Bilancio preventino regionale. Sindacati: «un disastro»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Dopo l’incontro svoltosi tra sindacati e assessore al Bilancio, si è evidenziata definitivamente quella che le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil chiamano «grave crisi» di bilancio 2008 della Regione Abruzzo.
Il bilancio 2008 «è difficile e drammatico, come peraltro da noi da tempo sostenuto». Secondo la triplice «si evidenzia un problema strutturale di carenza di risorse proprie della Regione, acuito oltre il sostenibile dal peso del debito accumulato nel corso del tempo».
Le Segreterie regionali condividono la scelta di escludere ulteriori aumenti di tasse e condividono di affrontare finalmente la questione delle risorse perenti, «è però chiaro che entrambe le opzioni in discussione non risolvono i gravissimi problemi di bilancio».
L'unica via d'uscita possibile secondo i sindacati è quella di chiamare in causa il Governo nazionale: «Cgil, Cisl, Uil Abruzzo coinvolgeranno le segreterie nazionali per porre con forza al centro nazionale l'esigenza di un approccio più flessibile nel riordino dei conti pubblici regionali e di concretizzare la disponibilità a più riprese annunciata nei confronti dell'Abruzzo».
L'eventuale approvazione di questo bilancio di previsione, così come è stato illustrato dall'assessore, «è di fatto un'approvazione di carattere tecnico: troppe sono le risorse mancati e troppe sono le incertezze nelle entrate, per cui le organizzazioni sindacali richiedono che comunque si passi ad una fase di confronto e concertazione al livello della grave crisi finanziaria».
Cgil, Cisl, Uil Abruzzo esprimono ferma critica nei confronti della 1° Commissione, «che con la decisione di non sentire le parti sociali sul bilancio, opera una scelta di chiusura invece di cogliere la necessità di partecipazione che la situazione richiede».
19/12/2007 12.32

LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA

La discussione sulla legge finanziaria e sulla manovra di bilancio 2008 della Regione Abruzzo, riaccende in modo problematico, se non drammatico, il dibattito sulle numerose questioni irrisolte riguardanti lo sviluppo nella regione.
Da tempo, il mondo produttivo abruzzese evidenzia la necessità di avviare con urgenza tutte quelle riforme di carattere strutturale necessarie non solo a ridare fiato all'economia regionale, ma anche a soddisfare le esigenze di bilancio regionale.

«La finanza regionale, infatti», sostiene un comunicato congiunto di moltissime sigle del mondo produttivo abruzzese e che riuniscono l'agricoltura, l'industria, il commercio, le cooperative, «sta pagando la mancanza di scelte programmatorie importanti e strutturali che attengono non solo la spesa sanitaria, dove il piano di risanamento si sta evidentemente dimostrando insufficiente e dove sarebbero necessari interventi più forti ed incisivi, ma anche molti altri settori strategici, quali: le spese correnti e di gestione della struttura regionale (personale, organizzazione della Giunta e del Consiglio), gli Enti strumentali (per i quali si richiede da tempo una riforma volta a rivederne fortemente numeri, costi, gestione e funzionalità), l'elaborazione delle varie leggi di settore necessarie per ridare slancio e sostegno ai vari comparti produttivi».
E nonostante l'aumento della tassazione a carico delle imprese e dei cittadini «praticamente tutte le voci riguardanti il sostegno ai settori produttivi, dal commercio, al turismo, dall'artigianato, all'industria e all'agricoltura, sono stati infatti azzerate o drasticamente ridotte, a cominciare dalle partite riguardanti il sostegno all'accesso al credito e al funzionamento dei Consorzi di garanzia fidi».
«Quest'ultimo aspetto è particolarmente grave», si legge ancora nel documento congiunto, «perché va a colpire proprio degli strumenti di politica economica di importanza primaria per l'effetto moltiplicatore che svolgono nell'ambito dell'accesso al credito da parte delle PMI per investimenti produttivi. Il tutto, alla vigilia dell'entrata in vigore degli accordi di “Basilea 2”, che sicuramente costituiscono un ulteriore momento di criticità per il nostro tessuto di piccole e micro imprese, caratterizzate da evidente sottocapitalizzazione e sottodimensionamento».
Le associazioni dunque chiedono che «quanto meno siano riscritte a bilancio 2008 della regione le somme a favore dei Consorzi di Garanzia fidi industriali, dell'artigianato, del commercio, dell'agricoltura, già previste l'anno scorso».
Le associazioni di categoria abruzzesi riaffermano la richiesta -e la disponibilità- per «un confronto serrato e reale con la Regione sui principali temi che riguardano lo sviluppo, dai problemi che investono la competitività, a quelli di carattere programmatorio e sociale, assicurando tempi certi di risposta ed attuazione sulle scelte condivise».

19/12/2007 15.31