I balneatori protestano per i canoni demaniali: nel 2008 mare più "salato"

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. Si terrà domani a Montesilvano la manifestazione delle imprese balneari di Romagna, Marche, Abruzzo e Molise per protestare contro l'adeguamento, con valore retroattivo dal 1994, del canone demaniale, e contro la decisione di far pagare il canone commerciale – e non più tabellare – alle concessioni titolari delle cosiddette pertinenze.


MONTESILVANO. Si terrà domani a Montesilvano la manifestazione delle imprese balneari di Romagna, Marche, Abruzzo e Molise per protestare contro l'adeguamento, con valore retroattivo dal 1994, del canone demaniale, e contro la decisione di far pagare il canone commerciale – e non più tabellare – alle concessioni titolari delle cosiddette pertinenze.
Aumenti che gonfiano le cartelle di pagamento, che oscillano fra i 25 mila e i 130 mila euro.
Questa mattina, nella sede regionale di Confesercenti a Pescara, i vertici della Federazione delle Imprese Balneari – l'associazione di categoria più rappresentativa in Abruzzo – hanno illustrato i contenuti della manifestazione di domani, che vede per la prima volta insieme gli imprenditori di quattro regioni.
«Le imprese balneari vivono una delle pagine più difficili della loro storia» ha spiegato Antonio La Torre , presidente regionale di Fiba-Confesercenti che domani aprirà i lavori della manifestazione, «perché la stragrande maggioranza delle imprese non riuscirà a pagare gli importi richiesti. Le centinaia di piccole e medie imprese a conduzione familiare, le stesse che hanno costruito il turismo abruzzese e cambiato l'economia di interi territori, rischiano di scomparire. La politica ci dica se vuole consegnare il turismo balneare dell'Adriatico nelle mani dei grandi capitali finanziari e trasformare la costa in una distesa di villaggi turistici inaccessibili e tutti uguali a quelli delle altre mete turistiche».

550 IMPRESE IN ABRUZZO

Secondo una rilevazione del Centro studi di Confesercenti Abruzzo, resa nota proprio questa mattina, in Abruzzo sono 550 le imprese balneari (al netto delle concessioni degli hotel), e i posti di lavoro stagionali alle dirette dipendenze sono 3 mila 850. L'indotto prodotto è di 5 mila posti di lavoro, per un totale di quasi 9 mila occupati. Il 70 per cento delle imprese tuttavia ora rischia la scomparsa.
«La costa abruzzese sembra caduta nel dimenticatoio» ha denunciato Ciro Gorilla, coordinatore di Fiba-Confesercenti, che ha presenziato alla conferenza stampa assieme a Flaminio Lombi, responsabile di Fiba per la costa teramana, «ci sono problemi gravissimi come l'erosione, mancano le risorse per la difesa di questo patrimonio e molti Comuni sono ancora privi del Piano spiaggia. Si sente parlare solo della montagna, ma poi vediamo che Comuni come quello di Pescara si comportano da persecutori nei confronti della categoria: la prossima settimana prevediamo di indire un'altra conferenza stampa con fuochi d'artificio su Piano spiaggia e rinnovo delle concessioni».
Tutto questo sarà sul tavolo della manifestazione di domani, che inizierà alle 10 al Sea Lion Hotel di Montesilvano e sarà conclusa da Claudio Albonetti, presidente nazionale di Assoturismo-Confesercenti, la federazione delle imprese operanti nel settore turistico.

IL VICEPRESIDENTE ENRICO PAOLINI:«NO ALL'AUMENTO»

«Ribadiamo la contrarietà all'aumento indiscriminato dei canoni demaniali e rimaniamo mobilitati con le categorie produttive, per ottenere dal Governo una modifica che riporti a livelli possibili i canoni stessi». Lo ha detto il vicepresidente della Giunta regionale, con delega al Turismo, Enrico Paolini.
Paolini ricorda che il Coordinamento delle regioni ha chiesto al Governo «un intervento normativo correttivo delle disposizioni legislative di cui alla Legge Finanziaria 2007, che eviti le evidenti disparità tra i concessionari in quanto, per le pertinenze demaniali, si arriva ad aumenti ingiustificati tra l'800 e il 1000%».
Le Regioni, come ha spiegato il VIcepresidente - hanno anche chiesto «un tavolo di trattativa con il Governo per stabilire con le Associazioni di categoria i nuovi criteri di determinazione del canone, senza però ottenere l'approvazione delle modifiche alla Finanziaria 2008».

GIA' PRONTI I RINCARI DEGLI OMBRELLONI: +50%

Il Comitato Interregionale Abruzzo/Marche del SIB/Confcommercio, riunitosi ieri, preannuncia che, «in mancanza di novità legislative positive per la categoria in materia di canoni demaniali, nella stagione estiva 2008 le tariffe di spiaggia potranno subire aumenti dal 30 al 50 per cento».
«Il SIB/Confcommercio», è stato detto nella riunione, «per anni ha perseguito sulla fascia adriatica Abruzzo-Marche una politica sociale dei prezzi con aumenti notevolmente al di sotto dell'inflazione a differenza di quanto avvenuto in altri litorali».
Per rendere meglio l'idea si pensi al costo per l'intera stagione con ombrellone,sdraio, lettino.
Nel 2000 aveva un costo in euro di 309,87 che nel listino di allora era pari a 600.000 lire.
Nel 2007 aveva un costo di 350,00 euro che in lire sarebbe stato pari a 677.694.
Ciò significa che nell'arco di otto anni l'aumento praticato è stato pari al 13% e che l'aumento annuo è stato pari all'1,6% ampiamente al di sotto dell'inflazione annua, già artificialmente più bassa di quella reale se si considera che nel medesimo periodo un francobollo è passato da 600 lire, ossia 0,31 euro, a 0,60 euro con un aumento che sfiora il 100%.
Insomma se le cose non cambiano il prossimo anno il mare sarà molto più…salato e per ombrellone, sdraio e lettino si arriverà a pagare una cifra probabilmente vicina ai 500 euro.
«Quella dei balneatori», ha chiarito Riccardo Padovano, presidente Sib e assessore al mare di Pescara, «è una categoria che merita rispetto, perché dal nulla ha creato servizi e valorizzato il turismo balneare abruzzese. Fino a 10 anni fa l'attività degli stabilimenti si limitava all'affitto della cabina e dell'ombrellone, mentre oggi offrono servizi di sicurezza, intrattenimento e ristorazione. Senza dimenticare la garanzia di tranquillità per le famiglie che frequentano i nostri lidi».
Secondo la Confcommercio la categoria dei balneatori oggi è gravata da «eccessivi balzelli fiscali che provocano un inevitabile aumento dei costi e quindi dei prezzi finali all'utenza». Questo, in un momento di crisi economica generale, mette a rischio la sopravvivenza di molte attività.
«Anche se la situazione è difficile – ha sottolineato Angelo Allegrino – non scenderemo in piazza a mercanteggiare le nostre richieste. Non è la strada da percorrere in questi casi. E' certo però che non rimarremo a guardare, perché quello dei balneatori è un comparto strategico per lo sviluppo turistico del nostro territorio. Basti pensare ai posti di lavoro a rischio: solo a Vasto, ad esempio, sono circa 400 gli occupati stagionali nel settore, che garantiscono servizi a quasi 2 milioni e 400mila presenze che solo nei mesi di luglio e agosto affollano ogni giorno le spiagge cittadine».

17/01/2008 13.49