La Giustizia abruzzese è in agonia, "l'isola felice" non c'è più

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Sono in aumento in Abruzzo i tentati omicidi, le rapine(da 476 a 542), le estorsioni (da 186 a 88), i furti in appartamento, «che purtroppo rimangono di frequente impuniti, e i reati di violenza sessuale e pedofilia». I reati sessuali compiuti dai minori sono aumentati rispetto al 2006 del 30% e i giovani «non percepiscono la gravita dei loro gesti». A tutto questo si deve aggiungere una giustizia sempre più lenta e carenze tecniche e strutturali a cui il Ministero «non vuole porre rimedio». Ed aumentano i ricorsi per danni a causa dei procedimenti lenti.


L'AQUILA. Sono in aumento in Abruzzo i tentati omicidi, le rapine(da 476 a 542), le estorsioni (da 186 a 88), i furti in appartamento, «che purtroppo rimangono di frequente impuniti, e i reati di violenza sessuale e pedofilia». I reati sessuali compiuti dai minori sono aumentati rispetto al 2006 del 30% e i giovani «non percepiscono la gravita dei loro gesti». A tutto questo si deve aggiungere una giustizia sempre più lenta e carenze tecniche e strutturali a cui il Ministero «non vuole porre rimedio». Ed aumentano i ricorsi per danni a causa dei procedimenti lenti.Il quadro lo ha disegnato il presidente della Corte d'appello dell'Aquila, Mario Della Porta, nel corso dell'inaugurazione dell'anno giudiziario 2008.
La situazione numerica dei procedimenti penali, secondo il presidente, mantiene costanti le caratteristiche degli anni scorsi ma con un ulteriore aggravio per quanto riguarda il secondo grado di giudizio.
In corte d'appello l'aumento delle sopravvenienze e' stato del 37% (2818 contro i 2550 dell'anno precedente).
«Il carico di lavoro penale di questa Corte - ha sottolineato - e' ormai simile a quello di Catania, Firenze, Genova, Venezia, che dispongono di due o piu' sezioni penali. Ed e' quindi evidente che solo il consistente aumento dell'organico, con l'istituzione di una seconda sezione penale, puo' consentire di affrontare adeguatamente la situazione».
Ma il ministero non sembra disposto a questa soluzione e il futuro sarà tutt'altro che semplice: «ci sarà», ha assicurato Della Porta, «il costante aggravamento della situazione con evidente responsabilita' di chi ha l'onere costituzionale dell'organizzazione giudiziaria».

REATI SESSUALI TRA MINORI +30%

Sono aumentati del 30% nel 2007 i reati di natura sessuale commessi da minori o in danno degli
stessi. Secondo Della Porta è «allarmante» il comportamento di ragazzi «che non percepiscono la gravita' del gesto ed anzi ne fanno oggetto di divulgazione a mezzo di filmati o di ricatti per ottenere dalla vittima ulteriori prestazioni sessuali».
Per quanto riguarda sempre la giustizia penale minorile, si segnala l'aumento di rapine, estorsioni, furti e spaccio di droga. «Si distinguono in particolare soggetti appartenenti all'etnia rom per circa l'80% e stranieri per circa il 10%, con conferma puntuale di quanto rilevato negli anni precedenti. Fatto questo - secondo Della Porta - che denota la immutata natura della devianza minorile e la inefficacia dei provvedimenti adottati».

ABRUZZO TRA DROGA, PROSTITUZIONE, RAPINE E USURA

Nel distretto abruzzese le tipologie di reato piu' frequenti vanno ricondotte alla droga, alla prostituzione (con tratta di donne e minori dall'Est europeo), alle rapine e all'usura. Il presidente ha segnalato pero' che «destano allarme gli episodi di inquinamento ambientale, particolarmente gravi nella zona di Bussi (Pescara)».
I reati contro la pubblica amministrazione, dopo l'impennata dello scorso anno, sono diminuiti. Nel dettaglio, gli omicidi volontari consumati sono passati da 21 del 2006 a 19 nel 2007; gli omicidi tentati da 25 a 38.

«L'ABRUZZO NON E' PIU' L'ISOLA FELICE»

L'Abruzzo non e' piu' l'isola felice di qualche anno fa. Se e' ancora esente dalla presenza di organizzazioni di stampo mafioso insediate stabilmente sul territorio della regione, non mancano «scorrerie, affari, crimini riconducibili alle organizzazioni di stampo mafioso-camorristico delle regioni vicine», di tanto in tanto accertati dagli organi investigativi.
E' stata questa l'analisi del procuratore generale presso la Corte d'appello dell'Aquila, Bruno Paolo Amicarelli.
La procura della Repubblica di Vasto, ha detto Amicarelli, sta conducendo un processo per reati di stampo mafioso. «Puo' ben dirsi - ha commentato - che la nostra sia una regione a rischio».

Due sono le recrudescenze criminali, secondo il procuratore generale presso la Corte d'appello, che hanno colpito la regione durante lo scorso anno: i delitti contro la pubblica amministrazione e i reati contro l'ambiente.
«I clamorosi procedimenti che sta conducendo la procura di Pescara ed altri pendenti all'Aquila, Sulmona ed altrove, allarmano per il riemergere di una intollerabile commistione tra politica e affari, fra gestione della cosa pubblica e cura degli interessi personali».
Il procuratore ha anche ricordato il comandante Andrea Golfera, morto mentre tentava con il suo canadair di spegnere l'incendio di Acciano.

PROCESSI LENTI, DANNI PER 1,5 MLN


Sono stati pari a 1,5 milioni di euro i rimborsi che lo Stato italiano ha dovuto pagare nel 2007
in Abruzzo per effetto della legge Pinto, la legge che prevede appunto l'indennizzo per equa riparazione da un processo troppo lungo.
I ricorsi per equa riparazione depositati presso la Corte d'appello dell'Aquila sono attualmente 213, vale a dire 72 in piu' rispetto allo scorso anno.
«I tempi di definizione - ha detto il presidente Della Porta - rimangono contenuti nei 4 mesi previsti dalla legge. La percentuale di accoglimento e' salita al 90% e la somma complessiva posta a carico dello Stato e' lievitata a 1.550.000 euro».
In Italia gli effetti della legge Pinto sfiorano i 50 milioni di rimborsi. In Abruzzo l'andamento dell'ultimo semestre evidenzia un notevole aumento dei ricorsi. Nell'ultimo periodo, ha aggiunto il presidente, ne sono pervenuti circa 40 al mese, con una proiezione annuale di di circa 400 unita'.

118 SENTENZE PROCAPITE PER IL CIVILE, 269 PER IL PENALE

Della Porta ha rimarcato che in Abruzzo l'amministrazione della giustizia continua ad essere penalizzata da carenze, ordinamentali strutturali, che incidono particolarmente sulla Corte d'appello. Rispetto al 2002, ha detto citando un'indagine statistica interna, c'e' stato un aumento notevole delle sopravvenienze in sede civile e penale.
Dalla stessa indagine e' emerso che i magistrati addetti hanno prodotto mediamente pro-capite 188 sentenze per il civile e 269 per il penale.
«Sulla base di questi riscontri la nostra corte d'appello – ha commentato - risulta per produttivita', nell'ambito di tutte le corti d'appello italiane, seconda solo a Lecce per il civile e il lavoro e prima per il penale».

ORGANICI INADEGUATI

Della Porta ha evidenziato che l'organico e' assolutamente inadeguato a fronteggiare i carichi di lavoro in costante aumento. La Corte e' carente di 11 magistrati ma altra causa rilevante di difficolta', ha concluso il presidente, «e' la drammatica mancanza di personale di cancelleria, amministrativo, informatico e ausiliario».

26/01/2008 10.31