Sanità. Indagati Del Turco e 7 assessori regionali per abuso d’ufficio

Alessandro Biancardi

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Sanità. Indagati Del Turco e 7 assessori regionali per abuso d’ufficio
 ABRUZZO. La magistratura di Pescara ha inviato informazioni di garanzia al presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, e a sette dei 10 assessori, in cui si ipotizza il reato di abuso d'ufficio in relazione a una delibera con cui si autorizzava un atto di transazione di 14 milioni di euro alla Deutsche Bank, la quale aveva a sua volta versato tale cifra al gruppo sanitario che fa capo all'imprenditore Vincenzo Angelini.
[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=13899]LA DELIBERA CONTESTATA DELLO SCORSO GENNAIO CHE AUTORIZZA LA LIQUIDAZIONE DEI 14 MILIONI[/url]
[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=13911]LA RISPOSTA DELL'ASSESSORE MAZZOCCA[/url]

ACCELERAZIONE DELLE INDAGINI

ORE 14.13. Si era avvertito negli ultimi giorni che le indagini sulla sanità (quelle sulla cartolarizzazioni e sui ricoveri inappropriati delle cliniche private) avevano subìto una repentina accelerazione.
Con l'avviso di garanzia di oggi è ufficiale che gli indagati aumentano e vengono tirati dentro a tutti gli effetti gli assessori del centrosinistra.
Sette su dieci.
Cioè quelli che hanno firmato la delibera numero 58 del 29 gennaio scorso. Un documento contestato di appena un mese fa, l'ultimo di una lunga serie di atti che la procura con uno sforzo immenso sta cercando di chiarire e valutare.
Di sicuro non ha votato l'assessore di Rifondazione comunista che per direttiva esplicita del partito non può votare delibere “fuori sacco”.
Infatti proprio la contestatissima delibera non era iscritta quel giorno tra le delibere da votare ma inserita all'ultimo momento.
«E' un metodo utilizzato troppo spesso», hanno raccontato fonti istituzionali, «per votare le delibere più delicate. In questo modo si è chiamati a votare sulla fiducia senza poter leggere le carte».
Ad aggravare la situazione c'è la denuncia secondo la quale non sarebbero mai stati forniti gli allegati di quella delibera (una relazione tecnica del dirigente di turno e gli altri documenti necessari per la precisa e puntuale comprensione dell'argomento da votare).
Un nuovo colpo di scena che sembra aggravare notevolmente la situazione attuale.
L'avviso di garanzia indica per ora che ci sono indagini in corso e che da un momento all'altro assessori e presidente potrebbero essere ascoltati.
Alcuni giorni fa si era sparsa la voce che Del Turco fosse già stato sentito dalla procura di Pescara.

GLI INDAGATI

ORE 14.15.
Oltre a Ottaviano Del Turco sono indagati gli assessori Bernardo Mazzocca (Sanità), Tommaso Ginoble, Marco Verticelli, Franco Caramanico e Giovanni D'Amico - tutti del Pd - Mimmo Srour (Udeur) e Fernando Fabbiani (PdCI).
Non sono indagati il vicepresidente della Regione, Enrico Paolini, Valentina Bianchi (Pd) e Betty Mura (Prc) che risultavano assenti al momento della votazione, che fu fatta all'unanimità.
Secondo l'agenzia Agi risulterebbe iscritto nel registro degli indagati anche Lamberto Quarta, segretario generale alla presidenza della giunta regionale.

INTERROGAZIONI CONSILIARI

ORE 14.25. Le indagini sarebbero scattate in seguito ad alcuni esposti. L'accelerazione sarebbe dovuta, secondo alcune fonti, alle interrogazioni dei consiglieri regionali di Rifondazione Comunista, Daniela Santroni e Angelo Orlando, che hanno presentato una interrogazione all'assessore Mazzocca in riferimento alla Delibera di Giunta Regionale n. 58 del 29 gennaio sulla convenzione di pagamento per crediti al Deutsche Bank.
Un paio di settimane fa i Nas avevano sequestrano documenti su Villa Pini.
Già a marzo 2007 Santroni e Orlando avevano segnalato una «anomalia e una super utilizzazione di posti letto presso l'operatore "Villa Pini", anche per discipline non accreditate».
Tra l'altro a quella interrogazione non c'è stata mai risposta.
I consiglieri di Rc si erano chiesti se la giunta fosse intervenuta «a favore del pagamento di crediti sanitari avanzati da Villa Pini» e hanno chiesto anche di sapere «a quale periodo, a quali quantità e prestazioni siano riferiti».
La cifra dovrebbe ammontare a 14 milioni e mezzo di euro che la Deutsche Bank chiede di avere essendo in possesso di crediti sanitari ceduti da Angelini.
Secondo la regione e l'assessore Bernardo Mazzocca (già indagato per la sparizione del verbale di una assemblea con l'associazione delle cliniche private) il pagamento era dovuto in quanto «l'acquisto di crediti da parte di Deutsche Bank è avvenuto nel periodo di vigenza della deliberazione n. 786 del 2006».
Nella riunione convocata presso la Presidenza della Giunta regionale giovedì 14 per definire gli adempimenti connessi alla Deliberazione n. 58/2008, tutti i Direttori Generali delle ASL regionali, compreso quello di Chieti e fatta esclusione per quello di Pescara - che, al momento, ha ritenuto di non sottoscrivere la transazione riservandosi la decisione in merito - hanno deciso di aderire alla soluzione transattiva prospettata dalla Regione, sottoscrivendo singolarmente le ipotesi transattive.
«Le singole ASL, dotate di autonomia amministrativa e funzionale», ha sostenuto l'assessorato alla sanità, «non potevano essere e non sono state condizionate nella autonoma valutazione sull'aderire o meno alla transazione con Deutsche Bank, essendo quello approvato dalla Regione uno schema di transazione generale. Il pagamento di tutte le prestazioni è condizionato all'esito della procedura di 'riconciliazione' prevista dal Piano di Risanamento firmato con il Governo».

RIMBORSI DOVUTI E RICOVERI SOSPETTI

ORE 14.42. Quei 14 milioni di euro erano inerenti a tutta una serie di prestazioni di Villa Pini giudicate «inopportune» e «illogiche».
Subito dopo la votazione della delibera contestata Rifondazione Comunista denunciò l'approvazione di quel versamento ma la Regione assicurò che non si poteva fare altrimenti.
Ma come più volte evidenziato i dati dei ricoveri ad una prima occhiata sembravano quanto meno sorprendenti poiché si attestava che per ogni letto ci sarebbero stati addirittura 3 o 5 pazienti per volta.
Visualizzando i dati, risulta ad esempio che la clinica Villa Pini ha realizzato tassi di occupazione che hanno sforato di molto i valori massimi teorici.
Nei settori Ortopedia e Chirurgia, ad esempio, c'è stata un'occupazione del 316% dei posti letto.
Per ogni ricovero dei reparti accreditati la Regione fornisce un rimborso a seconda della prestazione effettuata e dei giorni di degenza.
La somma che la Regione doveva ad Angelini era proprio 14 milioni.
L'abuso potrebbe consistere nel fatto che la giunta Del Turco abbia comunque votato la delibera pur nelle more di forti sospetti di illegittimità inerenti i calcoli del credito.
Come se non bastasse la stessa Regione –assessorato alla sanità- lo scorso 21 febbraio aveva fatto sapere di aver aperto una procedura amministrativa per ritirare l'accreditamento su alcune specialità di Villa Pini.
Procedura avviata a febbraio 2007 che potrebbe portare alla revisione del rapporto tra pubblico e privato.
In pratica dal 2007 una ispezione (probabilmente la prima) della Regione si è accorta di presunte irregolarità nelle operazioni della clinica privata.
Lo stesso giorno l'imprenditore Angelini (che lamenta la mancanza di informazioni su «cosa fare») ha chiuso i reparti contestati e impedito nuovi ricoveri.
Dunque pur in presenza di presunte irregolarità scovate dalla ispezione sanitaria la giunta ha votato la delibera che autorizza il pagamento dei crediti maturati.

I DATI SPARITI DAL SITO DELLA AGENZIA SANITARIA

ORE 15.22. Appena due giorni fa PrimaDaNoi.it aveva dato notizia di una nuova interrogazione dei consiglieri di Rifondazione circa la dubbia sparizione dei dati riguardanti i ricoveri ospedalieri nell'anno 2006. Dati che sono il cardine ed il fulcro delle inchieste su cartolarizzazione e debiti della sanità.
L'articolo che ha fatto molto discutere dimostrava come quei dati non erano più presenti sul sito dell'Agenzia sanitaria abruzzese.
L'assessorato alla sanità aveva precisato che i dati, invece, erano visibili ma su un altro sito del circuito regionale senza spiegare tuttavia perché mancassero dal sito indicato nella interrogazione e senza lasciare indicazioni precise agli utenti su dove reperirli.