Meningite. Mazzocca:«situazione sotto controllo in Abruzzo»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2510

ABRUZZO. «Rispetto al rischio di meningite, in Abruzzo la situazione è decisamente sotto controllo e non si registrano nuovi casi. Ovviamente, l'attenzione resta alta da parte del sistema di sorveglianza delle malattie infettive ma gli abruzzesi possono stare più che tranquilli».
Lo ha affermato l'assessore alla Sanità, Bernardo Mazzocca, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta, questa mattina, a Pescara, nella sede della direzione generale della Asl.
Il concetto è stato ribadito dallo stesso direttore generale, Antonio Balestrino, secondo cui «non sussiste alcuna indicazione alla vaccinazione di massa rispetto al rischio di infezione di meningococco».
Infatti, l'incidenza di tale patologia è talmente sporadica nella nostra regione che si sono registrati solo due casi nel 2006.
Nell'anno appena trascorso, invece, si sono avuti tre casi da pneumococco, una forma meno grave.
«Oggi i casi di meningite o di sospetta meningite rappresentano un'emergenza sempre più rara» ha assicurato il dottor Giustino Parruti, direttore della divisione di malattie infettive dell'ospedale di Pescara «rispetto ai 40 casi che si verificarono in Abruzzo alla fine degli anni '90. Ad ogni buon conto, in caso di celefalea persistente e stato febbrile elevato, è opportuno farsi valutare da un medico».
In relazione al discorso prevenzione, la dottoressa Carla Granchelli, direttrice dell'ufficio igiene e sanità pubblica della Asl di Pescara, ha confermato che «esistono i vaccini per contrastare tali patologie così come i sistemi di protezione sono sviluppati a vari livelli».
«Ma a doversi sottoporre al vaccino», ha dichiarato il professor Gianfranco Visci, primario di Peditaria all'ospedale di Pescara «sono soltanto alcune categorie più vulnerabili come i bimbi di appena un anno di età, i ragazzi in età adolescenziale e i soggetti in possesso di un basso livello di difese immunitarie».
Inoltre, si può chiedere la somministrazione del vaccino prima di recarsi, ad esempio, per motivi di studio, in Paesi dove l'incidenza epidemiologica è più elevata.

MENINGITE, NESSUN CASO NELLA ASL DI CHIETI.

«Non si sono verificati casi di meningite nel territorio dell'Azienda sanitaria locale di Chieti che possano in alcun modo indicare o giustificare dal punto di vista epidemiologico la necessità di una vaccinazione di massa»: lo chiarisce il Servizio di Igiene epidemiologia e sanità pubblica della Asl di Chieti, in conseguenza dello straordinario incremento della domanda di vaccinazioni registrato in questi giorni.
In Abruzzo l'unica forma di meningite, non contagiosa, si è verificata a Pescara. In tutta la regione non si è manifestata in alcun modo la forma batterica infettiva, la più temuta, causata da meningococco di tipo C.
Il responsabile del Servizio di Igiene epidemiologia e sanità pubblica della Asl di Chieti, Umberto Di Deo, rassicura comunque sul fatto che «i Servizi vaccinali di questa azienda continueranno a garantire a richiesta la vaccinazione per i residenti». In particolare, è stato disciplinato l'accesso attraverso un sistema ordinato di prenotazione, con l'inserimento nelle liste di attesa dei Centri vaccinali territorialmente competenti, ai quali ci si può rivolgere per ogni informazione.
«Il numero totale di casi di meningite in Italia è stabile negli ultimi anni – spiega il dottor Di Deo – e, per quanto riguarda la meningite da meningococco C, si osserva addirittura una diminuzione dei casi negli ultimi due anni. Negli ultimi sette anni in Italia si sono registrati complessivamente 447 casi di meningite da meningococco di gruppo C e, da gennaio a settembre 2007, sono stati notificati 20 casi».
Il meningogocco è un germe abitualmente presente nelle prime vie respiratorie di oltre il 10% degli individui sani che ne sono portatori; il rischio di tali infetti di sviluppare in concreto la malattia è, però, assai basso. Il contagio avviene da persona a persona con contatti stretti in ambienti affollati, mentre il germe non sopravvive nell'ambiente né negli alimenti o bevande né sugli oggetti. Per questo non sono efficaci né indicati interventi di disinfezione ambientale.
«Contro questa malattia – aggiunge il dottor Di Deo – sono disponibili due tipi di vaccino: quello tetravalente polisaccaridico contro i sierogruppi A, C, Y, W135; quello monovalente coniugato contro il sierogruppo C. La nostra Asl già da tempo garantisce ai nuovi nati questa vaccinazione presso i propri centri».
Gli episodi epidemici – sottolinea il responsabile del Servizio di Igiene epidemiologia e sanità pubblica – nel nostro Paese sono assolutamente infrequenti. Circa i due terzi dei casi sono sporadici o si presentano come piccoli focolai epidemici (cluster) definiti come almeno due casi nell'arco temporale di 30 giorni in un raggio di 50 chilometri. Un piccolo focolaio epidemico è quello che ha interessato di recente il Veneto, dove la Regione ha messo in campo un'operazione di prevenzione straordinaria tesa a ridurre in modo consistente e in tempi brevi la cicolazione del meningococco C.
«Il vaccino – spiega Di Deo – è efficace non solo nella prevenzione della malattia ma, impedendo anche l'infezione asintomatica, riduce drasticamente anche il numero di portatori sani di questo germe. La strategia di una vaccinazione di massa limitata alla zona epidemica è quella raccomandata dalle massime autorità scientifiche internazionali, dall'Organizzazione mondiale della sanità e dal Ministero della Salute. Non si ravvisa, quindi, al momento alcuna necessità di estendere nel nostro territorio la vaccinazione contro questo germe a fasce più estese della popolazione».

NESSUN CASO NEMMENO A LANCIANO-VASTO

«Nella nostra Asl non si è verificato nessun caso di meningite, neppure sospettato, perciò non c'é ragione di allarme, né necessità di ricorrere al vaccino»: la rassicurazione arriva da Alfredo Cordoni, Direttore Sanitario della Asl, che interviene sull'argomento per arginare la psicosi che si è generata intorno alla malattia anche in questo territorio.
Incandescenti i telefoni dei medici di medicina generale, presi d'assalto dai pazienti che chiedono notizie di presunti casi che si sarebbero verificati in zona e informazioni su come
e dove vaccinarsi.
Ai medici di medicina generale, comunque, così come ai pediatri di libera scelta è stato inviato il protocollo operativo aziendale a cui far riferimento allorché si verifichi qualche caso di malattia meningococcica.
Per prevenire la malattia, che ha una maggiore incidenza nella popolazione infantile fino a 5 anni ma può colpire anche quella adulta, è bene seguire semplici precauzioni, come evitare luoghi chiusi e affollati, ed eventualmente ricorrere al vaccino, che diventa però indicato in presenza di reale pericolo di contagio, che attualmente è totalmente escluso nel territorio della Asl Lanciano-Vasto, dove di prassi tale vaccinazione viene consigliata e il più delle volte effettuata insieme ad altre nei bambini al 14° mese di vita.

11/01/2008 15.31