Volontariato. Dipendenti regionali: in Africa o in ufficio è lo stesso

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. I dipendenti regionali dopo essere risultati molto efficienti (e per questo ricompensati) adesso diventeranno probabilmente anche i più generosi. Si preannunciano lunghe file per depositare le richieste e andare a fare volontariato.
Già, perché, secondo le nuovi disposizioni della Regione il personale «disponibile a svolgere attività di volontariato all'estero», per l'attuazione di progetti gestiti dalle Organizzazioni non Governative, «può usufruire di non più di trenta giorni di aspettativa retribuita per ciascun anno solare».
Trenta giorni per staccare dalla solita routine ufficio- scrivania- catasta di documenti e dedicarsi a qualcosa di umanamente importante.
Il volontariato o come la chiamano adesso: cooperazione.
Una bella esperienza per chi vuole staccare la spina e dedicarsi agli altri in maniera sincera (ma non bastavano gli "altri" autoctoni?).
Questi 30 giorni di aspettativa pagati vanno quindi a sommarsi ai poco meno di 30 giorni di ferie pagate che ha a disposizione ogni dipendente regionale.
Questo vuol dire retribuire 13 mesi e lavorarne 10 mesi effettivi.
La produttività dell'ente si abbasserà anche se le statistiche attuali dicono tutt'altro.
Ma è pur sempre per una giusta causa.
Pare che la Regione faccia proprio di tutto per coccolare e trattare con i guanti i suoi lavoratori, per farli sentire a loro agio e allargare il ventaglio delle loro esperienze personali.
Qualche tempo fa era stato contestato anche un altro trattamento giudicato troppo "di favore": il 99% dei dirigenti regionali, infatti aveva ricevuto un premio di produttività.
Tutti super efficienti e puntuali.
Tutti meritevoli di un grazie scritto in busta paga che li ricompensasse per le fatiche quotidiane.
Ma pure quella ormai è “storia vecchia”: furono contestati i metodi e la sostanza di quei provvedimenti.
E su quel caso nonostante le nostre richieste di documentazione vige il silenzio-connivenza totale di tutti. Istituzioni comprese, quelle cioè che dovrebbero spiegare e rendere conto in fatto di trasparenza e spesa pubblica.
E mentre i dipendenti regionali si dedicheranno ai più bisognosi, qualcuno forse qui si domanderà: a quando un progetto umanitario per salvare quei “poveracci” degli abruzzesi?

a.l. 17/12/2007 12.59