Quarta Engineering, l'ingegno al potere

Alessandro Biancardi

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Quarta Engineering, l'ingegno al potere
ABRUZZO. Le notizie non filtrano. Le indagini sono in corso ma è impossibile saperne di più. Quello che si sa è solo quello che si vede. E qualche giorno fa si sono visti agenti della guardia di finanza che hanno richiesto alcuni documenti agli uffici di presidenza della Regione. Documenti riguardanti tutti in qualche modo il braccio destro del presidente della Regione, Lamberto Quarta. LA VIGNETTA DI GIO
Già alcuni giorni fa si era parlato in maniera ufficiale di indagini su Abruzzo Engineering ed i suoi avi (Collabora spa) dal 2000 al 2005, si diceva. In quell'occasione il segretario tuttofare fu pronto a precisare:«le indagini riguardano il passato non noi». Poi stretto dagli eventi dopo la visita delle fiamme gialle ha potuto solo ammettere:«legittimati ad indagare».
Così oggi Lamberto Quarta da molto tempo nelle posizioni apicali dello Sdi è al centro anche di indagini che potrebbero riguardare la sua ascesa, la sua nomina a tutti i costi come segretario generale della giunta, oppure i costi legati alla sua nomina, l'auto blu, o la sua attività all'interno di Abruzzo Engineering lanciata sempre più verso il wi-max.
Come si diceva notizie certe non ce ne sono ma la procura si muove.

DALLE ULTIME FILE AI VERTICI DELLA PIRAMIDE

L'ascesa di Quarta è stata fulminea, grazie all'amico di sempre Del Turco che, diventato presidente della Regione, lo ha voluto a tutti i costi con sé. Prima non si poteva dire fosse un politico di spicco o di primo piano ma si è preso le sue belle rivincite, tutte insieme e tutte in una volta.
Chi lo conosce bene sa che vive oggi il suo momento migliore, ama apparire ed essere fotografato e ripreso, ama rilasciare dichiarazioni e farsi vedere alla destra del presidente.
E' presente in moltissimi degli incontri istituzionali che vedono impegnata la Regione pur non essendo assessore ma ricoprendo un ruolo tagliato su misura per lui, inventato di sana pianta: quello del sottosegretario.
Eppure la batosta più dura l'ha presa proprio in questi ultimi due anni; è stata quella di non essere riuscito a passare in Parlamento per una manciata di voti.
Chissà se è riuscito a digerire il fatto di non essere arrivato ai vertici massimi della casta anche se non deve invidiare proprio nulla. Certo, deputati e senatori hanno un mucchio di privilegi in più ed anche l'immunità. Ma per ora, e solo per ora, si può attendere. Magari la prossima volta ci riuscirà.

SEMPRE AL CENTRO DI ILLAZIONI E PETTEGOLEZZI

La sua ascesa è stata accompagnata sempre da un sottofondo costante: polemiche politiche. Normali. Diceva quello lì: “più aumenta la popolarità più aumentano i nemici”. Forse nel caso di Quarta non è così perché ad attaccarlo è stato quasi sempre solo uno: il presidente della commissione di vigilanza Mario Amicone (Udc), nemico storico. Per la loro storia non è mancato anche lo strascico in tribunale per una querela che probabilmente finirà nel nulla. Così si è parlato dell'incarico di Quarta da 6mila euro.
Poi del Quartagate e poi del suo posto da segretario generale .
Scatta qualche denuncia ma il nuovo segretario è contento di aver lasciato l'altro incarico precario di “responsabile dell'attuazione del programma”.
Le polemiche non si placano Amicone, sempre lui, fa interrogazioni su interrogazioni, indaga e vigila con la commissione apposita ma non riceve risposte. Il caso del precario più uguale degli altri diventa argomento preferito di una certa parte della politica “disfattista” , viene additato come il simbolo più
spinto del clientelismo ma Del Turco ha sempre parole di grande stima ed amicizia: indelebile la frase dedicata al collega non laureato:«Quarta è la prova che la laurea non serve»  ma è probabile che la cosa non sia stata ascoltata da molti ragazzi scansafatiche che attendevano solo l'esempio illustre per marinare la scuola.
Altro ritornello fu quello della sua autoblu: c'è, non c'è. C'è.
Scattano ancora una volta le denunce alla Corte dei conti e si arriva forse al momento più alto dell'ingegno applicato alla politica amministrativa: la firma di una delibera che forse esprime tutto l'estremismo di alcune scelte che mettono in una posizione scomoda il segretario generale costretto a firmarsi un documento che lo incarica a gestire milioni di euro tramite Abruzzo Engineering.
«Si assiste persino all'obbrobrio», diceva Amicone, «che con la delibera di Giunta, n. 714 del 25 luglio firmata dal solo Quarta come estensore e Direttore Regionale si stabilisce di affidare direttamente la realizzazione degli interventi del Docup e degli APQ n. 2 e 3 ammontanti a circa sei milioni di euro ad Abruzzo Engineering di cui lo stesso Quarta è Amministratore Delegato».
«Insomma», conclude Amicone,«Quarta è Segretario Generale della Giunta regionale con i compiti, tra l'altro di coordinare i rapporti tra la Regione e gli Enti o Società partecipate come appunto Abruzzo Engineering, si sostituisce al Direttore regionale nel firmare la delibera attestandone la legittimità e la regolarità tecnico – amministrativa e attribuisce le funzioni e la realizzazione in house degli interventi miliardari alla società di cui è amministratore delegato: un bell'esempio di trasparenza e di rispetto delle competenze».
E parrebbe che proprio le delibere di incarico e questa dei Docup siano ora al vaglio della procura.
E non dimentichiamo le grandi questioni della Regione che lo vedono protagonista: tre su tutte: il Centro Oli di Ortona, il mega investimento del futuribile aeroporto sul mare, sempre ad Ortona, e le operazioni milionarie del ripascimento di tutta la costa abruzzese.

LE INCHIESTE SU ABRUZZO ENGINEERING

Ma la procura è impegnata anche a fare luce su tutte le operazioni che hanno riguardato sia Collabora spa che Abruzzo Engineering.
Sembrerebbe che al vaglio degli inquirenti ci siano alcuni movimenti finanziari per coprire una quantità imprecisata di perdite.
Poi è arrivato il grande partner con Finmeccanica e la sua Selex a dare prestigio e sicurezza alla operazione di Abruzzo Engineering e a fornire quel know how necessario.
Ma anche in questo caso alcune cose non tornerebbero come le questioni della capitalizzazione del costo del personale che fa ricerca. Circa 180 persone il cui costo figurerebbe nel bilancio alla voce “attivo immobilizzato”.
E si starebbe indagando su questo e molto altro.
Per esempio ritorna spesso un caso di “lease back” una particolare forma di finanziamento di un azienda che consiste in un contratto di vendita di un bene stipulato tra il soggetto che lo possiede e l'istituzione finanziaria che contestualmente lo assegna in locazione finanziaria (o leasing finanziario) al cedente; il cedente pertanto si trasforma da proprietario del bene ad utilizzatore.
E appena dietro l'angolo c'è la grande avventura del wi-max un affare che se dovesse andare in porto potrebbe generare un vortice di centinaia di milioni di euro per coprire l'intera regione con la rete senza fili per navigare velocemente sul web.
Appalti su appalti da gestire, controllare, seguire, cantieri da aprire e chiudere per assicurare l'era digitale all'Abruzzo.
Questa avventura Abruzzo Engineering potrebbe dividersela con la ditta Toto Costruzioni spa, il ramo carpentiere della industriosa famiglia con le ali.
Infatti le due realtà abruzzesi figurano nell'elenco del ministero per le assegnazioni delle frequenze.
Tutto questo grazie anche al lavoro di Lamberto Quarta e del suo gruppo di lavoro che è riuscito a portare ad una gara nazionale -dove partecipano le imprese più importanti- la emergente realtà abruzzese. “L'Abruzzo che cambia”.

12/12/2007 9.35

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