Sanità e comunicazione. Quanto sono "bravi" se lo dicono con i nostri soldi

Alessandro Biancardi

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Sanità e comunicazione. Quanto sono "bravi" se lo dicono con i nostri soldi
ABRUZZO. Un bando di gara scaduto mercoledì mattina e promosso dalla Regione Abruzzo. Nel piatto 1.800.000 (Iva esclusa) di fondi regionali da destinare alla “pubblicità istituzionale”, parola magica che nasconde spesso una vera cuccagna per tutti i soggetti coinvolti. Ieri mattina alle 10 l'apertura delle buste. LA REGIONE:«NON ERANO SOLDI CHE POTEVANO ESSERE IMPIEGATI PER L’ASSISTENZA SANITARIA»
L'ambito è quello sanitario, che già succhia l'80% dei fondi del bilancio regionale.
La sanità va a rotoli, la spesa è alle stelle, le inchieste penali svuotano gli archivi dei documenti, gli ospedali sono fuori legge, mancano le strutture essenziali, i precari sono a spasso, si tentano rischiosissime operazioni finanziarie e si dà fondo a milioni di euro pubblici.
Così oltre a tutte le spese che attengono “strettamente” alla sanità subentrano anche quelle forse meno stringenti.
Una spesa ritenuta indispensabile da Mazzocca & Co, per far conoscere agli abruzzesi tutto, ma proprio tutto su "Lo stile di vita", questo il titolo del rapporto commissionato.
Cosa ne uscirà fuori?
E' ancora presto per dirlo.
Intanto è scaduto il bando di gara, adesso bisognerà sapere solo chi si è aggiudicato l'appalto che nella sua spiegazione è molto simile a qualcosa che esiste già e per cui la Regione ha già stanziato dei fondi.
Fra qualche mese ci ritroveremo qualcosa di "bello" e preconfezionato.
Cosa sarà?

Leggendo il bando non è proprio chiarissimo, ma si evince che lo scopo della Regione sia principalmente uno: promuovere la sanità locale, far conoscere le strutture che ci sono, attraverso messaggi pubblicitari che edulcoreranno certamente la realtà e lasceranno da parte quella "mala sanità" che non fa fare una bella figura.
Più i problemi aumentano e più bisogna lanciare messaggi tranquillizzanti, e pompare sempre di più l'altra metà della verità.
Ma la cosa più sconcertante è che qualcosa del genere già è in circolazione. Evidentemente non basta.
Evidentemente ci si sta già preparando ad un secondo bombardamento mediatico-pubblicitario.
In queste settimane, infatti, è partita tutta la serie di redazionali (pubblicità a pagamento) di Abruzzo in Salute, «l'informazione costante e qualificata», così presentò Del Turco quel progetto nato appena tre mesi fa, «rivolta agli operatori e sia rivolta ai cittadini, grazie al progetto con il Sole 24Ore».
Anche questo progetto, ovviamente, ha un suo costo: Mazzocca non disse esattamente il prezzo ma assicurò che non sarebbero stati sottratti soldi regionali…..tanto paga il Governo…. (ovvero, sempre soldi nostri).
La cifra dovrebbe essere comunque vicina ai 500mila euro.
«Vogliamo che la sanità abruzzese faccia notizia con i suoi guai ma anche con le sue buone notizie», disse il presidente.
Quelle buone notizie però sembrano un mega-continuo spot per di più pagato con soldi pubblici.
Siamo sicuri che tutti avrebbero speso 500mila euro per sentirsi dire che «la sanità è pensata a misura del cittadino», «che si è lavorato molto» e che «sono attori di un vero cambiamento»?
Siamo sicuri che per far sapere che è nata l'Utap di Scafa o che a Chieti c'è più assistenza agli anziani o che le polmoniti gravi vengono curate a casa a Lanciano occorresse un tale investimento?
Notizie del genere sono già presenti su tutti i quotidiani (totalmente gratis).

Si è però programmata l'uscita di un mensile in 18 mila copie, newsletters da inviare ad oltre 3 mila indirizzi specializzati, e gli immancabili passaggi in tv dove tutti fanno la loro bella figura. E la questione sembra così indispensabile che oggi si stanziano altri due milioni di euro.
Probabilmente dello "stile di vita" di chi aspetta mesi e mesi per una visita medica non ci sarà nemmeno l'ombra, visto che per una informazione pagata (e bene) ci si aspetta che venga confezionata una bella vetrina. E anche il bando lo dice chiaramente alla voce obiettivi generali:«creare e sviluppare un'immagine positiva del Sistema sanità» e «trasmettere i valori e la cultura della Direzione sanità».
E poi ancora tra gli obiettivi il bando chiarisce: «attivare e stimolare un sistema circolare di informazione tra operatori sanitari, migliorare le funzioni di comunicazione istituzionale rivolte all'interno e all'esterno». Il linguaggio dovrà essere «agile, accattivante, e accessibile a tutti».

DUE LOTTI

Il progetto si articola in due lotti. Il primo di "comunicazione interna" (che vale 482 mila euro) e il secondo di "comunicazione esterna" (1 milione e 318 mila euro).
In entrambi i casi, si spiega nel bando, ci si dovrà occupare di informare sulla diagnosi precoce dei tumori, screening oncologici, diabete, vaccinazioni, prevenzione per gli incidenti domestici e bisognerà esporre il piano sanitario 2006-2009 della Regione Abruzzo.
La prima parte, quella interna, inoltre dovrà analizzare «il contesto socio-culturale della popolazione nelle diverse zone della Regione», «il contesto socio- sanitario» (incidenza e malattie più diffuse), «il contesto strutturale» (la mappatura delle strutture sanitarie presenti) e il «contesto della comunicazione» (tra i quali spicca la voce «segnaletica negli ospedali con rilevazione di tutte le criticità»). Più o meno simile anche la seconda parte. Ma che fine farà tutto questo lavoraccio immenso e costoso? Dovrà erudire il cittadino, l'utente-cliente, le Asl, le associazioni di volontariato, gli operatori socio sanitari, i sindacati. E ci si chiede se un po' di pubblicità, pagata a caro prezzo, aiuterà gli utenti a ritenersi soddisfatti dei servizi di cui usufruisce.

Alessandra Lotti 01/02/2008 9.47


LEGGI IL PRIMO NUMERO DEL REDAZIONALE “ABRUZZO IN SALUTE”


IL SECONDO NUMERO APPENA STAMPATO


LA REGIONE:«NON ERANO SOLDI CHE POTEVANO ESSERE IMPIEGATI PER L'ASSISTENZA SANITARIA»

«Per quanto riguarda il bando», dice la direzione sanità della Regione, «essendo soldi che arrivano dal Governo non potevano essere impiegati per l'assistenza sanitaria. In altri termini non si attinge in nessun modo a somme derivanti dal riparto regionale del fondo sanitario nazionale e non si penalizza pertanto in nessun modo l'insieme di risorse economiche destinate annualmente ad assicurare i livelli essenziali di assistenza alla popolazione abruzzese. Infatti, la cifra sopra citata, non avrebbe potuto in nessun caso essere destinata alla promozione di attività relative alla diagnosi, cura e riabilitazione delle patologie affliggenti la popolazione abruzzese».
Si è allora deciso di «progettare una serie complessa e integrata di interventi sulla comunicazione che consenta di informare la popolazione sulle reali potenzialità del sistema sanitario assicurando così un più facile accesso ai servizi e contribuendo a divulgare l'immagine di una sanità pubblica in costante evoluzione».
Quanto poi all'opuscolo bimestrale viene sottolineato come «“Il Sole 24 ore”, testata di altissimo prestigio, abbia fornito alla regione Abruzzo una tribuna mediatica di rilevantissimo profilo per una cifra molto distante dai 500.000 euro millantati dalla redattrice. Infatti l'entità della somma è pari a 210.000 euro in ogni caso riconducibili agli stessi fondi finalizzati alla comunicazione sopra richiamati».

01/02/2008 14.12