Centro Oli: il Consiglio della verità

Alessandro Biancardi

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Centro Oli: il Consiglio della verità
L'AQUILA. Martedì potrebbe essere il consiglio regionale delle verità per il centro oli di Ortona, e di sicuro sarà il consiglio delle contestazioni. A presenziare alla mattinata di lavori, infatti, ci saranno rappresentanti del comitato che si oppone al progetto ma anche lavoratori dell'Eni, pronti a difendere il loro operato.

LA VIGNETTA DI GIO



La seduta straordinaria avrà inizio alle ore 10,00.
All'ordine del giorno dei lavori l'esame di due progetti di legge che riguardano il territorio teatino: al primo punto infatti ci sono i provvedimenti urgenti a tutela della costa teatina, secondo punto l'istituzione della riserva naturale guidata Feudo, nel Comune di Ortona.
Il progetto del centro Oli potrebbe quindi essere congelato almeno per dodici mesi, ma per la decisione bisogna aspettare domani.
Il consiglio regionale si dovrebbe infatti pronunciare sulla proposta di legge per istituire il parco della costa teatina. La miniraffineria Eni ricadrebbe all'interno del perimetro della riserva e con questo escamotage si potrebbe almeno rallentare l'iter in attesa di sviluppi.

E sulle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dall'Eni, che sarebbe pronta a chiedere un risarcimento danni nel caso in cui il centro oli dovesse sfumare, torna all'attacco il comitato Natura Verde.
«L'Eni non può rivalersi sulla regione. La legge prevede, nel caso in cui le istituzioni siano in possesso di nuove informazioni, (come ad esempio la relazione del Mario Negri sud) di cambiare idea, senza incappare in cause, così come è stato minacciato».
Anche la federazione di Chieti del PRC tramite il segretario Alessandro Feragalli, ritiene «assolutamente prive di ogni significato tali intendimenti dei vertici ENI», anzi «ritiene opportuno investire delle proprie responsabilità chi, a vari livelli, ha dato il consenso al progetto senza preventiva discussione con la popolazione e le realtà sociali e produttive».
Del nuovo impianto Eni è tornato a parlare anche Maurizio Spina, segretario regionale della Cisl che chiede «un franco dibattito che abbia come riferimento il pieno rispetto della legislazione che regola la materia, perché una politica di attrazione degli investimenti non può prescindere dal rispetto delle leggi e dalle disposizioni che le regolano».
Secondo Spina, «oggi si presenta una importante opportunità di sviluppo per la nostra regione, che è giusto sottoporre a momenti di verifica e di approfondimento, ma sarebbe un atto di grave irresponsabilità impedirne la realizzazione, anche per le conseguenze che potrebbero derivare».
Il pomeriggio alle ore 15,00 la seduta sara' interamente dedicata al "Question time" (interrogazioni a risposta immediata).
Al termine del Question Time, il Consiglio riprendera' i lavori per passare alla discussione del Piano Sanitario 2008-2010 che, visto il momento, potrebbe avere qualche intoppo o rallentamento.
«Domani cominceremo ad approvare il piano sanitario», ha detto stamattina un sereno Del Turco, «e poi giovedì mattina in conferenza stampa spiegheremo ai cittadini cosa abbiamo fatto per la Sanità regionale».
03/03/2008 15.09

ECOVIE:«CHI CEDE AL RICATTO DELL'AZIENDA DIMOSTRANO DI NON AVERE A CUORE IL FUTURO DELLA REGIONE»

«L'Eni è rimasta in riserva. La produzione arranca. Il titolo in Borsa anche. E così il presidente Paolo Scaroni è costretto allo shopping di pozzi. Dall'Alaska fino al Congo. Facendo crescere l'indebitamento dell'azienda».
Non lascia spazio a dubbi il settimanale L'Espresso nel numero di questa settimana. L'Eni è in difficoltà e il Centro Oli di Ortona non è che uno dei tanti tasselli della corsa ai pozzi della multinazionale a sei zampe, quando è ormai chiaro che la strada da percorrere è quella dell'investimento nelle fonti rinnovabili.
Le royalties per la Regione ammonterebbero a 15milioni di euro spalmati su 15 o 20 anni, l'equivalente di un decimo del mercato annuale del vino nei soli dintorni della raffineria (150 milioni di euro) a fronte di costi ambientali elevatissimi.
«Si sta mettendo a repentaglio il nostro sviluppo di lungo periodo – ha dichiarato Antonio Bianco, ricercatore in economia politica e coordinatore del gruppo Ecovie –. Fa bene la Uil ad auspicare uno sguardo complessivo sulla vicenda. Il primo punto da chiarire in questa direzione riguarda il porto di Ortona: se davvero vogliamo difendere il suo ruolo di approdo commerciale e industriale dobbiamo respingere l'idea di farne un porto petrolifero, essendo le due destinazioni tecnicamente incompatibili. In secondo luogo, l'industria petrolchimica rende più vulnerabile il sistema economico regionale, in quanto fortemente lesiva delle altre forti attività nella zona: l'industria meccanica o elettronica stanno bene a tutti, quella petrolchimica ha tutt'altra natura, incompatibile con i settori di punta dell'economia regionale. Se le bottiglie di vino prodotte in Abruzzo si vendono a 50 o 100 euro, nel Chianti non dobbiamo andarci, ci siamo già».
«Inoltre - continua il coordinatore di Ecovie - per valutare con l'auspicato massimo di garanzie e di trasparenza l'impatto della raffineria e del piano di trivellazione (che interessa l'intero Abruzzo) si devono rifiutare le autocertificazioni dell'Eni, che occupa una posizione di palese conflitto di interessi, e coinvolgere scienziati indipendenti, quali ad esempio Maria Rita D'Orsogna e Thomas Chou, docenti all'Università della California e autori di un aggiornato studio sugli effetti dell'inquinamento da idrogeno solforato. E quando i vertici Eni affermano che negli altri paesi tali opere non subiscono intralci, dovrebbero ricordare che, se in Italia il limite alle emissioni di idrogeno solforato è 10 parti per milione, in Canada è 0.003 parti per milione. Ovvero, da noi la tolleranza è di 3-4mila volte superiore».
«Resta infine da accertare – conclude Bianco - se il segretario generale della Presidenza della Giunta regionale Lamberto Quarta abbia agito su mandato del Consiglio Regionale alla vigilia, lo ricordiamo, di una sua delibera di legge, oppure in violazione della sovranità dell'assemblea. Le minacce dell'Eni valgono poco dal punto di vista giuridico: il comune di Ortona non ha rilasciato la concessione edilizia e il piano dell'azienda non è abbastanza dettagliato per poter essere esaminato seriamente».

03/03/2008 16.04

CONFINDUSTRIA:«IL NO A PRESCINDERE CI HA AFFOSSATO»

«Con le ultimissime proteste, e relativa nascita dei “comitati del no a prescindere”– se ne registra uno in ogni comprensorio (vedi per il Centro Oli ad Ortona, piuttosto che per l'accoglimento dei rifiuti campani o l'ipotesi della centrale di spinta nel comprensorio Peligno), in Abruzzo rischiamo di tornare indietro almeno di cinquant'anni».
E' la posizione di Fabio Spinosa Pingue, responsabile giovani imprenditori Abruzzo.
«Il mancato sviluppo ed ammodernamento di questa regione», sostiene, «è soprattutto figlio di questa cultura ipocrita: quella “nimbysta”. Una cultura che pretende di vivere nel paese incontaminato della piccola Heidi ma con tutti i comfort, tecnologia, vicinanza ai presidi pubblici erogatori di servizi, opportunità di lavoro propri degli anni correnti. E' chiaro a tutti che è in atto nella regione uno scontro generazionale tra chi vuole mantenere lo status quo e coloro, soprattutto le nuove generazioni, che hanno sete di lavoro e chiedono opportunità per continuare a vivere nella propria terra. Chi rappresenta le istanze delle future generazioni? Chi rappresenta i loro diritti? La cultura “dovunque, ma non nel mio giardino” non ci appartiene; siamo consapevoli che una elevata qualità della vita si può avere anche vivendo con i propri termovalorizzatori, depuratori e rigassificatori, centrali idroelettriche, cave....»
«I “comitati del no a prescindere”», aggiunge, «stanno compromettendo la competitività della nostra regione, la capacità di attrarre investimenti “esteri”. Rischiamo di creare una immagine di una regione no business friendly. L'Abruzzo ha un forte bisogno degli investimenti delle multinazionali, principalmente di quelle realtà che si integrano con il territorio e lo contaminano di talenti, di eccellenze, di innovazioni e qualità. E di relazioni…»

03/03/2008 18.27

CGIL: ECCO LA LETTERA UFFICIALE FATTA RECAPITARE A TUTTI I CONSIGLIERI REGIONALI

Oggetto: Centro oli – Ortona (CH).

Così come deciso nella riunione del Comitato Direttivo della CGIL di Chieti del 14 dicembre 2007, si conferma il totale interesse di questa organizzazione alla realizzazione del centro oli di Ortona.
Lo sviluppo del Porto e dell'occupazione sono fenomeni che non possono essere sottovalutati, così come le pesanti ricadute negative occupazionali che deriverebbero dalla mancata realizzazione del centro oli stesso.
L'unica motivazione, ritenuta valida da questa organizzazione, per il blocco della realizzazione del suddetto centro è quella derivante da certificazioni di rischio per la salute delle persone.
Tale posizione è stata ulteriormente ribadita nella riunione della segreteria e di tutti i segretari generali delle categorie della CGIL di Chieti, tenutasi nella serata di ieri 3 marzo 2008.
Nel comunicare che la CGIL di Chieti è l'unica struttura abilitata ad esprimere la posizione ufficiale dell'intera organizzazione nel merito della realizzazione del centro oli, si sottolinea che le posizioni espresse da singoli dirigenti sindacali sono da ritenersi soggettive e non possono essere attribuite all'intera organizzazione.

Cordialità


Il segretario generale
(Michele Marchioli)