E’ scontro Anci-Regione:«amministratori locali demonizzati»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1610

ABRUZZO. E dopo le critiche delle categorie produttive, dei sindacati, sulla mancanza di dialogo tra Regione e le parti sociali arriva anche la bacchettata dell’Anci che ha tirato fuori tutto il malumore nell’ultimo direttivo abruzzese.
Si è parlato molto di un certo clima «insopportabile» venutosi a creare negli ultimi tempi tra alcuni componenti della Regione e gli amministratori locali.
Il malumore sarebbe scatenato dal fatto che la Regione avrebbe fatto ricadere le colpe della pressione fiscale proprio sui sindaci.
«In un tale clima è stato deciso di sfalciare imprudentemente alcuni Ato e sostituire i sindaci dai vertici con figure commissariali, senza alcuna consultazione», hanno commentato i sindaci del direttivo, «né si è intaccata la sostanza delle distorsioni operative riconducibili essenzialmente agli Enti di Gestione dei sistemi idrici».
Nel contesto di tali argomentazioni l'Anci ritiene che l'acqua «deve essere considerato un bene pubblico di primaria importanza e come tale debba essere normato».
L'Anci contesta anche l'eliminazione degli amministratori locali dalle aziende che gestiscono il sistema dello smaltimento dei rifiuti.
«E' stata una sforbiciata demagogica in danno dei rappresentanti dei Comuni e delle comunità amministrate», sostengono i sindaci.
«La stessa vicenda della cosiddetta legge “Omnibus”, al di là del fatto che Anci-Abruzzo non l'abbia a suo tempo ritenuta opportuna se non altro per la parzialità insita nelle scelte di finanziamento», dice oggi l'Anci, «dimostra nell'epilogo una concezione altera della Regione nei confronti degli Enti Locali. Tra l'altro molti Comuni, fidando realisticamente sulla certezza dei finanziamenti regionali hanno addirittura dato inizio alle opere pubbliche con conseguenti rischi di danni amministrativi».
E poi non poteva mancare il tema sempre caldo della sanità.
Per questo si è deciso di rinviare qualsiasi posizione all'indomani di un incontro che si terrà il 10 di gennaio con l'assessore regionale Mazzocca.
Sulla vicenda del Bilancio di previsione il Direttivo di Anci-Abruzzo ha manifestato la propria contrarietà rispetto all'ipotesi dell'approvazione dello stesso messa in calendario per il 21 di dicembre.
Tale orientamento è nato dalla constatazione che allo stato attuale, a causa del fortissimo disavanzo prodottosi durante l'ultima legislatura, «si rischia di approvare un bilancio che, svuotato dei fondamentali capitoli di spesa di tutti i settori pur di raggiungere un improbabile pareggio ragionieristico, decreterebbe la fine della stessa funzione regionale».
«Sarebbe più saggio quindi», consigliano i sindaci,«attendere le annunciate certezze di nuovi fondi da parte del Governo dei quali tuttavia sono ancora indecifrabili le origini e l'entità . E' comunque necessario sapere con precisione se tali fondi avranno specifiche destinazioni o se gli stessi potranno essere utilizzati per rimpinguare i fondamentali capitoli di spesa dei vari comparti regionali relativamente al bilancio 2008. Una tale questione non è cosa di poco conto per l'assunzione di decisioni così importanti che non si possono comprimere sotto l'effetto di una fretta irrazionale».

20/12/2007 8.26