Confcommercio: «urgente la regolamentazione degli outlet»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Martedì il Consiglio regionale arretrerà sulla legge del commercio tanto contestata in questa ultima settimana. La retromarcia è quasi sicura a meno che non succeda qualcosa che intoppi la manovra. La Giunta Esecutiva della Confcommercio di Pescara oggi chiede oltre all'abrogazione, anche la regolamentazione urgente degli outlet. Ed è sempre l'associazione di categoria che chiede alla Regione stanziamenti per Pescara 2009. «STANZIAMENTI AL COMMERCIO PER PESCARA 2009» CENTRI COMMERCIALI E CARO PREZZI, PANIFICATORI IN STATO DI AGITAZIONE
Giornata decisiva quella di domani che potrebbe far tornare la pace tra la Giunta regionale e il settore del Commercio. Per il momento le associazioni di categoria tengono il broncio e fino a quando la Regione non si rimangerà la legge sulla liberalizzazione delle licenze commerciali non tornerà il sereno.
Il rischio, secondo i commercianti, è quello di assistere impassibili ad una invasione di centri commerciali, che in Abruzzo ha già superato i livelli di guardia con i 490 mila metri quadrati di ipermercati già presenti, con una media di 381,82 mq ogni mille abitanti. La media nazionale e' ferma a 205 mq.

«REGOLAMENTIAMO GLI OUTLET»

Adesso la Confcommercio chiede però anche una nuova regolamentazione degli outlet.
Da uno studio effettuato dalla Confcommercio a livello nazionale risulta che, in diversi Paesi Europei (Germania, Regno Unito, Finlandia, Belgio ecc.), gli outlet seguono le stesse norme stabilite per i negozi normali.
L'Associazione del Commercio tedesca è contro l'apertura di outlet per ragione di concorrenza sleale in quanto essi vendono, di fatto, articoli extra stocks durante il periodo dei saldi ed, essendo posizionati in genere fuori città, attraggono clientela a danno dei piccoli esercizi.
In Francia, dove l'autorizzazione per l'apertura delle "Boutique de destockage", viene rilasciata dalla Commissione dipartimentale per gli esercizi commerciali (CDEC), molte iniziative, negli ultimi tempi, sono state bloccate.
Per superare il clima poco favorevole e l'accusa di concorrenza sleale, sono state avanzate proposte di modifica della normativa vigente finalizzate ad evitare i "falsi stocks".
In Italia, dove la materia ormai è di competenza regionale, in base alla modifica del titolo V° della Costituzione, la Regione Veneto, ad esempio, ha stabilito che quando la somma delle superfici supera i limiti dimensionali degli esercizi di vicinato, vanno rispettate le procedure previste per i centri commerciali e per i parchi commerciali.
La Regione Lombardia, invece, ha subordinato l'apertura di ogni outlet all'autorizzazione all'insediamento, di competenza regionale, in sede di Conferenza dei Servizi.
«Anche nella nostra Regione», mette in evidenza la Confcommercio di Pescara, «è ormai necessario, data la crescente richiesta, stabilire delle norme sugli outlet, non per escluderli da tutte le regole, come proposto nel disegno di legge quadro sul commercio dall'Assessore Bianchi, ma per includerli nell'ambito della normativa generale sul commercio a posto fisso».
Ai fini di collaborazione, è stato inviato da tempo alla Regione un progetto di legge in materia dalla nostra Organizzazione di categoria.
«Perché fino ad oggi il progetto di legge non è stato preso in considerazione?», si domanda la Confcommercio. «Forse per creare altro caos in questo specifico comparto?» L'associazione di categoria di Pescara mette in evidenza ancora una volta la necessità di «sospendere le autorizzazioni alle mega strutture commerciali, ivi compresi gli outlet di grandi dimensioni, in attesa che venga approvata la nuova legge-quadro sul Commercio, dopo l'attivazione dell'Osservatorio di settore».

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«STANZIAMENTI AL COMMERCIO PER PESCARA 2009»

La Giunta Esecutiva della Confcommercio di Pescara chiede all giunta regionale anche interventi per la riqualificazione delle strutture commerciali, turistiche e di somministrazione di alimenti e bevande in occasione dei "Giochi del Mediterraneo 2009".
La scelta dell'Abruzzo per i "Giochi del Mediterraneo del 2009", sottolinea la Confcommercio di Pescara, «rappresenta per l'intero territorio, che certamente ne sarà coinvolto, un avvenimento molto importante sia dal punto di vista dell'immagine che economico. Per questo motivo bisognerebbe pensare a come prepararci adeguatamente per il citato avvenimento».
La Regione Lazio, in occasione dei "Campionati di calcio del 1990"
intervenne con propri stanziamenti per la realizzazione, sul suo territorio, di progetti finalizzati al miglioramento dell'organizzazione e delle attività connesse allo svolgimento dei campionati stessi, nonché alla realizzazione di strutture di interesse turistico, culturale ed ecologico.
Sempre la Regione Lazio, in occasione del "Grande Giubileo del 2000", promosse interventi per la qualificazione delle strutture commerciali e/o di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande.
«Anche l'Abruzzo ha la necessità», sostiene Confcommercio, «oltre che realizzare sul territorio progetti riguardanti le attività connesse allo svolgimento dei campionati, di qualificare ulteriormente le strutture commerciali, turistiche e/o di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande al fine di migliorare la propria immagine agli occhi internazionali».
La Regione, quindi, dovrebbe riservare nello stanziamento per i "Giochi del Mediterraneo 2009", continua la Confcommercio di Pescara, «una somma adeguata per la concessione di contributi finalizzati, più che a nuove iniziative, alla ristrutturazione, miglioramento ed ammodernamento delle imprese del commercio, turismo e di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, dando la precedenza alle piccole e medie imprese».


12/11/2007 9.53

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CENTRI COMMERCIALI E CAROPREZZI, PANIFICATORI IN STATO DI AGITAZIONE


PESCARA. I panificatori abruzzesi dichiarano lo stato di agitazione. Ad annunciarlo é Vinceslao Ruccolo, presidente regionale dell'Unione regionale panificatori Confesercenti, in seguito al caroprezzi ed alla votazione in Consiglio regionale sulla liberalizzazione dei centri commerciali e la deregulation degli orari.
«Il nostro é un mestiere particolare, nel quale si è costretti a lavorare di notte senza poter godere del giusto riposo e dei piaceri della vita familiare» dice Ruccolo, «e in passato la domenica, per la nostra categoria, era sacra. Da dieci anni le aperture domenicali ci costringono a lavorare sette giorni su sette, non riuscendo neppure a reperire manodopera notturna per essere aiutati nel nostro lavoro. È per questo che da parte della categoria cresce una sfiducia contro le istituzioni: non ci sentiamo tutelati».
L'Unione regionale panificatori interviene anche sull'aumento del grano e della farina.
«A causa di questi aumenti» dice il presidente Ruccolo «i panificatori sono stati costretti a praticare aumenti sul prezzo del pane, e questo ha messo ancora in difficoltà la categoria facendo scendere i consumi e mettendo a rischio centinaia di aziende nella nostra regione: oggi in Abruzzo il consumo procapite é di circa 0,130 grammi, e un'azienda a carattere familiare produce circa 150 chilogrammi di pane al giorno. Se a questi dati sommiamo la quantità di pane che arriva da fuori regione e il costo della farina, degli ammortamenti, delle spese di produzione e il 65 per cento di tasse fra imposte statali locali, Inps, Inail, ci si rende conto che la nostra regione a breve resterà senza pane. I primi a correre il rischio» dice il presidente dell'Unione panificatori «sono i paesi montani, dove la popolazione invecchia ma il pane resta un bene di prima necessità, specie d'inverno quando i collegamenti sono più difficoltosi». Anche per questo, denunciano i panificatori, le nuove norme approvate dal Consiglio sono contestate dalla categoria.
«A nome di tutti i panificatori abruzzesi» dice Ruccolo «chiedo dunque di abrogare la nuova legge e di non aumentare le aperture domenicali con deroghe spietate. Restiamo a disposizione per dare il nostro contributo per riformare il settore del commercio in questa regione».

12/11/2007 11.30