Piano sanitario regionale si torna a spingere per l’approvazione

Alessandro Biancardi

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  ABRUZZO. Si torna a parlare del piano sanitario regionale e della sua futura approvazione. Ma sulla bozza non c’è parere unanime dei sindacati.

 


ABRUZZO. Si torna a parlare del piano sanitario regionale e della sua futura approvazione. Ma sulla bozza non c'è parere unanime dei sindacati.




La Uil Abruzzo ha consegnato un proprio documento e per bocca di Pietro Paolelli, componente della segreteria regionale Uil con delega alla Sanità, ne ha illustrato la logica.
In particolare, Paolelli ha evidenziato la necessità di un Piano di realizzazione delle prescrizioni più interessanti contenute nel Piano Sanitario. Senza questa pianificazione operativa, il Piano Sanitario «resterà un libro dei sogni, mentre l'unica realtà sarà quella del Piano di Risanamento dei conti, che taglia ma non trasforma».
«Per esempio», spiega la Uil, «il Piano prevede una profonda rivisitazione della riabilitazione, il cui assetto odierno, caratterizzato dall'utilizzo indiscriminato della riabilitazione intensiva (con applicazione della tariffa massima), è stato determinato non dalle esigenze di salute dei cittadini, ma da quelle di massimo guadagno degli imprenditori privati del settore, cui oggi si chiede di operare una riconversione, guidata dal pubblico, per mettersi in sintonia con la riforma».
La Uil allora condivide il disegno di riordino della riabilitazione e lungo-degenza, ma è preoccupati per il regime intermedio, che continuerà ad appoggiarsi sul privato in attesa che il pubblico venga messo in condizione (a partire dalle assunzioni del personale qualificato necessario) di svolgere queste attività, da sempre in Abruzzo appannaggio del privato.
«Temiamo che, come spesso accade», ha concluso Paolelli, «il provvisorio diventi più definitivo del definitivo. Per questa ragione, bisogna che si stabiliscano tappe vincolanti di adeguamento delle strutture pubbliche in questo campo, definendo altresì gli obblighi dei direttori generali delle Asl quanto all'attivazione di questi posti letto».

Giudizio morbido invece dalla Cisl.
Secondo il segretario regionale Maurizio Spina: «il piano, ampio ed articolato, fa una dettagliata analisi dei bisogni e delle difficoltà organizzative esistenti, proponendo un vasto ventaglio di soluzioni, non tutte supportate da progetti specifici che verranno elaborati nel tempo. Siamo in presenza di un buon Piano Sanitario realistico e realizzabile, ma che rinvia la sua realizzazione ad un lasso di tempo troppo ampio».
Per a Cisl però deve essere più snello, composto da schede operative ove vengano indicati nella precisione numeri fondamentali come le necessità e numero utenti; le strutture necessarie per erogare i servizi; la spesa prevista e copertura finanziaria; il numero del personale necessario e previsione dell'obbligo di applicare, per tutti, il CCNL della sanità; i tempi di realizzazione più stringenti.
La Cisl ha poi approvato la riduzione delle Asl da 6 a 4.

In merito alle aziende ospedaliere abbinate alle Università di l'Aquila e Chieti, pur riconoscendone la necessità ai fini di una crescita qualitativa delle prestazioni e della ricerca scientifica, la CISL ritiene che «occorre approfondire gli aspetti economici e la loro organizzazione disciplinare, anche nel rispetto del budget del 43% della spesa sanitaria che va attribuito agli ospedali, comunque evitando il depauperamento delle risorse a favore del territorio».
Infine il sindacato giudica troppo “legato” il piano al problema del deficit da ridurre, effetto che avrebbe generato nel documento complessivo una «mancanza di slancio».

31/01/2008 11.20