Agricoltura, la stima dei danni per l’emergenza idrica è di 134 milioni

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. E' in dirittura d'arrivo l'iter che riconosce all'Abruzzo lo stato di calamità per l'emergenza idrica nel settore agricolo. La Giunta regionale, nella seduta di ieri, ha infatti licenziato il provvedimento che quantifica i danni subiti dagli agricoltori nei territori delle quattro province abruzzesi, dopo il parere favorevole del Governo in merito alla richiesta dello stato di calamità, avanzata nel mese di luglio dalla Regione.
Il periodo preso in considerazione dal provvedimento è compreso tra il 1 ottobre 2006 e il 15 ottobre 2007, mentre la spesa occorrente per il ripristino dei danni è stata stimata in poco più di 134 milioni di euro.
«E' una notizia attesa da numerosi agricoltori», ha dichiarato l'assessore all'Agricoltura, Marco Verticelli, secondo cui il clima anomalo dell'ultimo anno, caratterizzato da scarse piogge nevi praticamente assenti, e temperature elevate, ha compromesso i raccolti di cereali, in particolare il frumento tenero, avena, orzo e foraggio.
«A causa del clima anomalo - ha aggiunto - anche il comparto ortofrutticolo ha vissuto una situazione difficile in alcune aree della nostra regione. In questo quadro, l'intervento ministeriale arriva come una vera e propria boccata d'ossigeno, necessaria per ridare slancio al settore».
Gli interessati dovranno presentare domanda agli Uffici U.T.A. competenti per territorio entro 45 giorni dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali di declaratoria e individuazione delle zone colpite dall'evento calamitoso.

13/12/2007 12.43