Verdi: «dal sindaco di Lanciano la protesta dell'ipocrisia»

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. Il sindaco di Lanciano (centrodestra) è ormai diventato il principale oppositore dell'arrivo dei rifiuti campani in Abruzzo. E i Verdi contestano: «la sua è la protesta dell'ipocrisia»
Walter Caporale, capogruppo regionale dei Verdi sostiene che la protesta messa in atto dal primo cittadino di Lanciano sia «una strumentalizzazione senza fine. Sindaci che dichiarano piena solidarietà alla Campania e contestualmente contestano le scelte del Governatore Del Turco, invocano vizi di forma e sfilano presso la discarica pur di fare ostruzionismo alla tanta condivisa e dichiarata solidarietà».
Caporale definisce «vergognoso» l'atteggiamento di chi («come Paolini, l'assessore all'Ambiente, Eugenio Caporrella e di numerosi consiglieri di centrodestra») oggi sfila presso la discarica di Cerratina per dire no all'arrivo dei rifiuti.
«Gli stessi che amministrano questa città», continua Caporale, «non hanno mai gestito con serietà la raccolta differenziata. A Lanciano non si differenzia l'organico, l'acciaio, l'alluminio e c'è una pessima raccolta differenziata della carta, della plastica e del vetro. Sono state numerose le segnalazioni pervenute dai Verdi a tal proposito e siamo ancora in attesa di risposte».
Ma oggi di questo non si parla e tutte le accuse sono rivolte alla Campania.

«AGLI INCENERITORI PREFERIAMO SOLUZIONI ALTERNATIVE»

VAL VIBRATA. L'associazione dei consumatori "Dalla parte giusta per la tutela del cittadino" esprime la propria forte preoccupazione sulle proposte - da parte di numerosi esponenti politici - di smaltimento dei rifiuti solidi urbani tramite incenerimento, mediante la costruzione di nuovi impianti, e l'ampliamento di quelli esistenti.
«Lo smaltimento dei rifiuti - ha spiegato in una nota Settimio Ferranti, presidente dell'associazione - esige innanzitutto, una seria politica delle "R": Razionalizzazione, Riduzione della produzione, Raccolta differenziata, Riciclaggio, Riuso, Riparazione, Recupero».
Solo dopo aver attuato tutti i punti precedenti, sostiene l'associazione, «si potrà eventualmente valutare correttamente la migliore tecnica impiantistica per lo smaltimento della frazione residua, scelta tra i sistemi che costituiscono la migliore garanzia alla salute umana e all'ambiente. Solo con questa politica, oltre a ridurre i costi economici, si possono ottenere impatti ambientali e sanitari inferiori a quelli prodotti dagli inceneritori e dalle discariche».
Per l'Associazione, che si batte per la tutela dell'Ambiente « è prioritario pensare agli effetti sugli esseri umani più fragili, perché già malati, o più suscettibili come bambini, donne in gravidanza, anziani». Ferranti chiede quindi a nome della sua associazione «che tutte le istituzioni governative riservino una priorità assoluta all'istituzione immediata di una moratoria sui progetti di "termodistruzione" e "cancrovalorizzazione" in corso; ad incentivare economicamente la politica delle "R"; e ad effettuare continue ed efficaci azioni di verifica e controllo dei possibili inquinanti per gli impianti, affiancati da rigorosi monitoraggi sanitari delle popolazioni potenzialmente esposte».

21/01/2008 14.45