Taglio dei costi per gli enti strumentali:ecco cosa cambia

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Un vero terremoto quello lanciato dalla finanziaria che taglia i Cda delle aziende controllate da enti locali. Una sferzata di risparmi che si è ripercossa a cascata fin nella più azienda controllata del più piccolo dei comuni. Dai primi dati che emergono a livello nazionale dalle amministrazioni, molti sono gli enti locali che si sono messi in regola, con interventi finalizzati alla riduzione dei costi della politica. RIDUZIONE DEGLI ATO: IL CENTROSINISTRA ESULTA, L'IDV FRENA
Il termine fissato dalla circolare del ministro degli affari regionali Linda Lanzillotta, il cui ministero sta approntando una banca dati che fotograferà la situazione, scade oggi 22 novembre 2007, e le amministrazioni tirano i primi bilanci.

CHE COSA PREVEDE IL PROVVEDIMENTO

Il provvedimento prevede che il numero degli amministratori,dovrà essere al massimo di tre nei cda delle società interamente pubbliche con un capitale sociale inferiore a due milioni di euro, di cinque per le società sempre interamente pubbliche, ma con capitale sociale superiore ai due milioni di euro.
Nelle società a totale partecipazione di comuni o province, il compenso lordo annuale, onnicomprensivo, attribuito al presidente e ai componenti del consiglio di amministrazione, non può essere superiore per il presidente all'80 per cento e per i componenti al 70 per cento delle indennità spettanti, rispettivamente, al sindaco e al presidente della provincia.

«IN ABRUZZO RIFORME AVVIATE DUE ANNI FA»

«La Regione prima ancora della norma in finanziaria ha avviato una riorganizzazione degli enti strumentali e delle società partecipate». Lo ha detto il segretario generale della Presidenza della Giunta regionale, Lamberto Quarta.
In Abruzzo, spiegano in Regione, da due anni quindi c'é un'azione capillare tesa a ridurre i costi della politica. In larga parte questi enti si sono adeguati a questa nuova disposizione, l'approvazione della riforma del ciclo idrico integrato, che permette un risparmio di circa due milioni e mezzo di euro, conferma l'attività riformatrice.
Si devono mettere in regola, tramite la Finanziaria regionale, e le tre società pubbliche di trasporto, Arpa, Sangritana e Gtm, per le quali sono stati già predisposti strumenti di riorganizzazione e tagli.
Riduzione da 5 a 3 componenti Cda nei consorzi per lo sviluppo industriale, e da 7 a 5 di quelli degli Aziende territoriali di edilizia territoriale (Ater). Altri tagli in azienda regionale di promozione turistica (Aptr) e dell'Agenzia di sviluppo agricolo (Arssa).
In via di riorganizzazione la Fira, ritardo peraltro non giustificato visti gli annunci di oltre un anno fa appena dopo l'emersione dello scandalo che ha coinvolto l'ente strumentale regionale. Sembrava essere la prima delle riforme da attuare.
Per i trasporti è in preparazione una proposta di legge che unifichi le tre Spa in una holding.
Infine, la costituzione della società in house "Abruzzo Ingeneering", che ha nel pacchetto azionario al 30% Finmeccanica, e che tante polemiche ha provocato, «non produce costi per il Cda costituito da sette componenti senza alcun emolumento».
La riforma degli Ato, approvata ieri sera, prevede i commissariamenti degli Ato, la riduzione del numero di Ato e società di gestione da sei a quattro con un risparmio di circa due milione e mezzo di euro.

RIFORMA ACQUA IN ABRUZZO, TAGLIATI 2.5 MILIONI

L'ultima battaglia sui costi della politica da parte della Regione è stata vinta l'altra sera al termine di una lunga e tesa seduta del consiglio regionale.
Il provvedimento riduce da sei a quattro ambiti territoriali ottimali (Ato) e società di gestione e dà mandato al presidente della Giunta regionale, Ottaviano Del Turco, di nominare commissari straordinari per liquidare gli Ato cancellati.
Secondo una stima fatta dal presidente Del Turco e dall'assessore al ramo Mimmo Srour, la riforma procurerà un risparmio di circa due milioni e mezzo di euro.
Il resto della proposta di legge approvata dalla Giunta e ferma in commissione da mesi, comincerà l'iter nelle stesse commissioni nei prossimi giorni.
«Abbiamo corso il rischio che il Pd partisse con il piede sbagliato - ha detto il presidente Del Turco -, erano sorti problemi nonostante nessuno dei consiglieri avesse nulla da eccepire sulla proposta dell'assessore Srour. Questo è un grande segnale, non ho visto il cosiddetto partito dell'acqua, ma solo i partiti tradizionali».
Srour ha sottolineato la grande determinazione del presidente Del Turco «senza la quale non si sarebbe colto questo obiettivo. Riprendiamo il controllo del ciclo idrico su un bene si cui l'Abruzzo è molto ricco. La nave non la comandava più nessuno, ora le cose cambieranno».
Tra le novità della proposta resto della proposta di legge, l'authority «che monitorerà il settore» e la consulta per coinvolgere i portatori di interessi diffusi come i consumatori.

PROVINCIA L'AQUILA,EUROSERVIZI GIA' IN REGOLA

«A partire da domani (oggi ndr), come previsto dalla Finanziaria, la Provincia dell'Aquila si metterà in regola».
Lo annuncia la presidente dell'amministrazione, Stefania Pezzopane.
«Per noi - ha detto la presidente - non ci sono problemi visto che abbiamo una sola partecipata, la Euroservizi, probabilmente altri enti si troveranno in maggiore difficoltà. Comunque la Finanziaria è molto precisa: per aziende interamente pubbliche e con capitale sociale inferiore a 2 milioni di euro, come è nel nostro caso, il consiglio di amministrazione a 5 decade e ne viene nominato uno nuovo da 3. Si tratta di un procedimento d'ufficio che contiamo di rendere
esecutivo già da domani».

«PESCARA, ENTI LOCALI GIA' A POSTO DAL 2006»

Un presidente e due componenti per gli organismi di Provincia e Ambiente Spa e di Attiva Spa, controllate rispettivamente da Provincia e Comune di Pescara, e un amministratore unico per Pescara Gas nominato dal Comune: in riva all'Adriatico gli enti locali hanno applicato tagli a poltrone e compensi nelle società partecipate, almeno un anno prima della circolare del Governo che taglia i costi della politica.
Provincia e ambiente Spa, controllata al 78% dalla Provincia di Pescara - che l'ha costituita insieme a un partner privato, Itagas Ambiente, scelto con bando pubblico -, fin dall'anno della costituzione, nel 2002, ha un consiglio di amministrazione composto da tre persone. Presidente è oggi Carlo Mancini, il quale presiede anche il Consorzio industriale Valpescara.
Le indennità sono intorno ai 500 euro. Provincia e ambiente si occupa della revisione delle caldaie e di attività collaterali relative all'energia.
Per quanto riguarda il Comune di Pescara, il Consiglio di gestione e il Comitato di sorveglianza di Attiva Spa - società che si occupa di rifiuti e ambiente - già da agosto 2006 sono composti da tre persone.
«I compensi che eroghiamo a questi professionisti - spiega l'assessore comunale al Bilancio e all'Ambiente, Camillo D'Angelo -, sono di gran lunga inferiori a quanto previsto dalla legge. Il presidente percepisce 2.000 euro, i componenti 1.000 euro».
Del Consiglio di gestione fanno parte il presidente, Giancarlo Liberati, l'avvocato Carlo Montanino e, da poco più di un mese, l'ex prefetto di Pescara Giuliano Lalli.
Pescara Gas - proprietaria della rete metanifera della città -, controllata al 100% dal Comune, è guidata da un amministratore unico, incarico affidato dal 5 novembre scorso a Tullio Tonelli, ex direttore della Gtm Pescara.

COMUNE CHIETI SOCIO SOLO QUOTE MINORITARIE

Il Comune di Chieti non è interessato da tale provvedimento avendo solo quote minoritarie in 12 società partecipate.
Quanto invece a Teate Servizi, di recente costituzione, il numero dei componenti del Cda, già fissato in tre unità, non subirà variazioni.
Il Consiglio Provinciale di Chieti di ieri ha approvato la modifica all'art. 10 dello statuto della OPS, società partecipata della Provincia che riduce il consiglio di amministrazione da 7 a 3 componenti. Il provvedimento è stato approvato a maggioranza con i consiglieri d'opposizione che hanno abbandonato l'aula.
Per quanto riguarda la Alesa srl era e resta fissato in tre il numero dei componenti il Cda.

CONFCOMMERCIO: «DOPO GLI ATO RAZIONALIZZARE I PARCHI»

Nell'ondata travolgente di tagli e razionalizzazione dei costi della politica si inserisce anche la Confcommercio Abruzzo che propone di guardare un po' meglio il sistema dei parchi in Abruzzo, altro punto di sfogo di costi pubblici ingenti.

Così vi sono 4 parchi che hanno al loro vertice 4 presidenti, 4 direttori, 4 presidenti di comunita', 12 revisori dei conti e 46 consiglieri. Totale: 70 cariche remunerate per la gestione dei quattro parchi dell'esiguo territorio abruzzese.
«Crediamo sia il momento, dopo troppe parole spese al riguardo senza far seguire scelte legislative, di passare ai fatti, di perseguire concretamente un percorso di razionalizzazione della spesa pubblica che parta proprio dai parchi», scrive la Confcommercio.
« Appare, infatti, totalmente illogico pensare di tenere in piedi quattro enti parco, con quattro consigli di amministrazione, quattro collegi dei revisori, quattro presidenti, quattro direttori, quattro presidenti di comunità per gestire i parchi abruzzesi».

Di seguito nel dettaglio la situazione attuale.

1) Parco Nazionale d'Abruzzo con sede a Roma e direzione a Pescasseroli: appena insediato con 12 consiglieri, 3 revisori, Presidente, Direttore, Presidente della Comunità;

2) Parco Nazionale della Majella con sede a Guardiagrele: 12 consiglieri, 3 revisori, Presidente, Direttore, Presidente della Comunità;

3) Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga con sede a L'Aquila: 12 consiglieri, 3 revisori, Presidente, Direttore, Presidente della Comunità;

4) Parco Regionale Sirente-Velino con sede a Rocca di Mezzo: 10 consiglieri, 3 revisori, Presidente, Direttore, Presidente della Comunità;


22/11/2007 8.15

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RIDUZIONE DEGLI ATO: IL CENTROSINISTRA ESULTA, L'IDV FRENA

ABRUZZO. Mentre il centrosinistra esulta dopo la riforma, varata dal
Consiglio Regionale di martedì, del sistema idrico integrato che ha
portato gli Ato da 6 a 4, l'Italia dei Valori placa gli entusiasmi.
Evangelista: «riforma al di sotto delle aspettative»
Se per il consigliere dell'Udeur Augusto Di Stanislao, la riforma «è
rivoluzionaria e punta alla riduzione dei costi della politica e al
miglioramento della qualità dei servizi», l'Italia dei Valori non è
invece convinta del provvedimento. E come accade sempre più spesso si ribella (a parole) alla maggioranza stessa.
«Non mi sento proprio di arruolarmi al coro trionfalistico della
maggioranza», commenta il consigliere Bruno Evangelista che parla di
una riforma «al di sotto delle aspettative per un reale cambiamento
nel settore».
«Resto convinto», continua Evangelista, «che un unico ente d'ambito ed
un unico ente gestore sarebbe stata la soluzione più giusta. In una
regione con un milione e duecentomila abitanti ci può essere
tranquillamente una guida per il sistema idrico affidata a un unico
Ente d'ambito».
Ed Evangelista porta esempi come la Sardegna, «che ha caratteristiche
addirittura più complesse dell'Abruzzo, sia per territorio montuoso
che per vastità di superficie che per popolazione sparsa», che ha
adottato l'Ente d'ambito unico.
«Il fatto poi», continua l'esponente dell'Idv, «che i consigli
d'amministrazione prevedono la presenza di amministratori che non
riceveranno emolumenti non garantisce affatto dall'effetto patologico
per il quale moltiplicando il numero dei Cda di fatto aumentano le
poltrone, dalle quali emergono sempre fatalmente accrescimenti di
spesa, anche per i distorti effetti clientelari indotti». Per quanto
riguarda gli Enti gestori meglio «sarebbe stato indicare
esclusivamente un dirigente tecnico, o, al massimo, un solo Cda
regionale e non quattro come stabilito nella legge approvata con la
conseguente moltiplicazione dei costi».
Anche Rifondazione Comunista fa delle precisazioni e spiega che erano
stati presentati emendamenti di modifica al testo della Legge, alcuni
accolti (come ad esempio l'inserimento nei principi generali della
necessità del risparmio, importante in una Regione in cui vi sono
punte di perdite pari al 70%!), altri, come quello relativo alla
necessità di definire ambiti coincidenti con i bacini idrici, non
accolti.
Sull'idea non approvata di un Ato unico si è espresso anche Giuseppe
Valente (Fi): «la maggioranza non ha avuto il coraggio d'affondare il
bisturi, ma ancora una volta i dissidi interni hanno portato la
maggioranza ad approvare un'ipotesi di compromesso, senza contare che viene istituita una costosa Autorità di Vigilanza, il cui titolare
avrà un compenso fino al 90% dell'indennità del Consigliere regionale,
mentre sarebbe bastato semplicemente far effettivamente svolgere i
controlli affidati alla Regione. Sono lacrime amare per i cittadini,
ma non è acqua».
«Provvedimento contraddittorio» è il commento del partito Socialista.
«Una riforma assunta in violazione della legge finanziaria dello Stato, recentemente approvata dal Senato della Repubblica, che nel suo articolato azzera gli ATO», sostiene Gaetano Cuzzi.
«Una riforma illegittima per la parte riguardante il “congelamento” degli organi degli Enti Gestori del Servizio Idrico Integrato, i quali normalmente, come è facile intuire trattandosi di Società Per Azioni, rispondono alle norme del diritto societario».
22/11/2007 11.19

RIDUZIONE ATO: DI STEFANO-DE MATTEIS:«PROVVEDIMENTO ILLEGITTIMO PER REGOLARE I CONTI NEL PD»

«Una legge imbroglio che non riduce i costi della politica, e illegittima, poiché innescherà un contenzioso che costerà caro alla Regione Abruzzo. Oltretutto è conseguenza di uno scontro sulle nomine in atto del Partito Democratico».
E' il parere di due consiglieri di opposizione, Fabrizio Di Stefano (An) e Giorgio de Matteis (Italia di Centro), sull'emendamento stralcio sul ciclo idrico integrato, approvato in Consiglio regionale.
«L'escamotage di un articolo stralciato dal disegno di legge presentato dall'assessore Srour - ha detto De Matteis - è stato utile solo per placare temporaneamente la lotta intestina tra le due fazioni del Pd per le nomine nel settore».
Secondo Di Stefano, «il provvedimento è un esercizio di ipocrisia in quanto mera resa dei conti tra le componenti Del Turco e D'Alfonso nel Pd, per bloccare le nomine nell'Aca».
«La norma è illegittima - ha spiegato Di Stefano - perché va contro quanto dettato dalla finanziaria nazionale 2007 che impone la riduzione dei Cda da 5 a 3. Invece, rimangono i 12 posti (Ato e società di gestione) nei vari Cda legati al sistema idrico».
«Anche in questo caso - ha concluso De Matteis - gli abruzzesi non riceveranno alcun vantaggio da un articolo di legge che non migliora né qualità del servizio idrico né efficienza né tariffe, che continueranno ad essere gestite dalle Spa in carica».

22/11/2007 16.24