Confartigianato: «Gli aumenti costeranno alle piccole imprese 340 mln in più»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Gli aumenti delle tariffe dell’energia elettrica resi noti oggi dall’Autorità per l’Energia costeranno alle piccole imprese 340 milioni di euro in più su base annua.
Questo, secondo le prime valutazioni dell'Ufficio Studi di Confartigianato, l'effetto del rialzo delle tariffe dell'elettricità sul 90,8% delle piccole imprese che operano sul mercato tutelato e la cui bolletta elettrica ammonta complessivamente a 9 miliardi di euro l'anno.
«Si tratta – sottolinea il Presidente di Confartigianato Imprese di Pescara Luca Di Tecco – dell'ennesimo rincaro che rende insostenibile la situazione dei piccoli imprenditori i quali già pagano il prezzo dell'energia elettrica più alto d'Europa, superiore addirittura del 52,6% rispetto alla media dei Paesi Ue, pari a 6 miliardi di euro in più. Inoltre i piccoli imprenditori sono penalizzati dal nuovo meccanismo delle tariffe biorarie per gli utenti con potenza impegnata superiore a 55 kilowatt e che colpisce proprio i consumi delle attività produttive svolte durante il giorno».
Il Presidente Di Tecco fa rilevare che «per abbassare i costi a carico delle Pmi bisogna intervenire subito e con decisione sul fronte della liberalizzazione dell'offerta del mercato dell'energia, sull'utilizzo di fonti alternative e sulla rimodulazione della tassazione sui consumi dell'elettricità che pesa per il 25,4% sulla bolletta delle piccole imprese».

07/01/2008 11.05