Sanità. Rifondazione Comunista, quelle denunce alle quattro procure

Alessandro Biancardi

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Sanità. Rifondazione Comunista, quelle denunce alle quattro procure
ABRUZZO. Una denuncia alle quattro procure regionali è partita il 29 giugno del 2007 a firma di Marco Gelmini, segretario provinciale di Rifondazione Comunista. Dopo le interrogazioni senza risposta Rifondazione ha firmato esposti che hanno dato il via (o accelerato) le indagini sui ricoveri nelle cliniche private.  LA DELIBERA COSTATA 9 AVVISI DI GARANZIA
Rifondazione pur facendo parte della maggioranza in consiglio regionale non ha mai fatto mancare critiche e contestazioni al presidente Del Turco e la sua giunta.
L'indicazione ai vari consiglieri regionali che arriva dall'alto è chiara: mai votare seguendo il branco come caproni. Mai unirsi al sì unanime se non si sa quello che si sta approvando.
E l'ultimo caso eclatante è stato proprio quello della delibera Deutsche Bank, non inserita nell'ordine del giorno.
Rifondazione non ha votato: ufficialmente la sua assessora, Betty Mura (Cultura), era assente e le indicazioni del partito hanno consentito di non finire nella lista degli indagati.
Sulla Sanità, a maggior ragione, il pressing è stato serrato e il partito ha attivato da alcuni mesi un gruppo di studio che non ha risparmiato denunce pubbliche e ha permesso di leggere (e portare a galla) anche una numerosa mole di documenti tecnici incomprensibili ai più.
Un lavoro che avrebbe dovuto fare la Regione in decenni di incredibile distrazione e mancati controlli.
In questa situazione, il partito di Gelmini ha giocato un vero e proprio ruolo di opposizione (nel senso di controllo), lì dove il centrodestra non ha mai colpito troppo a fondo, forse per mantenersi in equilibrio dal momento che la prima cartolarizzazione investe in pieno la vecchia giunta Pace. E perché le malattie dalla sanità abruzzese hanno radici lontane.
Poi dopo una sfilza infinita di contestazioni pubbliche, prese di posizione nette, articoli di stampa infuocati, la scorsa estate è partito anche l'esposto con cui si chiedeva un intervento da parte della magistratura per verificare e prendere provvedimento a seguito dei numeri sballati degli accreditamenti alle cliniche private «per evitare squilibri», scriveva Gelmini nell'esposto, «e l'eventuale prosecuzione di trattamenti in contrasto con gli atti amministrativi e con la pianificazione adottati dalla Regione Abruzzo».
Rivolgersi alle quattro procure d'Abruzzo sembra essere stato quasi un atto dovuto, inizialmente nemmeno troppo voluto.
«Non volevamo arrivare a questo», ha spiegato Gelmini, facendo però capire che non c'era altra via d'uscita.
La questione, nel marzo del 2007, era stata già oggetto di una interrogazione regionale (a firma dei consiglieri Orlando e Santroni) ma non aveva ricevuto alcuna risposta.
«Quello che abbiamo fatto», ha spiegato chiaramente il segretario provinciale, «è stato trasferire quella interrogazione rimasta inevasa in una vera e propria denuncia presentata alla procura di Pescara, Chieti, Teramo e L'Aquila».

I DATI SUI RICOVERI

E la partita si gioca tutta sui dati inerenti il tasso di occupazione dei posti letto (TO).
Dalla elaborazione formulata dal pool di esperti di Rifondazione comunista si evince come alcuni numeri della Agenzia sanitaria regionale relativi alle schede di dimissione ospedaliera (Sdo) siano «illogici».
Una illogicità che non è mai emersa né ha incuriosito i diversi responsabili della sanità.
Solo in seguito a complessi calcoli è stato possibile evidenziare le anomalie presunte.
Siamo alcuni passi indietro rispetto all'ultima vicenda della delibera della Deutsche Bank che ha portato avvisi di garanzia per Del Turco, Quarta e sette assessori per il pagamento di 14 milioni di euro (crediti derivati da rimborsi per ricoveri di Angelini).
Siamo qui nella valutazione dei dati relativi ai ricoveri in base ai quali si calcolano le cifre per il rimborso ai privati delle visite in convenzione.

TASSO DI OCCUPAZIONE E LOGICA

E' infatti palese che una clinica disponendo di un tot di posti letto può utilizzarli, per esempio, poco (ci sono pochi ricoveri) e dunque la percentuale di utilizzo sono intorno al 20-30-40%; potrà utilizzarli molto e quindi saremo su percentuali intorno al 70-80%.
E' assolutamente chiaro che volendo ipotizzare una occupazione di tutti i letti per ogni giorno si potrà arrivare ad un tasso massimo del 100%.
In questo caso tutti i letti sono sempre occupati immaginando un malato che appena viene dimesso sarà sostituito da un nuovo ingresso.
Rifondazione comunista allora si domanda come possano essere giustificabili dati di occupazione dei posti letto che superano, a volte di gran lunga, (come capita a Villa Pini) la soglia razionale del 100%.
Ecco, allora, che arrivando ad una percentuale del 400% bisognerebbe immaginare quattro degenti stipati in un solo letto contemporaneamente. Una barzelletta se la questione non fosse molto delicata.
Tutto è spiegato e documentato all'interno dell'esposto dove, per esempio, si dice che nella disciplina di ortopedia nella casa di cura Villa Letizia il tasso di occupazione è di 234,99%; il tasso rimane alto (141,33%) nell'area di appartenenza (nella quale si considerano anche discipline omogenee).
Inoltre, escludendo letti destinati esclusivamente alla riabilitazione dal computo totale il tasso di occupazione rimane comunque superiore al 100% (139,7%).
A Villa Pini il tasso di occupazione dei posti letto in chirurgia generale è del 316%, nell'area di riferimento 163%, è di 123% se da questi vengono scorporati i posti letto di riabilitazione.
Situazioni anomale vengono individuate anche nella disciplina di riabilitazione a Villa Letizia il cui tasso di occupazione è di 251% così come nell'area di appartenenza.
Sempre nel campo della riabilitazione il tasso di occupazione nella clinica Santa Lucia è di 153% (è ritenuto corretto non utilizzare i letti destinati alla riabilitazione per i ricoveri ordinari).

TERAPIA INTENSIVA

L'esposto rileva come Villa Pini abbia prodotto ben 1484 dimissioni in un anno su 12 posti letto di terapia intensiva mentre i suoi concorrenti hanno prodotto numeri vicino allo zero.
Un dato giudicato assolutamente eccessivo in quanto la terapia intensiva è il reparto nel quale vengono ricoverati pazienti particolarmente gravi che arrivano attraverso il pronto soccorso.
«Come fa Villa Pini che non ha e non può avere il pronto soccorso a produrre numeri simili sui letti di terapia intensiva?», si domanda il pool di Rifondazione comunista.
All'interno dell'esposto datato 29 giugno c'è anche la considerazione che proprio quei 1484 ricoveri di Angelini si riferiscono alla disciplina di cardiologia per la quale la struttura non possiede alcun accreditamento.
In sostanza vengono pagati con soldi pubblici ricoveri non convenzionati.
Eppure il ministero della salute è stato chiaro affermando senza indugio che solo se accreditati si può ricevere il rimborso dal sistema sanitario nazionale.
Era giugno ed il partito di Bertinotti si era accorto in anticipo sulla Regione ma in ritardo di anni che qualcosa non funzionava nel controllo pubblico.
Quasi otto mesi dopo anche l'assessorato alla sanità è arrivato alla stessa conclusione accorgendosi del mancato accreditamento. Dalla polemica è poi scaturita la chiusura dei reparti privati e le tensioni con l'imprenditore Angelini.

L'ESPOSTO

Dopo le ampie premesse documentate Rifondazione chiede alle procure in primo luogo di verificare i calcoli prodotti e nel caso di conferma dei numeri avere spiegazioni in merito circa le provenienze dei pazienti, l'appropriatezza dei ricoveri, le apparenti incongruenze logiche sul tasso di occupazione e sull'utilizzo dei letti di terapia intensiva.
Come sia stato possibile arrivare a questo punto, quanto negli anni è stato girato ai privati illegittimamente, di chi sono le responsabilità sono tutte domande a cui le procure dovranno dare risposte precise nel minor tempo possibile.
Prima si individuano i guasti, prima si possono riparare e rimettere in moto la macchina della sanità.

ECCO LE TABELLE ELABORATE DA RC


CLINICHE PRIVATE COMPARAZIONE ANNI 2002-2005

CHIRURGIA E ORTOPEDIA A VILLA PINI E VILLA LETIZIA
DATI DIMISSIONI OSPEDALIERE PER LE 4 MAGGIORI DISCIPLINE (ANNO 2005)
REVISIONE DEI POSTI LETTO IN SEGUITO AL NUOVO PIANO SANITARIO


SCHEDE DI DIMISSIONI OSPEDALIERE CLINICHE PRIVATE (ANNO 2006)
SCHEDE DIMISSIONI OSPEDALIERE OSPEDALI PUBBLICI (ANNO 2006)
TABELLE AREE FUNZIONALI OMOGENEE (AFO) CLINICHE PRIVATE

04/03/2008 8.33