Personale: giunta presenta Ddl su stabilizzazione precari

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Stabilizzazione e immissione in ruolo del personale con contratto a tempo determinato, avvio delle procedure di stabilizzazione per il personale Co.co.co, del personale precario delle Asl e riqualificazione e valorizzazione delle professionalità. …MA I SINDACATI CRITICANO IL PROVVEDIMENTO:«HANNO INNESCATO LA GUERRA TRA POVERI»
Sono questi i punti centrale del disegno di legge sulla stabilizzazione del personale precario della Regione Abruzzo che la Giunta regionale ha licenziato nell'ultima seduta.
Nella stessa riunione la Giunta ha anche licenziato il Ddl di riforma della legge 77/99 sulla riorganizzazione delle strutture amministrative e del personale della Regione, che di fatto apre la concertazione con le associazioni sindacali.
Nella prossima riunione è inoltre previsto il provvedimento sulla rimodulazione della pianta organica alla luce dei posti resisi vacanti a seguito della legge sull'esodo incentivato del personale, che ha permesso la collocazione in pensione di oltre 150 dipendenti.
«Il pacchetto di proposte di legge presentato in Consiglio regionale - spiega l'assessore al Personale Giovanni D'Amico - di fatto fa partire il processo di riorganizzazione della macchina amministrativa dell'ente attraverso i processi di riqualificazione e riorganizzazione del personale interno fermi da molti anni e l'immissione in ruolo del personale precario. Sono questi due processi, riqualificazione personale e stabilizzazione precariato, - spiega ancora D'Amico - che permettono di venire incontro alle nuove esigenze e alle nuove funzioni dell'Ente in relazione alla Riforma del Titolo V della Costituzione».

CHI NE BENEFICERÀ

In particolare per il personale assunto con contratto a tempo determinato, il Consiglio, la Giunta regionale, gli Enti strumentali e le Agenzie della Regione s'impegnano entro il 2010 a stabilizzare «il personale non dirigenziale assunto a seguito di procedure selettive pubbliche, in servizio presso l'Ente, che maturi al 31 dicembre 2007 almeno tre anni di servizio anche non continuativi».
Stesso discorso vale per quel personale della stessa natura (non dirigenziale, ndr) che «consegua tre anni di servizio al 31 dicembre 2008, anche non continuativi».
Entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge, gli enti interessati avviano procedure pubbliche di immissione in ruolo e i lavoratori interessati in possesso dei requisiti possono presentare domanda. Sono fuori dal processo di stabilizzazione il personale dirigenziale a tempo determinato e il personale assunto nelle segreterie politiche.
Per quanto riguarda i Co.co.co, hanno diritto all'immissione in ruolo, secondo quanto stabilito nel Ddl, i lavoratori «già utilizzati con uno o più contratti di collaborazione coordinata e continuativa, in essere alla data del 29 settembre 2007 e che alla stessa data abbiano espletato attività lavorativa per almeno tre anni anche non continuativi».
Hanno del pari diritto all'immissione in ruolo tutti i lavoratori Co.co.co che hanno un contratto «in essere alla data del 29 settembre 2007 e che maturino tre anni di attività lavorativa nel triennio 2008/2010».
Consiglio, Giunta regionale, Enti strumentali e Agenzie della Regione potranno determinare i posti disponibili in organico solo dopo l'individuazione dei posti riservati al personale assunto con contratto a tempo determinato ed immesso in ruolo.

19/12/2007 13.02

…MA I SINDACATI CRITICANO IL PROVVEDIMENTO:«HANNO INNESCATO LA GUERRA TRA POVERI»

«Il tanto pubblicizzato proposito di non creare la guerra dei poveri è miseramente fallito e smentito dagli ultimi avvenimenti».
Lo sostiene Luciano Di Giacomo della segreteria regionale dell'Ugl che invita la Giunta regionale e l'Assessore al personale a «voler ricondurre tutta la problematica sui giusti canali, nel rispetto delle corrette relazioni sindacali, delle procedure previste e del protocollo del 30 luglio 2007» siglato con tutti i sindacati.
«In particolare», afferma Di Giacomo, «per quanto riguarda la legge di riorganizzazione dell'Ente è evidente, in modo preoccupante, la mancata discussione finale per giungere ad un testo concordato tra le parti. Alla luce di quanto su esposto, si ribadisce quindi di riattivare corrette relazioni sindacali a partire dalla discussione sulla legge di riorganizzazione della Regione Abruzzo per iniziare un percorso concreto e costruttivo per tutto il personale, bandire gli atti amministrativi necessari, per la riqualificazione e valorizzazione delle professionalità, per le relative assunzioni di personale nel pieno rispetto delle normative costituzionali, nazionali e degli accordi sottoscritti. In mancanza di segnali positivi da parte dell'amministrazione regionale in tempi brevi, ci si riserva l'adozione di adeguate forme di protesta».

21/12/2007 16.25