La Regione minaccia il ritiro dell’accreditamento a Villa Pini

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Si alza lo scontro tra l’imprenditore della sanità Vincenzo Angelini (Villa Pini) e la Regione. Oggi su un quotidiano la minaccia dello storico imprenditore di “chiudere bottega” e mandare i tanti dipendenti delle sue cliniche a casa.


ABRUZZO. Si alza lo scontro tra l'imprenditore della sanità Vincenzo Angelini (Villa Pini) e la Regione. Oggi su un quotidiano la minaccia dello storico imprenditore di “chiudere bottega” e mandare i tanti dipendenti delle sue cliniche a casa. Una minaccia che è più una boutade per attirare l'attenzione su di sé e magari spostarla dal fulcro del problema: le inchieste penali in corso che ipotizzano presunti favori della Regione e la conseguente dilapidazione di un vero e proprio tesoretto grazie all'accreditamento di alcune discipline mediche, da oggi ufficialmente contestate dalla stessa Regione.
E che qualcosa stia cambiando, probabilmente sotto gli effetti delle stesse inchieste che vanno avanti anche ascoltando testimoni eccellenti (si parla del manager Asl di Pescara Balestrino o addirittura lo stesso presidente Del Turco), appare chiaro.
Oggi la Regione ha tutto l'interesse di cambiare rotta, cosa tuttavia che non è successa nemmeno con il cambio di maggioranza.
Ed, infatti, l'assessorato alla sanità fa sapere addirittura che si sta valutando l'ipotesi di non rinnovare l'accreditamento alla clinica privata.
Per la precisione l'assessorato parla di «ritiro o sospensione dell'accreditamento provvisorio di alcune discipline specialistiche (chirurgia generale, medicina generale, terapia intensiva)».
E' stata avviata, infatti a febbraio 2007 la procedura amministrativa che porterà alla revisione del rapporto tra pubblico e privato e che ha coinvolto la Asl di Chieti e di cui la Casa di Cura è a conoscenza.
La revisione delle discipline è stata effettuata da una apposita commissione ispettiva che ha valutato il rapporto contrattuale triennale.
«Con l'avvio del procedimento la Casa di Cura», fanno sapere dalla Regione, «è stata invitata a far pervenire, entro 30 giorni, alla Direzione Sanità le memorie e le controdeduzioni a sua giustificazione.
Il procedimento avviato si concluderà entro 90 giorni dalla data di ricevimento da parte della Casa di Cura e solo a seguito delle loro controdeduzioni, qualora pervengano nei tempi previsti, verranno assunti i provvedimenti definitivi. Pertanto» - si chiarisce ancora nella nota - «nessun provvedimento definitivo è stato assunto dalla Direzione Regionale Sanità e la procedura avviata è un atto a garanzia della legittima possibilità della Casa di Cura a fornire tutte le informazioni, chiarimenti, controdeduzioni e memorie utili a superare le contestazioni mosse. Sembra, pertanto - conclude la nota dell'Assessorato - prematura ed in contrasto con il contratto negoziale in corso la posizione annunciata dalla Casa di Cura che si fa riserva di valutare».

E non gradisce l'atteggiamento di Angelini, Rifondazione Comunista, da sempre la parte politica più critica dell'imprenditore teatino (si ricorderanno le accuse di strumentalizzazione dei dipendenti e lo sciopero prolungato del personale a L'Aquila lo scorso anno).
«E' incredibile la dichiarazione riportata a mezzo stampa dell'amministratore di Villa Pini, Angelini: si minacciano licenziamenti se si impongono regole e controlli?», contesta il segretario Marco Gelmini, «proprio in queste ore siamo impegnati nella discussione sul nuovo Piano Sanitario regionale. L'esigenza è quella di fissare regole e controlli che evitino rimborsi indebiti, pagamenti per prestazioni non accreditate, utilizzo corretto e garanzie per i lavoratori del settore.
In questo senso vanno emendamenti specifici presentati da Rifondazione Comunista. Se non si accettano controlli e regole è chiaro che non si può svolgere per conto del Servizio Sanitario Nazionale un servizio pubblico pagato dai cittadini».
21/02/2008 13.40