Costi e politica. Arssa, il pomo(d'oro) della discordia

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Per valorizzare i nostri prodotti agricoli, dal vino all’olio, la nostra Regione ha bisogno di uno «show room» in Romania per utilizzarlo come testa di ponte per lanciare l’agroalimentare. Così la decisione dell’Arssa, l’ente strumentale regionale, ha deciso di affittare una sede. Questa volta non in pieno centro ma ugualmente a prezzo salato (8 mila euro ogni trenta giorni). E’ l’ultima querelle che investe il costoso ente dopo le polemiche sulla sede a Bruxelles, gli incarichi a caro prezzo al riciclato Antonio Falconio (le cui gesta sono ai più ignote), la finta riduzione delle spese.
Ad attaccare la gestione «dissennata» è stato questa mattina il consigliere regionale di An Fabrizio Di Stefano.
Nel mirino dell'esponente di An l'assessorato all'agricoltura e l'Arssa, l'Agenzia regionale per i servizi di sviluppo agricolo, «la cui struttura dirigenziale – direttore generale, tecnico ed amministrativo – costa, complessivamente, 315mila euro, a fronte del precedente consiglio di amministrazione che pesava sui bilanci per 210mila euro: queste sono le cifre della riforma moralizzatrice di Del Turco sull'organizzazione dell'azienda».
Quindi Di Stefano si è soffermato sulle attività di promozione all'estero: «già avevamo parlato, nei mesi scorsi, delle spese per la sede di Bruxelles – 43 metri quadrati a più di 5.000 euro al mese – e del contratto di consulenza faraonico dell'ex presidente Falconio da 90.000 euro l'anno; nei giorni passati siamo venuti a conoscenza dell'apertura di uno show-room a Bucarest affittato ad 8.211 euro mensili, nonostante» rileva Di Stefano, «le perplessità dell'Istituto per il commercio con l'estero che definiva la localizzazione “distante dalle zone commerciali e di affari della città”».
«Quanto ai costi, poi – continua Di Stefano – l'Ice, da un'indagine effettuata in loco, individuava una cifra congrua per l'affitto in circa 4.000 euro per 300 metri quadrati, mentre l'Arssa ha preso una sede di 204 metri a più del doppio; il tutto per un mercato che, sempre l'Ice, definisce poco idoneo alla penetrazione dei prodotti di qualità dell'agro-alimentare per il basso potere di acquisto della valuta rumena».
Non si bada a spese quando si tratta di «agevolare le imprese agricole ed alimentari per il conseguimento del loro successo commerciale».
Così l'attività di partecipazione alle fiere internazionali è frenetica, grazie anche al recente (2005) accordo con l'Istituto Commercio Estero che partecipa al progetto “Valorizzazione delle produzioni vitivinicole e agroalimentari d'Abruzzo” con un supporto del 50% delle spese.
Poi si scopre che il mercato in Romania è molto florido e così -in netta controtendenza- l'Arssa Abruzzese decide di emigrare proprio lì e trovare “casa” in un ampio fabbricato signorile con ampio giardino.
In passato si era fatto affidamento ad una piccola vetrina di 40 metri quadrati e due dipendenti che evidentemente non erano a proprio agio per sbrigare pubbliche relazioni e portare avanti il piano marketing.
Poi è arrivata la «collaborazione della dottoressa Rosalia Montefusco» che è stata delegata ai rapporti con la Romania (31.500 euro l'anno più rimborso spese) e subito avvia la trattativa per l'affitto di un immobile a Bucarest in via Modrogan numero 14 di 204 metri quadrati più terreno di 500metri quadrati.
Detto fatto.
Canone mensile di 8.211 (6 mesi anticipati) spese di condomino pagate fino a 500 euro mensili e impegno preso fino al primo agosto 2010.
Letto, firmato e sottoscritto, il direttore generale Donato De Falcis.
A questo punto, però, interviene l'Ice che partecipa alle spese per il 50% e propone alcuni rilievi visto che ne va dei suoi interessi.
E che fanno? Vanno sul posto, chiedono in giro, si informano e si convincono che «l'immobile è di alta rappresentanza», «ubicato in un edificio nuovissimo», «in zona residenziale ed esclusiva un po' distante però dalle zone commerciali di affari della città».
Ma come, non eravamo lì per assediare il mercato?
Tuttavia viste le condizioni e l'esclusività del quartiere il prezzo viene giudicato «più o meno in linea».
E poi, ma è solo un dettaglio marginale, si scopre che la preziosa collaboratrice «risulta amministratrice unica di una società vincitrice di alcuni bandi indetti dallo stesso assessorato, tra i quali uno per la formazione del personale nella sede di Bruxelles, l'altro per la fornitura di assistenza tecnica nel Docup Pesca 2000/2006, nel primo caso con un ribasso di 100 euro, nell'altro di 84 euro».
Fondi Docup, Arssa, Bruxelles, Romania e sviluppo dell'enogastronomia: operazione liscia come l'olio. Non sara il caso di brindare?

VERTICELLI:«STIAMO FACENDO GRANDI COSE PER L'AGRICOLTURA»

«Eventi, opinion leader, visibilità internazionale, servizi per le imprese sarebbero dunque questi i presunti “sprechi” imputabili secondo il consigliere Fabrizio Di Stefano all'assessorato Regionale all'Agricoltura?»
Risponde così l'assessore Marco Verticelli che attacca, «la strumentalizzazione politica di strategici investimenti volti alla promozione della Regione e delle produzioni enogastronomiche. E' un atto forviante per i cittadini abruzzesi, fondato su false illazioni che non producono altro risultato se non quello di sminuire il lavoro dei tanti operatori coinvolti in tali operazioni di supporto alla crescita dell'economia regionale e dell'agricoltura in particolare».
«La Romania, così come d'altra parte il Brasile, rappresenta un Paese cui guardate con grande attenzione», sostiene Verticelli, «a conferma di ciò, basti pensare che nell'interscambio italo-romeno, le importazioni complessive di prodotti agroalimentari hanno raggiunto un valore di oltre 120 milioni di euro nel 2006, con un incremento del 40% rispetto al 2005, e hanno rappresentato il 2% delle importazioni totali dall'Italia».
«In merito all'Arssa, contrariamente a quanto affermato da Di Stefano, la ristrutturazione ha consentito una notevole riduzione dei costi ed una maggiore agilità della gestione, tanto che tale riforma ha fatto da apripista per la ristrutturazione degli altri enti regionali, con conseguente razionalizzazione della spesa e accresciuta snellezza nell'operatività delle strutture».
«Per quanto riguarda, infine, i presunti incarichi affidati a società facenti capo a collaboratori dell'assessorato», ha concluso l'assessore regionale, «trattasi in realtà di un solo incarico professionale risalente ad un periodo precedente a quello dell'instaurasi del rapporto di collaborazione».


LA DOCUMENTAZIONE: DELIBERA E LETTERA DELL'ICE


09/11/2007 16.49

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