Commercio. I consumatori approvano la legge, tutti gli altri sono contro

Alessandro Biancardi

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Commercio. I consumatori approvano la legge, tutti gli altri sono contro
ABRUZZO. La Consulta delle associazioni dei consumatori (Arco, Adiconsum, Codacons e Guardia Civica), in merito alla nuova legge sul commercio che ha eliminato alcuni vincoli in termini di orari e autorizzazioni all’insediamento dei centri commerciali nella Regione Abruzzo, si è espressa in maniera positiva.
E' giunta forse a sorpresa la posizione della Consulta che appoggi in pieno la svolta del consiglio regionale.
«Non condividiamo le reazioni delle organizzazioni del piccolo commercio che vorrebbero stravolgerla, più orientate a difendere solo l'occupazione esistente che a gestire la fase della modernizzazione del settore», hanno scritto le associazioni in una lettera al presidente Del Turco e all'assessore Valentina Bianchi.
«Riteniamo pertanto che la legge debba essere difesa dagli attacchi e sperimentata nel tempo», si legge ancora, «prevedendo fin da adesso momenti di verifica e di eventuali modifiche suggerite da un apposito tavolo di concertazione permanente al quale siano chiamate le organizzazioni della distribuzione e le associazioni dei consumatori, contestualmente ma in modo autonomo, a quello già istituzionalizzato a cui fanno riferimento le organizzazioni sindacali con governo e parti imprenditoriali».
«Ricordiamo», sostengono,«che l'avvento della grande distribuzione ha portato ai consumatori il beneficio di un calmieramento dei prezzi e l'elevazione della qualità del servizio distributivo nel suo complesso, assorbendo ingenti quantità di forza lavoro e che le scelte a nuove autorizzazioni di licenza per i centri commerciali attengono esclusivamente al governo del territorio degli enti locali su linee guida regionali e alle libere scelte imprenditoriali degli operatori in una logica di libera concorrenza che fa decidere la convenienza degli investimenti solo al gradimento o meno dei consumatori».


DI STEFANO (AN): «LEGGE SULLA GRANDE DISTRIBUZIONE: CELERITÀ SOSPETTA»

Ma le polemiche non sono finite. Attacchi continuano a piovere sul merito ma anche sulla forma e sulla procedura adottata nell'approvazione della legge.
«Tutte le leggi sono uguali ma, evidentemente, alcune sono più uguali di altre e corrono lungo corsie preferenziali, come nel caso delle legge sulla grande distribuzione che ha goduto di uno zelo per lo meno sospetto» con queste parole il consigliere regionale di An Fabrizio Di Stefano commenta i tempi brevissimi con i quali è stata pubblicata sul Bura la legge che spiana la strada alla deregolamentazione nel settore del commercio.
«Così come anche il rinvio della commissione che avrebbe potuto porre rimedio al disastro fatto nell'ultimo Consiglio lascia un po' perplessi – continua Di Stefano – non certo per le motivazioni addotte, a tal proposito auguriamo al collega Di Stanislao una pronta guarigione, quanto per il fatto che, in circostanze analoghe e per provvedimenti urgenti, è stato concesso a Tagliente, in qualità di vice, di presiedere le sedute, cosa che stavolta non è avvenuta».
«A ciò si aggiunge che Del Turco se ne è infischiato altamente delle proteste delle associazioni di categoria, della posizione contraria di tre assessori della sua giunta e delle istanze provenienti dai rappresentanti degli enti locali e, in poco più di 24 ore, ha promulgato il provvedimento contestato consentendogli di diventare legge regionale in una sola settimana: è evidente che, tanta fretta, denota una volontà ben precisa» spiega l'esponente di An.

CONFCOMMERCIO: «LE TRE “FREGATURE” DELLA REGIONE ABRUZZO»

Ancora una volta la Confcommercio si inserisce nel dibattito entrando “a gamba tesa” e ricordando il significato della parola «Fregatura: truffa, delusione, contrattempo dannoso. Ecco come definisce il dizionario della lingua italiana Devoto/Oli un atteggiamento dannoso».
«Come si spiega», si chiede la Confcommercio, «che in queste ultime ore il numero dei consiglieri contrari ai provvedimenti di liberalizzazione all'insediamento delle grandi strutture di vendita/centri commerciali e degli orari di apertura e chiusura dei negozi è nettamente superiore a quello sparuto che, ahimè, ha votato solo alcuni giorni fa tali provvedimenti? Sembra quasi che un numero sparuto di “kamikaze” sia stato in grado, martedì 23 ottobre, di mettere “sotto scopa” l'intero Consiglio, facendo irresponsabilmente approvare una legge che, ora, la stragrande maggioranza dei consiglieri, con appresso numerosi “Assessori”, vuole in fretta abrogare, addirittura nel Consiglio Regionale di domani.

Ma tutto questo non ha il sapore delle fregatura?».
Altro passaggio caustico l'associazione la dedica alla mancanza di trasparenza dovuta alle “difficoltà” legate alla conoscenza di quei nomi che hanno permesso l'approvazione della legge.

06/11/2007 8.49

UN ORDINE DEL GIORNO DI AN PER IMPEGNARE LA PROVINCIA DI CHIETI

CHIETI. Un ordine del giorno, da sottoporre all'attenzione del Consiglio provinciale di Chieti, per chiedere al presidente della Giunta provinciale di intervenire in merito alle modifiche apportate dalla Regione alla legge sul Commercio, modifiche che ancora una volta penalizzano i piccoli commercianti a vantaggio della grande distribuzione.
E' l'iniziativa che Antonio Tavani, consigliere provinciale di Alleanza nazionale e sindaco di Fara San Martino, ha promosso insieme agli altri consiglieri di An, Mauro Febbo, Filippo Andreacola e Mario Ciarrapico.
«La Regione Abruzzo – sottolinea al proposito Tavani - ha legiferato sulla materia del commercio, di fatto dando il via alla totale liberalizzazione dei centri commerciali, dimostrando ancora una volta totale debolezza nei confronti dei richiami della grande distribuzione, a danno dei piccoli centri interni e dei piccoli imprenditori del commercio. Per di più – aggiunge l'esponente di An – tali decisioni sono state prese nel corso di una votazione avvenuta in piena notte, un vero e proprio blitz politico/amministrativo, che ha prodotto due modifiche alla legge regionale n. 25 sul commercio”. Il gruppo consiliare di An pone l'accento sul fatto che tutte le decisioni sono state assunte senza alcuna concertazione, tanto che anche le associazioni di categoria - in primis Confcommercio e Confesercenti – hanno pesantemente protestato contro il blitz, definendolo “la più grave offesa alle imprese commerciali abruzzesi, che uccide l'idea stessa della concertazione».
Tavani sottolinea infine che «il ruolo della Provincia deve essere anche teso al riequilibrio delle opportunità tra le aree interne e i grandi centri, raggiungibile attraverso la valorizzazione delle vere risorse dell'Abruzzo interno (turismo, tipicità, emergenze culturali, tradizioni e folclore, centri storici intatti) oltre che delle sue intelligenze e della loro capacità di innovazione»; per questo chiede al presidente del Consiglio, Agostino Monteferrante, di inserire l'ordine del giorno urgente nel prossimo Consiglio comunale e di impegnare il presidente e la Giunta ad inoltrare una formale richiesta di abrogazione degli emendamenti modificati.

06/11/2007 12.02

MENNA (SDI), «FACCIAMO ARRETRARE LA GIUNTA»
«Esprimo la mia più assoluta contrarietà alle recenti modifiche legislative introdotte dalla Regione Abruzzo nel settore del commercio e della grande distribuzione in particolare. La liberalizzazione selvaggia non può essere la strada da seguire».
E' il secco commento del commissario provinciale dello Sdi, Osvaldo Menna, che boccia categoricamente i due emendamenti, approvati trasversalmente da maggioranza e opposizione in Consiglio Regionale, che modificano la legge sul commercio in Abruzzo.
«Un provvedimento che va a colpire le piccole realtà commerciali di provincia, quelle attività a gestione familiare che rappresentano il vanto e la base del comparto economico del nostro territorio e dell'intera Penisola».
Nel corso del prossimo consiglio provinciale, Menna presenterà un ordine del giorno «con il quale impegnare la Giunta e il presidente, affinché chiedano ufficialmente alle istituzioni regionali di fare un passo indietro, di porre rimedio alla situazione di estrema gravità ingenerata con l'introduzione di quelle sciagurate norme che avvantaggiano i grandi a discapito dei più piccoli»


06/11/2007 13.30