I sindacati pronti a scendere in piazza contro l’assunzione dei portaborse

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. No, l’assunzione del personale politico alle dipendenze del consiglio regionale, no. Sono contrari senza mezzi termini i sindacati alla stabilizzazione e assunzione dei precari-politici, cioè quel personale che affolla le segreterie dei gruppi consiliari, detti più comunemente portaborse. Ciclicamente si torna sul problema contemporaneamente ai diversi tentativi di accontentare chi alla politica è più vicino. PROVINCIA PESCARA, ACCORDO PER 61 LAVORATORI PRECARI
Tra le diverse polemiche divampate nelle ultime settimane c'era anche quella dei precari che lavorano alle dipendenze della Regione per i quali alcune soluzioni sarebbero state trovate. Quello dei portaborse però appare un problema sostanzialmente diverso perché si tratta di personale reclutato a chiamata diretta, cioè che ha stipulato un rapporto fiduciario con un determinato partito o consigliere.
Rendere questi collaboratori dipendenti pubblici, secondo i sindacati, violerebbe le norme vigenti.
I sindacati Cgil, Cisl,Uil, Confsal e la Rsu del Consiglio regionale dopo aver appreso dalla stampa che le strutture amministrative di Consiglio e di Giunta, stanno lavorando per predisporre un piano per assumere alle dipendenze del Consiglio regionale il personale politico, si dicono pronti ad attuare forme di protesta contro tale ipotesi.
«I dipendenti del Consiglio, riunitisi in assemblea il 1 febbraio 2008 - si afferma in una nota dei sindacati in questione - hanno invece dato mandato alle RSU ed ai Segretari regionali presenti di chiedere un incontro con l'Ufficio di Presidenza e con i Capigruppo consiliari, teso alla risoluzione delle annose questioni legate sia alla predisposizione di un progetto di legge che disciplini l'autonomia del Consiglio, sia
alla discussione seria e realistica delle problematiche connesse alla verticalizzazione del personale interno ed alla stabilizzazione dei precari assunti presso le strutture amministrative».
« E' del tutto evidente dunque - prosegue la nota - che, mentre i dipendenti chiedono la risoluzione di questioni legate al buon andamento dell'Amministrazione, ai politici sta a cuore trovare discutibili soluzioni legislative che consentano la
stabilizzazione di personale, che ai sensi della legge regionale 18/2001, e' chiamato in base ad un rapporto fiduciario, e' assegnato alle segreterie temporaneamente con decadenza contestuale alla cessazione dell'incarico del proponente ed e' revocabile su iniziativa dello stesso».
I sindacati dunque ribadiscono tutte le perplessita' riguardo alla possibilita' di procedere alla stabilizzazione di questo personale, rispetto alle disposizioni contenute nelle finanziarie dello Stato 2007 e 2008, si sottolinea come «dell'argomento non si sia discusso nelle sedi opportune e con il giusto coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, cosi' come previsto dalla richiamata finanziaria Statale».
«Tale comportamento, che si ripete nel tempo, pone - secondo i sindacati - ulteriormente in evidenza la scarsa considerazione attribuita in Consiglio regionale al ruolo ed alla funzione delle Organizzazioni sindacali interne e territoriali.
«Le Organizzazioni sindacali, pertanto, di fronte ai reiterati comportamenti dell'Amministrazione, lesivi del ruolo del sindacato - conclude la nota -, ritengono inevitabile il ricorso a forme di mobilitazione e protesta».

06/02/2008 12.26
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PROVINCIA PESCARA, ACCORDO PER 61 LAVORATORI PRECARI

PESCARA. Un incremento medio di due-tre ore settimanali a partire dal prossimo primo marzo. Riguarda i 61 dipendenti della Provincia di Pescara, ex collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co) che a partire dalla fine dello scorso mese di settembre sono stati assunti con contratti part-time e a tempo determinato dall'amministrazione guidata da Giuseppe De Dominicis. L'accordo è stato raggiunto nella serata di ieri al termine di un incontro con le organizzazioni sindacali dei lavoratori aderenti a Cgil, Cisl e Uil e alla rappresentanza sindacale unitaria interna, la Rsu: «Grazie alla disponibilità di risorse finanziarie aggiuntive – illustra lo stesso De Dominicis – diventa così possibile dare continuità e sostanza al progetto di sistemazione del personale precario che abbiamo avviato, in considerazione delle tante professionalità in servizio all'interno dell'ente. In questo senso, è stata avviata la discussione sulle possibilità offerte già con la legge finanziaria per il 2008, che prevede entro il 30 aprile prossimo la redazione di un piano dettagliato, con la possibilità di attingere a diverse fonti finanziarie».
E sempre in tema di personale, accordo raggiunto anche per quel che riguarda l'orario di lavoro dei dipendenti a tempo determinato, ultracinquantenni, provenienti dall'ex Enaip, l'ente di formazione delle Acli, che sarà portato a 36 ore settimanali.
06/02/2008 14.09