Cultura. Altri fondi a giugno. Forse

Alessandro Biancardi

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AGGIORNAMENTO (16.05) L'AQUILA. Si allarga la protesta e l'apprensione per i tagli regionali ai fondi per la cultura. E l'assessore assicura: "variazione di bilancio tra maggio e giugno"
L'assessore al Bilancio, Giovanni D'Amico, secondo il quale il Consiglio regionale dovrebbe rivedere il proprio regolamento, soprattutto in ordine alla gestione dell'ostruzionismo e alle procedure legate alla manovra di bilancio, concorda con il giudizio politico del presidente Del Turco.
«C'è la maggioranza, a otto mesi dalle elezioni, anche se era facile cadere in tentazione». Entrando nel merito tecnico della manovra approvata, D'Amico ha annunciato che è previsto una sola variazione di bilancio, tra maggio e giugno, con la quale saranno ripristinati anche i fondi per la cultura.
Sull'argomento, D'Amico ha anticipato la stesura di una nota congiunta con l'assessore alla promozione culturale, Betti Mura, con la quale si «intendono tranquillizzare le associazioni culturali sul ripristino dei fondi e sulla loro disponibilità in due tranche».
In variazione è prevista la possibilità di includere una maggiore disponibilità di risorse cosiddette perequative, stimabili intorno a 150 milioni di euro, che all'Abruzzo arriveranno in virtù dell'accordo Stato-Regioni di Reggio Calabria.
«Di questi fondi - ha precito l'Assessore - una parte residuale sarà utilizzata per portare a livello di cassa obbligatoria, fissata a un miliardo 826 milioni di euro, la spesa sanitaria, la parte più significativa sarà invece utilizzata integralmente a sostegno delle politiche di sviluppo. Abbiano riordinato i conti - ha puntualizzato D'Amico - di una finanziaria non gestibile, ora siamo pronti a partire».
Il consiglio ha anche approvato il conto consutivo 2004 che presenta un disavanzo di 270 milioni di euro. I punti qualificanti la manovra di bilancio sono così stati sintetizzati dall'Assessore: nessun aumento delle aliquote tributarie, la riduzione dell'entrata da debito a 118 milinio di euro, l'allineamento dello stanziamento per il servizio sanitario regionale al limite minimo di cassa, una previsione in crescita dei fondi relativi alle economie vincolate ed ai residui passivi in perenzione, lo stanziamento di 23,45 milioni di euro per i fondi destinati alla copertura di nuove iniziative legislative, uno stanziamento iniziale per spese in conto capitale di ciraca 821 milioni di euro.
28/12/2005 16.05



ANCORA PROTESTE

I tagli alla Cultura annunciati nel bilancio regionale suscitano forte preoccupazione.
E ciò per un duplice ordine di motivazioni per l'amministrazione comunale teramana.
«Innanzitutto per la dimensione prospettata», spiega il sindaco Gianni Chiodi, «che risulterebbe del 54% rispetto ai fondi distribuiti nell'anno passato: se dovesse essere confermata, essa si tradurrebbe in un vero e proprio colpo di grazia per il settore; e poi perché Teramo nella proporzione della distribuzione delle risorse, risulta ulteriormente penalizzata, nonostante l'alto profilo dell'offerta e i risultati sempre più positivi riscontrati».
Tale situazione suscita apprensione e aprirebbe scenari davvero preoccupanti.
«Infatti se quanto annunciato dovesse essere confermato», conclude Chiodi, «le ripercussioni sull'intera programmazione culturale del nostro territorio sarebbero gravissime, sia per quanto attiene la produzione, sia per ciò che concerne le attività, sia per i risvolti occupazionali».
Per questa ragione il sindaco Gianni Chiodi e l'assessore alla cultura Mauro Di Dalmazio intendono aprire una “questione cultura”, sottoponendola all'attenzione di tutti gli operatori politici, amministrativi e del settore.
In questa ottica verrà organizzato per i primi giorni del 2006 un incontro in sala consiliare al quale saranno invitati a partecipare il Presidente della Regione Ottaviano Del Turco, l'assessore alla Cultura Betty Mura, il Presidente della Provincia Ernino D'Agostino, i politici teramani, gli amministratori locali, le associazioni culturali e i cittadini.


Anche l'associazione Porto di Pescara non prende bene i paventati tagli.
Questo per il sodalizio porterà: «una graduale riduzione delle forze artistiche regionali, che avranno sempre meno possibilità di formarsi e di operare per il bene comune; un aumento del fenomeno dell'import artistico, ossia la pericolosa legge “della domanda e dell'offerta” che obbligherà Enti e Associazioni operanti sul territorio a scegliere tra la realizzazione di pacchetti realizzati da terzi dal sempre più basso valore artistico per mantenere i costi bassi e l'inevitabile riduzione oppure chiusura in toto delle proprie attività».
«Tagliare sulla cultura», commenta il presidente dell'associazione Piotr Lachert, «significa rinunciare al proprio patrimonio intellettuale. Porto è contraria a questa politica, e invita, nei limiti delle proprie possibilità, a farsi porta voce della protesta».
28/12/2005 10.37