Quarta:«Se il centro oli salta, Eni pronta a chiedere risarcimento danni»

Alessandro Biancardi

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Quarta:«Se il centro oli salta, Eni pronta a chiedere risarcimento danni»
ABRUZZO. Martedì prossimo potrebbe essere la giornata decisiva per conoscere il futuro del Centro Oli di Ortona. Mentre il fronte del No si sente vicino alla vittoria, il fronte del sì (l'Eni) appare preoccupato e annuncia l'apertura di un possibile contenzioso con la Regione.
La situazione è intricata e contraddittoria e l'Eni non esclude la possibilità di aprire un contenzioso nel caso in cui la Regione facesse un passo indietro.
Stamattina il segretario generale della presidenza della Giunta regionale, Lamberto Quarta, ha incontrato i vertici dell'Eni, nella sede di viale Bovio a Pescara che hanno esposto tutte le loro perplessità.
Quarta ha reso noto di aver «registrato la preoccupazione espressa dall'Eni per l'eventuale approvazione di una norma di legge regionale tesa a sospendere l'efficacia di tutte le autorizzazioni ottenute per l'avvio dei lavori del centro oli di Ortona».
Secondo quanto riferito dal segretario generale dopo il colloquio, il «disegno di legge determininerebbe, infatti, l'apertura di un contenzioso, considerati i cospicui investimenti già operati sulla base delle autorizzazioni avute e di un lungo iter che non ha mai registrato un solo parere contrario».
«Le iniziative per bloccare le attività dell'Eni», hanno spiegato le rappresentanze sindacali dell'azienda petrolifera, «sta già causando ritardi e slittamenti delle autorizzazioni per la perforazione dei pozzi Gagliarda 1 e Crecchio e rischia di compromettere l'intera realizzazione del centro Oli».
L'azienda sottolinea «la gravità» di quello che sta accadendo, dal momento che «è pendente un giudizio del Tar circa la correttezza e la legittimità dell'iter procedurale fino ad ora eseguito».
E martedì prossimo anche i rappresentanti dell'Eni saranno presenti per una «vivace protesta» nel corso del consiglio regionale .
Quarta ha quindi ribadito «la volontà dell'Esecutivo regionale di voler rispettare la legislazione vigente» ed ha annunciato il proposito di attendere la sentenza del Tar Abruzzo, prevista per il 5 marzo, e, successivamente, la riconvocazione della conferenza di servizi, durante la quale confrontare lo studio dell'Istituto Mario Negri sud con gli elaborati proposti dall'Eni.
Il segretario generale ha dichiarato di aver avuto dalla Società «piena disponibilità ad attendere la sentenza del Tar, a confrontarsi in sede di conferenza e ad accogliere e a proporre essa stessa ulteriori innovazioni del progetto industriale, con ciò ribadendo anche la piena compatibilità dell'insediamento con la tutela della salute e del territorio circostante».

STASERA IL FRONTE DEL NO A VACRI

Si aprirà questa sera alle 19.30 la seduta del Consiglio comunale di Vacri, alla presenza dei sindaci di Francavilla al Mare, Miglianico, Ripa Teatina, Villamagna, Casacanditella, Vacri, San Martino sulla Marrucina, Fara Filiorum Petri, Pretoro, Rapino, Tollo, Crecchio, Casalincontrada, con il sostegno dell'Unione dei Comuni delle Colline Teatine e di molte associazioni culturali ed ambientaliste della vallata: all'ordine del giorno l'esame, l'approvazione e la sottoscrizione di un documento che spiegherà i motivi della contrarietà della popolazione locale alla realizzazione di un impianto che, dicono, sia stato subìto e non concertato.
L'idea è stata del sindaco, Antonio D'Aristotile, che ha raccolto attorno alla sua protesta tutte le amministrazioni i cui territori saranno pesantemente condizionati dall'eventuale installazione del Centro Oli.
29/02/2008 14.49