Sanità. La Fsi a Del Turco:«non si può sempre tagliare sul personale»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. L’Abruzzo è riuscito ad evitare il baratro della bancarotta per i debiti della sanità e rimettersi sulla buona strada dei conti in ordine. Del Turco ha incassato dai ministeri di Economia e Salute un maxi fondo per l’Abruzzo di 420 milioni di euro.
L'Abruzzo ha superato «l'esame del tavolo di monitoraggio» e per i conti della Regione dopo anni si apre lo spiraglio di un riequilibrio per evitare la bancarotta.
Si respira aria di tranquillità in Regione anche se la Federazione Sindacati Indipendneti intende mettere i puntini sulle i su spesa sanitaria e gestione complessiva del settore.
«Finalmente sembra scongiurato il commissariamento della Regione - afferma la Coordinatrice nazionale comparto Sanità della F.S.I. Silvana Sisti - ma l'invito che vogliamo fare al Presidente della Regione è quello che se anche ha evitato l'imbarazzo di avere un funzionario da Roma con il compito di mettere tasse, ticket e controllare ogni bolletta compresa quella della luce, la vicenda della finanziaria regionale “FIRA” è ancora una ferita aperta per tutti gli abruzzesi, un pezzo consistente del disastro della sanità regionale, che ebbe inizio proprio quando le casse della Regione furono rimpinguate. Nel ricordare al Presidente che sono in scadenza i contratti con tutti i fornitori, a partire da quelli delle cliniche private e non ultimo consulenze ad amici degli amici, che ancor oggi costituiscono una considerevole fetta di esborsi da parte delle casse pubbliche, ci auguriamo come Organizzazione sindacale, che ci si metta a lavorare seriamente per far diventare quei costi coerenti con gli obiettivi del piano di rientro riservando alle politiche del personale della Sanità una attenzione prioritaria che non può semplicisticamente tradursi in percentuali di taglio».
«Colgo inoltre l'occasione per ricordare all'Assessore Mazzocca – aggiunge la Referente regionale F.S.I. Giovina D'Ortenzio – che ci sono ben 400 precari che da anni stanno pagando gli effetti di una politica scellerata, il cui andamento è quello di 2 passi avanti e 4 indietro. I piani di stabilizzazione devono essere varati nell'immediato e resi pubblici ed attuati in ogni amministrazione pubblica abruzzese. Questo per noi costituirebbe il primo vero atto di buona politica». -


TAGLI DEL PERSONALE AUSL DI PESCARA

Nell'ultimo incontro all'Asl di Pescara sul fabbisogno delle risorse umane dell'intera struttura si è riacceso lo scontro.
La direzione ha dichiarato, a voce del Direttore Amministrativo Bladelli e Direttore Sanitario Boccabella, l'intenzione di voler procedere ad un «ulteriore taglio del personale pari al 5%».
Tale riduzione sarebbe da riferirsi, dicono dall'Amministrazione, alla fotografia del personale esistente al 2002 previsto dall'allora dotazione organica imposto dalla Regione Abruzzo.
L' F.S.I. ha immediatamente e duramente negato qualsiasi ipotesi di accordo che contempli tagli del personale.
Il rappresentante del Direttivo Nazionale F.S.I. Angelo Pancione ha affermato: «siamo contrari al taglio dei posti vacanti proposto da questa Amministrazione, e favorevoli ad una loro trasformazione si' da assorbire tutto il personale che da anni subisce la condizione di precario a causa di una oggettiva e dimostrata scarsa capacita' gestionale. L' amministrazione ha anche dichiarato che le cause del buco del bilancio sono riferite a 1) diagnostica privata 2) medici di base 3) elevati costi dei farmaci».
«Non capiamo», ha concluso D'Ortenzio, «come mai debbano sempre essere i lavoratori a farne le spese e metterci la pezza , Rispondiamo a questo tipo di proposte lanciando da subito una campagna di civiltà, oltreche' sindacale, contro ulteriori tagli del personale e contro ogni forma di precariato che da tali tagli scaturiscono, ( i precari attualmente presenti negli organici della Asl sono circa 400 e solo 70 hanno ottenuto finora un contratto), al fine di porre fine a questa iniqua e scellerata politica gestionale dell'Asl e della Regione».

05/11/2007 11.22