Regione, così saranno stabilizzati i precari

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Ha un piano attuativo dettagliato l'accordo sottoscritto il 30 luglio scorso sulle verticalizzazioni e stabilizzazione del precariato. Il piano è stato perfezionato ieri dai responsabili sindacali di Cgil-Fp e Cisl-Fps e dall'assessore al Personale, Giovanni D'Amico, che ha parlato di "risultato storico che dà risposte certe alle istanze del personale dipendente della Regione e ai precari impegnati da anni nelle strutture della Giunta". MA I DIPENDENTI "BOCCIANO L'ASSESSORE"
Due i punti centrali del piano: l'avvio del programma di progressione verticale del personale e la stabilizzazione del precariato. Sul primo punto, è stato stabilito che entro il dicembre 2007 la Giunta regionale approverà il fabbisogno triennale del personale (2007-2010) con il quale si provvederà ad individuare numero dei posti, categorie, profili professionali e sedi destinati alle progressioni verticali per un numero non inferiore a 450 posti, in termini di spesa. Concorrerà in questo anche la rimodulazione della pianta organica che, comunque "non potrà superare la spesa corrispondente alla dotazione organica al 31 dicembre 2004". Sempre entro il dicembre prossimo, la Giunta delibererà bandi di corso-concorso per la riqualificazione del personale. Le graduatorie dei concorsi saranno valide tre anni e potranno essere utilizzate per la copertura dei posti che si renderanno vacanti successivamente all'emanazione dei bandi. I corsi-concorsi verranno banditi entro il primo semestre 2008.
"Ma soprattutto - ha spiegato D'Amico - il piano sottoscritto è frutto di relazioni sindacali proficue, basti ricordare la recente chiusura dell'accordo decentrato dopo dieci anni, e questo significa la possibilità di avere strumenti per una riforma dell'Ente che metta a disposizione del cittadino servizi migliori e colloca la Regione Abruzzo tra le regioni italiane che stanno avviando con iter procedurali ben definiti i processi generale di riorganizzazione del personale".
Per quanto riguarda la stabilizzazione del precariato, il piano attuativo fa riferimento alla delibera, che dovrà essere emanata entro il dicembre 2007, sul fabbisogno del personale nella quale "si individueranno i posti in organico riservati all'esterno da riservare ai lavoratori in servizio presso la Giunta regionale" che hanno i requisiti indicati nel comma 588 dell'art. 1 della Finanziaria 2007. Per il personale al di fuori di questa ipotesi (co.co.co e determinato senza i tre anni), l'assessore D'Amico s'impegna a presentare in Giunta un disegno di legge con il quale si preveda negli anni 2007-2008-2009 e 2010 prove selettive per procedere all'assunzione a tempo determinato per esigenze temporanee e eccezionali. Per dare attuazione al piano è stato stabilito la costituzione di un gruppo tecnico paritetico per la definizione degli accordi e l'impegno da parte della Giunta "a rinnovare fino alla conclusione delle procedure di stabilizzazione i contratti in scadenza del personale". "Mi auguro - conclude l'assessore al Personale - che anche le altre formazioni sindacali possano dare la propria adesione a questo piano nelle certezze che esso rappresenta la strada più trasparente sulla via della riforma dell'Ente".

16/11/2007 14.55

MA I DIPENDENTI "BOCCIANO L'ASSESSORE"


«Nel corso di una accesa assemblea, i lavoratori della Regione Abruzzo hanno sonoramente bocciato l'accordo sottoscritto tra l'assessore D'Amico e i rappresentanti di Cgil e Cisl» ne dà notizia il consigliere regionale di An Fabrizio Di Stefano.
«Il piano attuativo dell'accordo del 30 luglio scorso per la verticalizzazione del personale e la stabilizzazione dei precari, firmato ieri, ha ricevuto il no deciso della gran parte delle persone riunite questa mattina» spiega Di Stefano.
«Ormai il governo regionale ha alzato una barriera invalicabile tra sé e tutto ciò che la circonda: non passa giorno senza che rappresentanti di categoria, associazioni di enti locali, mondo produttivo e lavoratori esprimano il loro disappunto sui provvedimenti del centro-sinistra» continua Di Stefano.
«Quello che accade non è altro che l'esito – prosegue l'esponente di An – di una politica autoreferenziale, che non conosce i concetti di partecipazione alle scelte e di condivisione degli obiettivi, e la bocciatura di oggi non è altro che la punta dell'iceberg verso cui si è incamminata la rotta della carretta del mare di cui è al timone Del Turco».
«Anche il fatto che l'intesa sia stata firmata da due sole sigle sindacali – conclude Di Stefano – e per giunta a ridosso dell'appuntamento delle elezioni delle Rsu danno il senso della credibilità di questo governo regionale che, addirittura, ha provato maldestramente a entrare nella campagna elettorale in corso indirizzando il consenso dei dipendenti della Regione».


17/11/2007 11.00