste assiepate all'esterno di palazzo dell'Emiciclo che per accogliere i cittadini ha mantenuto i cancelli chiusi.
Tantissimi i cartelloni con frasi (alcune anche irripetibili) di protesta all'indirizzo di Del Turco e Quarta.
Tanti gli slogan gridati ai megafoni per farsi sentire anche da chi, intanto, all'interno, stava decidendo le sorti della costa teatina.
Ma i contestatori non erano solo quelli che si oppongono al centro oli di Ortona. Nutrita anche la delegazione di medici specializzandi che sollecitano l'aziendalizzazione entro il 2008.
Proteste anche da parte degli abitanti di Sulmona contro l'ipotetica localizzazione di un inceneritore.
I pullman giunti a L'Aquila sono in tutto una ventina.
«Il presidente della Regione, all'atto del suo insediamento», ha commentato Alfredo Castiglione (An), «aveva solennemente promesso di portare ricchezza e finanziamenti in Abruzzo, è riuscito solo a portare immondizia e insediamenti insalubri, tanto da costringere la maggioranza di centrosinistra a tormentose retromarce, come quella che oggi - ci auguriamo - si accinge a fare sul Centro Oli di Ortona. Se Del Turco non avesse speso tutto il proprio amor proprio in una carriera politica giocata sul filo del compromesso e dell'opportunismo», conclude Castiglione, «sarebbe lecito aspettarsi le dimissioni, ma pur di tirare a campare e tenersi incollato alla poltrona il presidente preferisce evidentemente seppellire ogni possibilità di riscatto della nostra regione».

04/03/2008 13.43

«Rifondazione Comunista ha lavorato concretamente a sostegno del movimento», ha detto il segretario Marco Gelmini, «delle associazioni e delle loro richieste, sia con la presenza alla manifestazione oggi a L'Aquila (cui ha partecipato tra gli altri l'onorevole Maurizio Acerbo), sia nel lavoro consiliare in aula. Riteniamo soddisfacente e positiva l'approvazione di una norma che prevede il blocco di ogni attività fino al 31 Dicembre 2008. Nel frattempo siamo impegnati per la definizione del Parco della Costa Teatina e nella Conferenza di Servizi per far valere le ragioni in difesa dell'ambiente e del territorio e per dare all'Abruzzo una politica produttiva ed occupazionale basata sull'uso e sulla valorizzazione delle risorse locali».