Wwf:«Iniziative da "economia di rapina" stanno devastando tutta la regione»

Alessandro Biancardi

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L'INCHIESTA SUGLI ABUSI EDILIZI DEI BALNEATORI. PESCARA. Oggi, durante una conferenza stampa svoltasi a Pescara, i vertici del Wwf Abruzzo hanno chiesto un radicale cambiamento per quanto riguarda la programmazione degli interventi e la realizzazione delle attività di gestione riguardanti il litorale della Regione.
Il Wwf denuncia come ormai oltre il 90% della linea costiera sia cementificata o pesantemente antropizzata, la percentuale più alta fra tutte le regioni italiane.
E' un dato conosciuto ormai da diversi anni ma che non ha portato ad un cambiamento nelle modalità d'uso di questo delicato ambiente. La pressione antropica esercitata sul litorale è letteralmente riesplosa negli ultimi anni con conseguenze drammatiche sul futuro di questi ambienti.

«Quanto accaduto a Pescara», ha spiegato Dante Caserta, presidente regionale del Wwf,«è la summa degli errori che si stanno compiendo in tutta la regione sulla costa ed è, quindi, solo la punta dell'iceberg di uno scempio da noi annunciato e denunciato da tempo. Qui a Pescara, alla completa deregulation dettata dal Piano del Demanio marittimo regionale varato dalla precedente maggioranza in Consiglio Regionale, del tutto incurante del valore ambientale della costa, si è aggiunta una serie di azzardi amministrativi-politici, quali, ad esempio, la nomina ad Assessore competente di Riccardo Padovano, esponente di punta dei balneatori. Un palese conflitto d'interessi che, a parte le questioni penali su cui vale la presunzione d'innocenza, ha portato comunque a un vero e proprio disastro nella gestione del litorale della più grande città abruzzese, con l'esplosione della conflittualità sociale sulla difesa degli interessi collettivi e la mancanza, ora, di sicurezze per lo stesso comparto del turismo».
Ed il Wwf spara a zero anche sulle associazioni di categoria che «hanno le loro responsabilità, visto che hanno preferito in maniera miope perseguire gli interessi di bottega pensando che siano quelli a dover regolare la vita della spiaggia».
Per gli ambientalisti sorprende che non si senta il bisogno, se non il dovere, «di trarre le dovute conseguenze dopo quanto accaduto e in previsione di quanto quasi sicuramente accadrà su molti stabilimenti balneari di Pescara».

«LA COSTA DISTRUTTA DA INTERESSI SFRENATI E MIOPI»

«I sequestri a ripetizione», sostiene Caserta, «evidenziano in maniera incontrovertibile l'esistenza nella Regione di una gestione “di rapina” delle aree costiere, in cui il “tutto e subito” degli interessi economici più sfrenati determina un attacco finale ai valori ambientali rimasti sul litorale. Il nostro plauso va ai Comitati locali, come Marelibero.org, che hanno condotto una campagna ineccepibile, alla locale Guardia di Finanza che sta operando nel migliore dei modi possibili dimostrando a tutti come si deve interpretare la difesa reale degli interessi collettivi rispetto agli interessi di parte ed alla Procura di Pescara, nella persona del Dr. Aceto. La Procura ha preso in mano una situazione delicatissima in un clima in cui sembra dominare l'arroganza e in cui lo stesso consiglio comunale di Pescara ha ceduto, come nel caso dell'Albergo sul Mare, alle pressioni esercitate dal Signor De Cecco, ora indagato dalla Magistratura. Il sequestro del suo stabilimento è uno schiaffo per chi cedette alle richieste di un personaggio potente, preferendole a quelle dei “semplici” cittadini e delle associazioni della Città. E' il simbolo di quanto sta accadendo su quasi tutta la costa abruzzese».

«MANCA QUALUNQUE RIFLESSIONE LUNGIMIRANTE»

Per il WWF è incredibile la quasi totale mancanza di una seria riflessione sull'argomento da parte delle amministrazioni regionali e locali, della classe dirigente e degli stessi balneatori, segnalando «una drammatica assenza di consapevolezza sui valori ambientali della costa e un atteggiamento volto alla tutela dei meri interessi economici di brevissimo periodo senza alcuna considerazione sulla gestione sostenibile ed integrata della costa».

UN ALBUM FOTOGRAFICO DEGLI SCEMPI COME REGALO DI NATALE

La galleria fotografica presentata oggi dal Wwf e che verrà donata ai tre assessori regionali competenti, Turismo, Opere Pubbliche e Ambiente, racconta la bellezza di una costa che, dopo gli assalti degli anni '70, sta sfiorendo di nuovo, da Silvi a Martinsicuro, da Roseto ad Ortona.
Ruspe usate in maniera indiscriminata per la “pulizia” della spiaggia, strade, parcheggi, motocross, frane causate da interventi dissennati, scarichi a mare, opere di ripascimento dannose e senza senso, occupazione totale da parte di stabilimenti balneari realizzati senza alcuna attenzione paesaggistica e per il territorio, sono diffusi su tutta la costa e incentivati da parte delle amministrazioni pubbliche che, quando va bene, non esercitano il potere di controllo e, quando va male, assentono o addirittura promuovono la distruzione della costa.
Dov'è finito il “verde Abruzzo” dei cartelloni pubblicitari che ci costano milioni di euro?
L'Associazione ha chiesto un radicale cambiamento del Piano del Demanio Marittimo regionale, da cui discendono buona parte dei danni che osserviamo e l'adozione di linee guida di gestione basate sulla consapevolezza della necessità di una gestione di questo bene durevole nel breve, medio e lungo periodo per tutti.



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22/12/2007 13.47


[url=http://www.primadanoi.it/search.php?query=albergo+cecco&mid=6&action=showall&andor=AND]IL CASO DELL'ALBERGO DE CECCO [/url]
[url=http://www.primadanoi.it/search.php?query=INCHIESTA+STABILIMENTI&mid=6&action=showall&andor=AND]TUTTO SULL'INCHIESTA DEI PRESUNTI ABUSI EDILIZI SUL LITORALE[/url]