Costi della politica: raccolta firma referendum regionali dal 13 marzo

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Non si arrende Pio Rapagnà ed inizia l’ennesima battaglia contro sprechi di denaro pubblico relativamente ad emolumenti ed indennità di carica di numerosissimi amministratori giudicati superflui.
Alla presentazione di ieri l'ex parlamentare ha annunciato il calendario e le scadenze per la raccolta delle firme di richiesta di 3 Referendum abrogativi e 2 Proposte di Legge di iniziativa popolare per ridurre in Abruzzo i “costi della politica”.
«La raccolta delle firme avrà inizio il 13 marzo prossimo», ha detto Rapagnà, facendo subito notare una incongruenza che rende non facile il traguardo: «le firme da raccogliere sono ben 24.075, mentre in Lombardia, con un numero di elettori 8 volte superiore all'Abruzzo, le firme sono 40.000, cioè meno del doppio che da noi».
Il “quesito referendario” più importante affronta il più ampio spettro di interessi e v a toccare «la gigantesca cuccagna di soldi pubblici: per questo si chiede la decadenza degli “organi di vertice” degli enti strumentali dipendenti dalla Regione, nonché delle società controllate e partecipate dalla stessa, l'annullamento delle indennità di carica dei rispettivi componenti e la riforma di tutte le “nomine politiche” effettuate dai Presidenti della Giunta e del Consiglio Regionale».
Gli altri due quesiti riguardano la riduzione di indennità, compensi e vitalizi dei Consiglieri Regionali, Presidenti vari e Assessori esterni e la cancellazione dei fondi “di rappresentanza” e di quelli a disposizione per “contributi a pioggia” senza giustificato motivo che non sia clientelare e acchiappavoti.
«Le 2 proposte di legge di iniziativa popolare», ha spiegato Rapagnà, «riguardano, rispettivamente, il riscatto degli alloggi ex-Gescal e, quella denominata “Omnibus”, l'azzeramento di tutti quei costi impropri della politica che, essendo stati inseriti in specifiche leggi di bilancio collegate alla Legge Finanziaria, il Consiglio Regionale ha pensato bene di “blindare” anche con il nuovo Statuto della Regione, inserendole tra quelle non soggette a referendum abrogativo. Con questa rinnovata iniziativa di partecipazione i Cittadini abruzzesi si trasformano, per la prima volta da 35 anni a questa parte», ha aggiunto Rapagnà, «in possibili “legislatori” e “presentatori” di proposte di legge di “iniziativa popolare” che il Consiglio Regionale sarà costretto “ob torto collo” a discutere. Per questo i Cittadini promotori hanno bisogno degli Organi di Informazione, per informare e sensibilizzare la opinione pubblica e per farcela»
31/01/2008 8.35