Ennesima brutta figura su "Legge Fogna" e quella "Anti-sole"

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Nuova brutta figura per l'Abruzzo, che approda in cronaca nazionale per un errore dei suoi consiglieri regionali. Sebbene da mesi si discuta di costi impropri della macchina amministrativa, non si perde occasione per dimostrare che talvolta, a fronte di stipendi d'oro si potrebbe fare un po' più di attenzione. DEPURATORI, «LA REGIONE TORNA ALLE LEGGI DEL 1981» UNA COMMISSIONE D’INDAGINE SU ATO E ACA





ABRUZZO. Nuova brutta figura per l'Abruzzo, che approda in cronaca nazionale per un errore dei suoi consiglieri regionali. Sebbene da mesi si discuta di costi impropri della macchina amministrativa, non si perde occasione per dimostrare che talvolta, a fronte di stipendi d'oro si potrebbe fare un po' più di attenzione.

DEPURATORI, «LA REGIONE TORNA ALLE LEGGI DEL 1981»

UNA COMMISSIONE D'INDAGINE SU ATO E ACA


E così finisce che sulla questione della legge che vieta i pannelli solari sui tetti pubblici, l'assessore all'Ambiente Caramanico ammetta placidamente:«abbiamo fatto una cavolata».
Una cavolata a cui si rimedierà «al più presto» nella perenne rincorsa a mettere una pezza, leggasi anche legge Omnibus.
E dopo essere stati sbeffeggiati e finiti sui giornali del mondo per un provvedimento grottesco e contro la politica ambientale degli ultimi 30 anni.
«Resta lo sconcerto per una maggioranza (in questo caso di centrosinistra)», scrive Repubblica, «che in consiglio regionale vota compatta un provvedimento senza capire quali possano essere le sue conseguenze e probabilmente senza neppure averlo letto».
04/12/2007 8.37



«Due provvedimenti grotteschi!», vengono definiti. Per i limiti degli scarichi fognari si torna a prima della Legge Merli degli anni '70 del secolo scorso.
E poi gli impianti fotovoltaici. Mai più su scuole, ospedali, comuni e terreni pubblici se posti a 500 metri dalle abitazioni. «L'Abruzzo si autosospende dal contesto europeo su scarichi fognari e produzione di energia rinnovabile», sentenziano gli ambientalisti.
Su scarichi fognari ed energia rinnovabile l'Abruzzo decide di allontanarsi dalle politiche comunitarie e nazionali.
Il consiglio regionale abruzzese ha varato ad ottobre due norme relative ai limiti degli scarichi fognari e ai nuovi impianti fotovoltaici.
La prima, inserita nella dibattutissima Legge regionale “Omnibus”, consiste in una vasta sanatoria per chi ha superato i limiti per gli scarichi.
Si tratta dei diffusissimi impianti che scaricano nei fiumi e che servono comuni sotto i 2000 abitanti (la gran parte dei comuni abruzzesi) e degli impianti che scaricano in mare servendo fino a 10000 abitanti (gran parte dei comuni costieri della regione).
La seconda inserita nella cosiddetta “Legge sull'insonnia”, divenuta poi la parziale modifica della Omnibus varata tre settimane prima, ha aggiunto il divieto ai soggetti pubblici di installare impianti fotovoltaici su terreni ed edifici, quali ospedali, comuni, scuole, caserme ecc., ad una distanza inferiore a 500 metri da ogni abitazione.
«Insomma, libertà di inquinare ai livelli di 30 anni fa e divieto di produrre energia dal sole», dichiara Dante Caserta, presidente regionale del WWF.
«Il combinato disposto di queste due leggine regionali», spiega, «fa uscire l'Abruzzo dal contesto europeo su due settori chiave come l'energia e la qualità delle acque fluviali e costiere. Si tratta di norme assurde. I fiumi abruzzesi, come accertato dai dati dell'Agenzia Regionale per la Tutela dell'Ambiente, sono in pessimo stato e peggiorano di anno in anno, allontanandosi dagli obiettivi europei che prevedono entro il 2008 il raggiungimento dello stato “sufficiente” per la qualità delle acque di tutti i punti di campionamento. Questa legge preclude qualsiasi tentativo di porre rimedio a questa situazione ed espone la regione all'intervento sanzionatorio della Commissione Europea. Sulle acque costiere è veramente incredibile poiché, oltre all'ambiente, colpisce un settore nevralgico dell'economia regionale quale il turismo balneare per le immediate conseguenze sulla qualità dell'acqua del mare».
Angelo Di Matteo, segretario regionale di Legambiente invece sostiene che «sul fotovoltaico praticamente si potranno installare impianti solo sugli isolati rifugi montani! Da un lato l'assessorato regionale all'ambiente sta predisponendo un piano energetico che punta sulle fonti rinnovabili e dall'altro il Consiglio Regionale vanifica, con una legge di cui non si comprende la logica, ogni tentativo di affrancarci dal consumo di combustibili fossili per la produzione energetica. La Regione Abruzzo si pone in netto contrasto con le indicazioni mondiali, comunitarie e nazionali. L'emergenza climatica è tra noi ma, evidentemente, non allarma il Consiglio Regionale. Sulla questione degli scarichi, poi, si ricorda che i cittadini sostengono il costo della depurazione nella tariffa dell'acqua ed è incredibile che si voglia sanare un'inefficienza su un servizio che la comunità paga».

Le due associazioni lanciano un appello a tutti i consiglieri e alla Giunta Regionale per un immediato intervento che annulli le grottesche disposizioni e, allo stesso tempo, che isoli i maldestri tentativi di singoli consiglieri regionali che si tramutano in una sconfitta non solo per tutti i cittadini abruzzesi, ma per tutti coloro che hanno cercato di operare nel rispetto delle normative vigenti.
Così come successo per la legge sul commercio si prevede un forte contrasto sui due temi.
E magari il consiglio regionale ancora una volta sarà costretto a fare marcia indietro.

I TESTI DEI DUE PROVVEDIMENTI

Legge 01 ottobre 2007, n. 34 “Disposizioni di adeguamento normativo e per il funzionamento delle strutture”

Art. 74 - Realizzazione di impianti di produzione ad energia tramite conversione fotovoltaica
La Regione Abruzzo al fine di conservare i luoghi urbani e rurali e garantire una migliore qualità della vita quale corretto rapporto tra ambiente interno inteso quale abitazione, ed ambiente esterno, inteso quale luogo circostante l'abitazione, consente, nel rispetto delle normative vigenti, a soggetti pubblici la realizzazione di impianti di produzione ad energia tramite conversione fotovoltaica ad una distanza minima di 500 m. da ogni abitazione.


L.R. 25 ottobre 2007 n. 35 “Disposizioni in materia di programmazione e prevenzione sanitaria”

Art.1, comma 54
Il comma 2.1 dell'art. 4 della L.R. 60/2001 è sostituito dal seguente:
«2.1. In attesa di adozione di norme regionali contenenti la prima attuazione del D.Lgs. 152/06 i trattamenti appropriati ed i limiti da rispettare per gli scarichi provenienti da agglomerati minori di 2000 a.e. e recapitanti in acque superficiali e di 10.000 a.e. recapitanti in acque costiere, sono quelli previsti dalla L.R. 43/1981».
13/11/2007 13.53

DISEGNO DI LEGGE PER RIMEDIARE ALL'ERRORE

E' stato approvato dalla Giunta regionale il disegno di legge presentato dall'assessore all'Ambiente e al Territorio, Franco Caramanico, per l'abrogazione dell'articolo 74 delle legge regionale 34 del 1 ottobre 2007.
«Questo articolo – spiega l'assessore Caramanico - di fatto impediva la costruzione di impianti fotovoltaici, anche a tetto, su strutture pubbliche, soprattutto scuole ed ospedali, mentre a livello nazionale e regionale tali iniziative vengono incentivate. Si trattava, dunque, di una disposizione in netto contrasto con tutte le norme comunitarie, nazionali e regionali vigenti in materia di promozione delle fonti rinnovabili per la produzione di energia, nonché con gli accordi conclusi a livello internazionale, tesi alla produzione di energia pulita. Inoltre, l'articolo 74, che oggi su nostra proposta la giunta ha giustamente scelto di abrogare, andava contro gli obiettivi fissati nel piano energetico da noi elaborato dove si punta ad ottenere il 51 per cento dell'energia da fonti verdi».
Per Caramanico «la norma votata dal Consiglio regionale è stata uno spiacevole errore nato da una svista conseguente ad un emendamento presentato da un singolo consigliere. Ma da subito l'assessorato si è attivato per porre rimedio a quello che sarebbe stato un atto sbagliato dalle imperdonabili conseguenze».
Rimedio trovato. Peccato che sia troppo tardi e a brutta figura accaduta.

04/12/2007 12.40


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UNA COMMISSIONE D'INDAGINE SU ATO E ACA

PESCARA. Nella seduta del Consiglio comunale di ieri pomeriggio, è stato approvato il punto all'ordine del giorno che prevede l'istituzione di una commissione d'indagine sulle attività dell'Ato 5 e di Aca Spa, in ordine alla gestione del servizio idrico integrato.
Il Consiglio ha votato con 19 voti favorevoli la Commissione di cui faranno parte, a titolo gratuito, sette consiglieri (quattro della minoranza, tre della maggioranza): Antonelli, Pagano, Masci, Grosso, Pace, Dogali e Acerbo. Il termine entro cui la Commissione dovrà relazionare al Consiglio è stato fissato nel 15 febbraio 2008.
Dei dodici punti all'ordine del giorno, ne sono stati rinviati quattro e ritirato uno.
Approvati anche i punti 5 (regolamento comunale per la disciplina e la gestione delle sponsorizzazioni e degli accordi di collaborazione), 7 (ratifica delibera n. 770 del 27.09.07: variazione al Piano triennale Lavori Pubblici-Variazione Bilancio di Previsione) e 9 (gara di affidamento del servizio di tesoreria comunale periodo 1.1.08-31.12.2012).
E' stato approvato anche il punto proposto dal Presidente del Consiglio, Gianni Melilla, per la partecipazione dell'amministrazione comunale con un gonfalone e alcuni rappresentanti alla commemorazione dell'eccidio di civili da parte dei militari nazisti a Pietransieri (frazione di Riccaraso), in programma lunedì 19 novembre alle 16.
14/11/2007 9.47