La giunta regionale approva il bilancio

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La Giunta regionale ha licenziato ieri sera la Finanziaria e il bilancio di previsione 2008. La manovra si muove su una previsione di risorse finanziarie pari a 2 miliardi 803 milioni di euro. CASTIGLIONE:«LI COERENTE BLUFF DI DEL TURCO AL TRAMONTO»
Il fronte delle entrate è costituito principalmente dalle partite relative all'imposta regionale sulle attività produttive (707,1 mln), dall'addizionale regionale Irpef (150,6 mln), dalla tassa di circolazione (135 mln) e dal fondo perequativo (610,3 mln).
Le entrate proprie (Titoli I) e il fondo perequativo costituiscono le entrate necessarie per il finanziamento del fabbisogno del Servizio sanitario regionale che, sulla base della proposta di determinazione del ministero dell'Economia, è stato quantificato per il 2008 in 2 miliardi 103 milioni di euro.
Un'ulteriore quota di entrate proprie, pari a 146 mln, di Irap, Irpef e tassa di circolazione, costituisce risorsa con vincolo di destinazione alla spesa sanitaria per il ripiano dei disavanzi maturati e per il pagamento dei debiti accumulati dal Servizio sanitario regionale.
Sul fronte mutui, il limite di indebitamento consente di utilizzarne di nuovi solo nell'ordine di 25 milioni di euro, vincolati a spese di investimento. Nella legge Finanziaria, che consta di 17 articoli, è previsto l'utilizzo di risorse provenienti dalle procedure di recupero di fondi alle strutture sanitarie convenzionate per i maggiori importi richiesti negli anni 2005 e 2006 al servizio sanitario regionale.
Tale importo è stato quantificato in circa 50 milioni di euro.
Sono inoltre iscritte in bilancio le entrate e le spese relative alla attuazione dei nuovi programmi comunitari Por Fers (75,9 mln) e Ipa Adriatico (63 mln).
Sul fronte delle spese, si pone in evidenza la rilevanza degli stanziamenti sul settore salute (2 miliardi 285 mln), sull'amministrazione generale (283,3 mln), sui servizi e infrastrutture per la mobilità e il trasporto merci (165,2 mln) destinata al finanziamento dei rapporti di concessione in materia di trasporti, e sulla gestione del debito (106,5 mln) destinata al pagamento delle rate mutuo in ammortamento, sia per i mutui a carico Regione che per i mutui a carico Stato.
«Si tratta di una manovra di bilancio segnata dall'azione di risanamento dei debiti della sanità - ha commentato l'assessore al Bilancio, Giovanni D'Amico -. È una circostanza che avevamo anticipato e che conferma lo sforzo che il Governo regionale sta facendo per riportare a livelli accettabili i conti della sanità abruzzese. All'inizio della prossima settimana - ha concluso D'Amico - convocheremo sindacati e parti sociali per sottoporre al loro esame i due strumenti di bilancio licenziati questa sera».

13/12/2007 10.14

CASTIGLIONE:«LI COERENTE BLUFF DI DEL TURCO AL TRAMONTO»

«Finanza creativa e concertazioni sociali a giochi fatti. Così saranno ricordati bilancio e finanziaria regionale approvati - con un ritardo stratosferico - dalla giunta Del Turco.
Sempre che, considerando che si tratta di documenti contabili fondati sul nulla, ovvero sulla possibilità - tutta da verificare - che il governo nazionale autorizzi con proprio nulla osta la Regione a utilizzare economie vincolate per meri fabbisogni di bilancio, non si arrivi - in caso di diniego a questo escamotage mai utilizzato sinora - al dissesto, ovvero al fallimento».
Alfredo Castiglione, capogruppo di An, parla di «strumenti finanziari appesi a un filo, che non potranno produrre effetto nel corso dell'anno finchè il governo non si pronuncerà sulla finanza creativa di Del Turco».
«La verità», dice, «è che le spese per investimenti previste dai precedenti documenti di programmazione non hanno copertura finanziaria in quanto la Regione non ha potuto accendere il mutuo previsto di 133 milioni di euro. E Del Turco, da vero giocatore di poker, ha rilanciato il bluff. Ma a rischiare non è lui, che si avvia al tramonto di un'esperienza tutt'altro che esaltante per l'Abruzzo, ma le prospettive di sviluppo di una regione spremuta fino all'ultima risorsa e oltre. Ridicolo - continua Castiglione - continuare a farfugliare giustificazioni chiamando in causa il disavanzo della sanità ereditato».
Tra il 2005 e il 2006 (a dati ancora parziali) la giunta Del Turco ha prodotto un deficit di oltre 870 milioni, superando il disavanzo del governo Pace in cinque anni di legislatura.
«L'ha ammesso D'Amico», sostiene Castiglione, «dicendo che dovranno rivolgersi allo Stato e all'Europa, come se lo sviluppo di un territorio si possa realizzare raccogliendo elemosine e non con un programma organico strategico concordato tra istituzioni e categorie produttive. Ma, altra stravaganza, la concertazione arriverà dopo l'approvazione di bilancio e finanziaria da parte della giunta. Approvazione che si conferma ancora una volta mera adesione formale a documenti che non contengono altro che chiacchiere e tagli »

13/12/2007 12.54