La Regione: «Sui crediti di Villa Pini ceduti non potevamo fare altrimenti»

Alessandro Biancardi

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SANITA’ E SPESE. ABRUZZO. In merito alla vicenda conclusasi con la deliberazione della Giunta regionale n. 58 del 2008 di approvazione dello schema di convenzione tra Regione, ASL interessate e Deutsche Bank, oggi interviene l'assessorato alla Sanità. MAZZOCCA INTERROGATO IN PROCURA
Sulla delibera ieri si era scatenata una vera e propria bufera che è sfociata anche in una interrogazione dei due consiglieri regionali di Rifondazione comunista che hanno chiesto spiegazioni in merito.
L'accordo votato dalla giunta ha comportato il pagamento di 14 milioni di euro della Regione al colosso bancario tedesco in merito a crediti che l'imprenditore di Villa Pini, Vincenzo Angelini, aveva ceduto.
«Non è e non è stato un atto politico, ma un atto gestionale, approfonditamente esaminato sotto il profilo giuridico e contabile dalle strutture burocratiche della Regione», spiega oggi l'assessorato alla sanità, «in raccordo con le ASL e con l'Istituto Bancario ne hanno stabilito termini e modalità di pagamento».
Secondo la regione il pagamento era dovuto in quanto «l'acquisto di crediti da parte di Deutsche Bank è avvenuto nel periodo di vigenza della deliberazione n. 786 del 2006».
Nella riunione convocata presso la Presidenza della Giunta regionale l'altro ieri, giovedì 14, per definire gli adempimenti connessi alla Deliberazione n. 58/2008, tutti i Direttori Generali delle ASL regionali, compreso quello di Chieti e fatta esclusione per quello di Pescara - che, al momento, ha ritenuto di non sottoscrivere la transazione riservandosi la decisione in merito - hanno deciso di aderire alla soluzione transattiva prospettata dalla Regione, sottoscrivendo singolarmente le ipotesi transattive.
«Le singole ASL, dotate di autonomia amministrativa e funzionale», sostiene l'assessorato alla sanità, «non potevano essere e non sono state condizionate nella autonoma valutazione sull'aderire o meno alla transazione con Deutsche Bank, essendo quello approvato dalla Regione uno schema di transazione generale. Il pagamento di tutte le prestazioni è condizionato all'esito della procedura di 'riconciliazione' prevista dal Piano di Risanamento firmato con il Governo».
I termini di pagamento sono stati fissati con scadenza entro la fine del mese di febbraio.
Infine, essendo in via di imminente ultimazione le verifiche della Commissione Ispettiva Permanente della Regione e quelle delle Commissioni periferiche presso le singole ASL, per l'intero anno 2006, «in condizioni di uniformità per tutti i fornitori e nella misura effettivamente riconosciuta spettante, si potrà procedere al pagamento degli eventuali saldi delle prestazioni, con le modalità del Piano di Risanamento».
In particolare, la transazione con Deutsche Bank, secondo l'assessorato alla sanità, comporterebbe che le ASL (tutte e sei), chiamate in giudizio dal Gruppo Villa Pini con lo strumento del decreto ingiuntivo (accordato dal Tribunale e in taluni casi munito anche di clausola di provvisoria esecutività per pretesi crediti riguardanti anche buona parte o tutti quelli già venduti a Deutsche Bank), con la definizione della vicenda con l'istituto bancario potranno avvalersi in sede giudiziaria di tale fatto e ottenere la condanna dell'attore, anche per colpa grave, non essendo egli titolare del credito per il quale ha agito.
Secondo l'assessorato alla sanità dunque nel caso venissero scoperti illeciti che ricadrebbero comunque sull'intero importo ceduto alla banca la stessa Regione potrebbe adire le vie legali nei confronti dell'imprenditore privato.
Le singole ASL, inoltre, hanno titolo, come previsto nella deliberazione n. 786/2006, a detrarre sui successivi pagamenti dovuti al Gruppo Villa Pini le somme che dovessero risultare non dovute e già pagate a Deutsche Bank, per qualsiasi ragione (illegittimità, inappropriatezza o altro).
«Nel caso in cui non fosse stata risolta in questo modo la vertenza con Deutsche Bank la stessa», concludono dall'assessorato regionale,«disponendo di un titolo legittimo ed esecutivo, non avrebbe potuto astenersi dal metterlo in esecuzione, o venderlo ad altri operatori, con intuibile ed evidente aggravio di interessi, spese o altro».

16/02/2008 12.32

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=13899]L'ARTICOLO DI IERI[/url]

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MAZZOCCA INTERROGATO IN PROCURA

E' durata circa un'ora e mezzo l'interrogatorio presso la procura del tribunale di Pescara dell'Assessore regionale alla sanita', Bernardo Mazzocca, da parte del Sostituto Procuratore, Giuseppe Bellelli, relativo alla presunta sparizione del verbale di un incontro con l'Aiop
e altre strutture private sui tagli alle cliniche private.
Mazzocca èindagato, per quanto se ne sa, per “falso per sottrazione”.
Nel corso dell'interrogatorio l'Assessore Mazzocca, difeso dall'avvocato Ugo Di Silvestre, ha fornito chiarimenti sulla vicenda sostenendo di non aver fatto sparire o occultare il verbale i cui contenuti sono stati pressoche' recepiti quasi integralmente dalla legge n.20 del 1006, approvata dal Consiglio regionale.
Il Pm Bellelli che indaga anche sui filoni delle cartolarizzazioni e sui debiti accumulati dalla sanità abruzzese ha chiesto a Mazzocca lumi sulle procedure di controllo sulle prestazioni ospedaliere erogate dalle strutture private dal 2005 in poi e in particolare sul fatto che la Regione ha istituito un'apposita commissione prevedendo regole e criteri certi prima inesistenti.

16/02/2008 15.03