Tassa ecologica, «comuni ricicloni penalizzati con l’aumento del 400%»

Alessandro Biancardi

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FARA SAN MARTINO. «Altro che ecotassa inferiore, in dieci mesi la Regione Abruzzo non è riuscita neanche ad approvare una norma per risolvere questa assurdità. Risultato: i Comuni più “ricicloni” sono costretti a subire l'aumento del 400 per cento della tassa ecologica».
Antonio Tavani (An), sindaco di Fara San Martino, è incredulo rispetto alle parole dell'assessore regionale all'Ambiente, Franco Caramanico, che, a proposito di Piano dei rifiuti e tassa ecologica, ha detto che «il Comune di Fara San Martino paga un'ecotassa inferiore rispetto a quella dell'anno precedente».
Una polemica sorta anche perché proprio il paese della provincia di Chieti è da alcuni anni ai vertici della classifica regionale per la raccolta differenziata. Ed una delle cose che si dice ai cittadini per incentivarli alla raccolta separata è proprio quella di pagare poi meno tasse così' come prescrive la legge.
«E' scandaloso – sottolinea Tavani – che Caramanico dica pubblicamente certe falsità e poi non faccia nulla per agevolare i Comuni, come il nostro, che si distinguono per la raccolta differenziata. E a testimonianza delle mie parole – aggiunge il primo cittadino di Fara – ci sono le fatture ricevute dal Comune che amministro».
Fatture che parlano chiaro: 5 euro per tonnellata al 31/12/2006 (fattura n. 1040), quadruplicate nel 2007, con un importo pari a 25 euro per tonnellata al 31/03/2007 (fattura n. 218) e al 30/06/07 (fattura n. 498).
«Altro che agevolazioni - incalza il sindaco di Fara - La nostra Regione, invece di aiutare la raccolta differenziata, abbassando la tassa ecologica, la aumenta, addirittura del 400 per cento. Sembra quasi che la Giunta regionale, e in particolare l'assessorato all'Ambiente – conclude Tavani – voglia punire chi rispetta e tutela l'ambiente in cui vive».

11/12/2007 14.04