Il Gran Sasso si muove, sotto gli occhi attento degli studiosi

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. "Il Gran Sasso in Movimento", una pubblicazione scientifica dell'Imont contenente i risultati degli studi condotti sulla frana del Paretone del 22 agosto 2006 è stato presentato ieri all'Aquila durante un convegno organizzato dall'Istituto Nazionale della Montagna e dal Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.


ABRUZZO. "Il Gran Sasso in Movimento", una pubblicazione scientifica dell'Imont contenente i risultati degli studi condotti sulla frana del Paretone del 22 agosto 2006 è stato presentato ieri all'Aquila durante un convegno organizzato dall'Istituto Nazionale della Montagna e dal Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

Il volume è il frutto degli studi compiuti all'indomani della frana che il 22 agosto 2006 staccò un'ingente massa rocciosa dalla Parete Nord-Est della Vetta Orientale Corno Grande, sul Gran Sasso d'Italia.
L'Imont, Istituto Nazionale della Montagna, il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, le Università Sapienza di Roma e "G.
d'Annunzio" di Chieti, coordinando fra loro le rispettive competenze, hanno realizzato grazie alle più innovative tecnologie di rilievo sul campo, indagini integrate e ricerche storiche e d'archivio, inquadrandole nella più vasta dinamica dei processi geomorfologici d'alta quota.
«Con pochi soldi - ha detto Luigi Olivieri, commissario straordinario dell'Imont - siamo riusciti a fornire una serie di risultati operativi che confermano l'importanza della collaborazione tra ricerca e governo del territorio. E' importante studiare oggi per prevenire domani e questo è un compito istituzionale dell'Imont. Anche così dimostriamo alla comunità nazionale che l'Istituto non solo è utile ma necessario se si ritiene e si condivide l'assunto che le montagne italiane non sono un problema ma una grande risorsa per il Paese».
«Quello presentato oggi – ha detto Stefano Allavena, Commissario dell'Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga - è uno studio di grande utilità perché studiando il fenomeno della frana dell'agosto 2006 si possono prevedere future eventuali situazioni di rischio e soprattutto evitare scelte erronee nella pianificazione dell'utilizzo del territorio».
«La cultura della montagna accomuna il Paese – ha concluso Bruno Dettori, Sottosegretario al Ministero dell'Ambiente - e parlarne è parlare della nostra identità. Il buon governo del territorio consiste nell'individuare delle forme di tutela e tutela significa voglia di futuro».
Gli autori del libro, Gabriele Scarascia Mugnozza dell'Università "La Sapienza" di Roma e Massimo Pecci dell'Imont, hanno spiegato come nonostante il fenomeno franoso rappresenti un evento che rientra nella normalità della vita delle montagne, è necessario monitorare continuamente il Paretone del Gran Sasso che presenta alcuni scenari di potenziale rischio, relativi a eventuali fenomeni di crollo che possono coinvolgere in particolare il quarto pilastro il cui volume stimato è di un milione di metri cubi, soprattutto per la presenza turistica o stanziale dell'uomo.
Alla presentazione del volume hanno inoltre preso parte Fulvio Angelici, in rappresentanza del Presidente della Regione Abruzzo e il Preside della Facoltà Scienze dell'Università "G. d'Annunzio" di Chieti, Leandro D'Alessandro, che ha illustrato l'impegno del suo ateneo nello studio del territorio.


22/11/2007 11.05