Approvato il piano regionale dei rifiuti: «Chieti penalizzata»

Alessandro Biancardi

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Approvato il piano regionale dei rifiuti: «Chieti penalizzata»
L’AQUILA. Giornata movimentata oggi nel capoluogo per una lunga e difficile riunione del consiglio regionale che era chiamato alla discussione del piano regionale dei rifiuti. Un provvedimento che è destinato a rivoluzionare il metodo e le logiche che animano il settore dello smaltimento della spazzatura. ABBATTIMENTO COSTI DELLA POLITICA: LA GIUNTA DEL TURCO VOTA CONTRO
Non sono mancati colpi di scena e maggioranza battuta proprio su un emendamento che avrebbe potuto diminuire i costi della politica. Mentre a Chieti potrebbe confluire gran parte dei rifiuti dell'area pescarese e dove sono previsti ben due impianti di smaltimento.
Il Piano è stato approvato a maggioranza. Hanno votato contro tutti i gruppi di opposizione del centro destra; si è astenuto il capogruppo dell'Idv Bruno Evangelista.
Le caratteristiche principali del piano sono: la riduzione del 5% dei rifiuti e quota del 65% di raccolta differenziata (entro il 2011); quattro ambiti territoriali ottimali con L'Aquila e Teramo a dimensione provinciale e con la provincia di Chieti sdoppiata con una parte accorpata a Pescara e l'altra parte al territorio di Vasto e Lanciano.
I nuovi Ato, pensati soprattutto per superare la frammentazione delle gestioni locali, saranno quello di Teramo (Ato 1), con tutti i 47 comuni provinciali; quello di Pescara-Chieti (Ato 2), con 67 comuni dell'area metropolitana; quello di Chieti (Ato 3) con i rimanenti 83 comuni; ed infine quello dell'Aquila (Ato 4) con i 108 comuni del territorio.
In ogni Ato devono essere garantiti: gli obiettivi di raccolta differenziata, l'autosufficienza di smaltimento e la presenza di almeno un impianto di trattamento a tecnologia complessa con discarica di servizio.

«Come era nelle previsioni Chieti esce fortemente penalizzata dall'approvazione del Piano Regionale sui rifiuti».
E' stato questo il commento del Capogruppo della Democrazia Cristiana per le Autonomie al Consiglio Regionale, Bruno Di Paolo, al termine del Consiglio Regionale.
«La Giunta Regionale ha evidenziato una mancanza di coerenza politica esternata in maniera palese con la differenza di trattamento riservata alle diverse province e ancor più in particolare alle città capoluogo. E' evidente», ha aggiunto, «che la città di Chieti è quella che ne esce maggiormente danneggiata considerando che in contrada Casoni non solo è previsto un impianto TMB di bioessiccazione per il trattamento dei rifiuti indifferenziati, ma anche un impianto di termovalorizzazione che, a detta degli esperti, provocherà uno sprigionamento di micropolveri assolutamente dannose per la salute, di cui non si è tenuto assolutamente conto.
Così come sono state ignorate le vibranti proteste dei cittadini, e non solo quelli residenti in contrada Casoni, che speravano fossero tenute in debita considerazione i loro disagi e le loro preoccupazioni. E' oltremodo imbarazzante che il Governo Regionale cerchi di mitigare la loro rabbia dichiarando che a Chieti non saranno aperti altri impianti di smaltimento.
E ci mancherebbe altro».
«L'approvazione del Piano regionale dei rifiuti ci permette di uscire dall'emergenza e di dare un punto di riferimento importante a soggetti pubblici e privati che operano nel settore dello smaltimento dei rifiuti», è invece il parere dell'assessore all'Ambiente, Franco Caramanico.
Caramanico ha spiegato che «la legge votata oggi permette di far uscire definitivamente dall'emergenza rifiuti il comune di Teramo, dopo che il Governo ci aveva imposto il 23 dicembre quale data ultima per autorizzare il conferimento di rifiuti fuori dalla provincia».
«Ma soprattutto più in generale - ha aggiunto Caramanico - questa legge ci premette di puntare a un processo di modernizzazione nella gestione dei rifiuti in linea con le disposizioni di legge vigenti e con le esigenze di sostenibilità ambientale. Il Piano prevede anche la graduale uscita dal sistema delle discariche con la possibilità di smaltire una parte consistente presso i cementifici e utilizzare i rifiuti per il recupero energetico sul territorio».
Di «uscita dal Far West dei rifiuti», ha parlato il presidente della IV commissione consiliare, Augusto Di Stanislao.
«In questo modo - ha aggiunto - si istituisce in Regione una 'filiera di responsabilità' con l'affidamento in house dei servizi. Inoltre si inizia a pensare allo smaltimento dei rifiuti come possibilità di sviluppo occupazionale con la possibilità di creare una importante fonte di ricchezza».

LE 5 RICHIESTE DI MODIFICA DI RIFONDAZIONE COMUNISTA

Rispetto alla prima stesura del disegno di legge sono state apportate alcune modifiche proposte da Rifondazione.
La prima: l'obiettivo di riduzione dei rifiuti, almeno il 5% da oggi al 2011.
La seconda: il non automatismo del ricorso all'incenerimento, prevedendone la possibilità con un eventuale piano stralcio solo ad un effettivo consolidamento della raccolta differenziata a livello regionale, e cioè al raggiungimento almeno del 40%.
La terza: anche mediante gli strumenti di programmazione economica, favorire la realizzazione di impianti di medio taglio e decentrati, cioè diffusi sul territorio così da facilitare la raccolta differenziata.
La quarta modifica è stata quella di sostenere il coinvolgimento del mondo dell'agricoltura nella gestione degli impianti di compostaggio di qualità, per promuovere un reale e diffuso riutilizzo dei rifiuti organici raccolti in modo differenziato e trasformati in concime naturale.
La quinta: porre seri obiettivi per i nuovi ambiti territoriali ottimali, per avere una reale coerenza tra gli indirizzi di legge e di piano e l'organizzazione del ciclo dei rifiuti.
«In commissione e in aula», ha detto il segretario Rc Marco Gelmini, «il nostro consigliere Angelo Orlando ha ulteriormente contribuito al miglioramento della legge con gli emendamenti sulla gestione unica degli ambiti territoriali e sugli affidamenti in house. Crediamo di aver ben rappresentato le domande dei cittadini e delle associazioni ambientaliste, ma anche quelle delle categorie economiche attente alla qualità ambientale. Con l'approvazione del nuovo piano, la Regione Abruzzo ha fatto un deciso passo in avanti nella direzione della sostenibilità».

CRITICA L'OPPOSIZIONE

Molto critici gli esponenti del centrodestra.
«Il Piano regala alla provincia di Chieti i rifiuti di Pescara, grazie ad uno strumentale accorpamento dei territori delle due province nell'ATO pescarese», ha detto il commento di Giuseppe Tagliente, Consigliere regionale di Forza Italia. «E' una decisione – sottolinea Tagliente - che contraddicendo ogni logica anche di buon senso, penalizza fortemente i comuni del chietino che verranno interessati dalla realizzazione dell'impianto di smaltimento. Per questi motivi – continua Tagliente – avevamo invitato la Giunta a ripensare questa articolazione territoriale, anche presentando emendamenti in tal senso, ma senza esito. Pertanto – conclude- inviteremo i sindaci, già scottati dalla mancata erogazione dei fondi omnibus oltre che dai tagli del governo nazionale, alla mobilitazione contro la Regione fino a quando questa norma non verrà rivista».
Soddisfatto il presidente del gruppo Pdci, Antonio Macera,
«In particolare», ha detto, «considero importante la previsione che si fa in ordine agli obiettivi da raggiungere per la differenziata e il riciclo: il 40% entro il 2007; il 50% entro il 2009; 60% entro il 2011. Obiettivi migliorati rispetto al testo originario proposto dalla Giunta Regionale, grazie anche alla battaglia svolta in commissione dal Partito dei Comunisti Italiani».

DEL TURCO:«E' PARTITA LA STAGIONE DELLE GRANDI RIFORME»

«Si può dire che con l'approvazione della legge di riforma sui rifiuti sia partita la stagione delle grandi riforme».
Ha commentato invece il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco.
«La Giunta regionale - ha aggiunto il Presidente - ha già presentato in Consiglio regionale il Piano sanitario regionale che verrà discusso e approvato dopo la legge finanziaria e di bilancio e comunque entro il 15 gennaio. Entro lo stesso mese di gennaio contiamo di portare in discussione la seconda parte della legge di riforme delle acque dopo la grande rivoluzione di qualche settimana fa con la cancellazione di 2 Ato, dei presidenti e dei Consigli di amministrazione».

PROSSIMI PASSI PIANO SANITARIO E URBANISTICA

Il presidente Del Turco ha poi annunciato che è al vaglio della maggioranza la legge urbanistica «che è diventato uno strumento essenziale e per il quale è necessario legiferare quanto prima, come del resto ci chiede l'Unione europea». «Come s'intuisce - ha sottolineato Del Turco - si tratta di un pacchetto di riforme di un certo rilievo che rende onore al lavoro della maggioranza di centro sinistra. Possiamo dire che la stagione delle riforme, almeno per il momento, procede a buon ritmo».



11/12/2007 17.01

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ABBATTIMENTO COSTI DELLA POLITICA: LA GIUNTA DEL TURCO VOTA CONTRO


L'AQUILA. Questa mattina, nel corso delle votazioni sulla riforma della gestione integrata dei rifiuti, è stato approvato in maniera bipartisan (con 17 voti favorevoli e il voto contrario dei rappresentanti della Giunta) l'emendamento presentato dal coordinatore regionale dell'Italia dei Valori, Alfonso Mascitelli, che riproponeva, in modo identico, la proposta contenuta nel disegno di legge della Giunta sulla riforma del servizio idrico. Tale disegno affronta le indennità di carica e la separazione dei ruoli tra politica e gestione nei consigli di amministrazione.
L'emendamento esclude l'emolumento per gli amministratori locali che venissero eletti nei cda.
«Non possono essere nominati amministratori - si legge nell'emendamento - i sindaci, i presidenti, i componenti delle giunte e consiglieri di comuni, Province, comunità montane e Regioni».
Inoltre non potranno essere nominati direttori delle società di gestione i sindaci, i presidenti, i componenti delle giunte e consiglieri di Comuni, Province, comunità montane e Regioni e coloro che hanno rivestito cariche elettive negli ultimi tre anni dalla data dell'incarico.
«Non si riesce a comprendere per quali ragioni», ha spiegato Mascitelli, «le “dichiarazioni di volontà” di ridurre il peso della politica sulle tariffe pagate dagli abruzzesi valgono solo per l'acqua e non per i rifiuti, il tutto a parità di condizioni, ruoli e competenze. Con questo emendamento», continua il coordinatore, «e nell'interesse dei cittadini già tartassati da troppe tasse, si riducono alcuni costi che incidono sulle tariffe, facendo fare un passo indietro ai privilegi della politica non più accettabili in un'ottica di cambiamento e modernizzazione».
«Mi dispiace constatare», conclude rammaricato Mascitelli, «che il Presidente Del Turco e la sua Giunta hanno perso un'altra occasione per dimostrare una vera coerenza tra quello che si dice e quello che si fa, rinnegando per i costi sui rifiuti quanto avevano precedentemente annunciato, e non attuato, sui costi sull'acqua».

11/12/2007 17.02