La Regione accredita di nuovo lo Ial Cisl: arrivano altri finanziamenti

Alessandro Biancardi

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IL BUCO MILIONARIO. ABRUZZO. La Regione dà ancora fiducia allo Ial Cisl e rinnova per i prossimi 24 mesi l'accreditamento. Dopo i nostri numerosi articoli sulla situazione economica dell'istituto che promuove corsi di formazione per i disoccupati, la notizia del buco da 12 milioni di euro e la denuncia ripresa persino dal Tg3 Abruzzo, la Regione non cambia la propria linea. «Tutto regolare».





IL BUCO MILIONARIO. ABRUZZO. La Regione dà ancora fiducia allo Ial Cisl e rinnova per i prossimi 24 mesi l'accreditamento. Dopo i nostri numerosi articoli sulla situazione economica dell'istituto che promuove corsi di formazione per i disoccupati, la notizia del buco da 12 milioni di euro e la denuncia ripresa persino dal Tg3 Abruzzo, la Regione non cambia la propria linea. «Tutto regolare».
E' successo qualche giorno fa e reso ufficiale dal Bura, il bollettino ufficiale della Regione Abruzzo, numero speciale dell'11 gennaio, dedicato proprio alla formazione.
Che ci siano decine e decine di studenti e docenti ancora in attesa di rimborsi, che ci sia il commissario interno (Bruno Evangelista) che conferma il buco economico dell'ente (l'ultima volta lo ha detto qualche settimana fa ai microfoni del tg regionale) non è abbastanza per bloccare la collaborazione.
Alla Regione di questo non tengono conto, così come del resto hanno fatto per molti anni.
L'accreditamento, valido per i prossimi 24 mesi rinnovabili con una apposita richiesta, è stato disposto per le sedi operative di Teramo (via Malaspina), Avezzano (via Monte Cervaro, 6) e Pescara (via Aterno).
Le tre potranno continuare ad occuparsi (sfoggiando la collaborazione "autorevole" con la Regione) di «obbligo formativo», «formazione superiore», «formazione continua e permanente» e «area svantaggio».
Tutte paroline magiche che permetteranno la gestione di milioni di euro tutti rigorosamente pubblici.
Cosa accadrà questa volta?
Verranno realizzati nuovi corsi?
Altri giovani decideranno di partecipare e magari aspetteranno per mesi rimborsi che stenteranno ad arrivare?
Così, magari, gli studenti (proprio come quelli dei mesi scorsi) si rivolgeranno alla Regione per chiedere lumi.
E la Regione dichiarerà ancora, come in passato, di non saperne nulla?
No, questa volta non potrà farlo.

SCUSI, MI ACCREDITA?

Ma che cos'è l'accreditamento?
L'accreditamento è una procedura nata molti anni fa ed è un vero e proprio strumento di garanzia e promozione della qualità.
Questo vuol dire, nel nostro caso, che la Regione dichiara che l'istituto accreditato è di alto livello. Insomma, che ci si può fidare.
Ma come si fa ad essere accreditati?
Semplice, si presentano documenti sullo stato di salute del proprio istituto.
Sarà poi la Regione a valutare e ad approvare.
In questo caso, così come stabilisce la legge, lo Ial Cisl deve avere provato di essere in possesso di tutta una serie di requisiti predeterminati (questo il nome tecnico) per poter accedere all'accreditamento (legge 196/97 art.17; decreto legislativo n.112/1998; accordo stato Regioni del 18/2/2000).
E quali sono gli indicatori per gli standard?
Pochi ma decisivi: situazione economica, capacità gestionali e logistiche, competenze professionali, livelli di efficacia ed efficienza nelle attività precedentemente realizzate, interrelazioni maturate con il sistema sociale e produttivo presente sul territorio.
Bene: sorvolando sulle competenze professionali (mai messe in
discussione) o su qualche altro dettaglio non si può certo tralasciare la voce "situazione economica" sui cui, per lo Ial Cisl, pesa un ammanco di 12 milioni di euro, forse di più.
E questo buco può essere ricompreso anche nelle "capacità gestionali"?
E cosa dire delle "attività precedentemente realizzate" che vedono ancora centinaia di studenti e alcuni docenti in attesa di rimborsi?

E cosa comporta l'accreditamento? Ovviamente non solo il sigillo di garanzia della Regione, ma così come prevede la legge «solo i soggetti accreditati hanno la possibilità di accedere ai finanziamenti pubblici». Ecco. Soldi, altri soldi pronti ad essere risucchiati dal grande buco nero.

INCHIESTE PENALI? TUTTO TACE

Insomma ricapitolando: il buco c'è, non solo non viene smentito ma confermato pubblicamente. Ora il buon senso vorrebbe anche che si chiariscano i meccanismi che hanno prodotto tale ingente deficit.
La domanda scontata per un Paese normale sarebbe: dove sono finiti tutti quei soldi pubblici?
Di sicuro i nostri lettori se lo domandano da mesi.
Ma c'è di più: il nuovo accreditamento farebbe presupporre che tutto si sia sistemato. Come?
Chi sembra assolutamente disiteressata è la magistratura che, almeno apparentemente, non sembra essersi accorta di nulla, eppure ci sarebbe qualche denuncia già presentata nelle scorse settimane alla procura.
A fronte di questo nuovo atto della Regione -che di fatto autorizza la gestione di altri milioni di euro- occorrerebbe una chiara “certificazione” documentata e pubblica dello stesso Ial, che si trincera dietro un minaccioso silenzio, per fugare dubbi pure legittimi dei cittadini.
Insomma tutto come prima come se nulla fosse successo?

A.L.17/01/2008 11.04


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