Ial Cisl, la Regione revoca il finanziamento di 560 mila euro

Alessandro Biancardi

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IL BUCO MILIONARIO. ABRUZZO. Documenti non consegnati come prescritto dalle norme e lo Ial Cisl perde i finanziamenti della Regione. Un “bottino” di 560 mila euro che l'Istituto addestramento lavoratori vede sfumare a cose fatte e che verranno riscritti nel bilancio della Regione, resi nuovamente disponibili per altri enti.
IL BUCO MILIONARIO. ABRUZZO. Documenti non consegnati come prescritto dalle norme e lo Ial Cisl perde i finanziamenti della Regione. Un “bottino” di 560 mila euro che l'Istituto addestramento lavoratori vede sfumare a cose fatte e che verranno riscritti nel bilancio della Regione, resi nuovamente disponibili per altri enti.

Non c'è fine ai guai dello Ial.
Dopo la scoperta del maxi buco di 35 milioni di euro nelle casse dell'istituto che forma i lavoratori del domani, adesso anche la Regione toglie una bella fetta di finanziamenti già stanziati.
Soldi che, in una voragine come quella creatasi nei conti dell'istituto Cisl, erano pur sempre una piccola boccata d'aria.
La decisione è scritta nero su bianco sulla determina dirigenziale a firma del direttore generale Antonio Di Paolo, e pubblicata sul Bura del 2 novembre.
La Regione determina «di revocare l'aggiudicazione definitiva», si legge nella delibera, dei soldi che erano già stati disposti lo scorso 4 maggio «a causa della mancata presentazione della documentazione richiesta nei termini all'uopo stabiliti».
I soldi che non arriveranno mai dovevano finanziare "percorsi integrati per l'inserimento occupazionale dei diversi gruppi di soggetti svantaggiati" e "il reintegro socio lavorativo dei detenuti".
La Regione adesso sembra inflessibile e precisa, sebbene negli ultimi dieci anni non si sia mai accorta dei soldi mancanti e del disagio di insegnanti mai pagati e studenti mai rimborsati (nonostante andassero periodicamente a lamentarsi).
Oggi i documenti non vengono consegnati e i soldi vengono bloccati.
Sul caso scoperto da PrimaDaNoi.it nessun ente e nemmeno la magistratura, a quanto se ne sa, si è mosso per verificare che fine abbia fatto un fiume di denaro pubblico.
In quali tasche sono finiti? Per fare cosa?
Eppure anche negli anni scorsi lo Ial doveva presentare regolarmente documenti in cui si certificava l'assoluta perfezione dei bilanci.
E la Regione, carte alla mano, non si sarebbe mai accorta dei contributi non versati all'Inps e le tasse evase che l'Agenzia delle entrate dovrebbe recuperare e che ammonterebbero ad oltre 10 milioni di euro.
Ma non solo.
Pare che adesso lo Ial dovrà anche risarcire in qualche modo la Regione per questi documenti non presentati.
Non è chiaro a quanto ammonti questo nuovo debito ma la delibera dice chiaramente che la Regione dovrà provvedere «alla predisposizione degli atti amministrativi finalizzati all'escussione della cauzione provvisoria, (polizza fidejussoria nr. 30 stipulata dallo Ial con la Piemontese Assicurazioni S.p.A. di Roseto degli Abruzzi) a favore della Regione Abruzzo».
Nei mesi scorsi, dopo la scoperta del mare di debiti, lo Ial Cisl si era detto pronto a risistemare tutto senza però bloccare i corsi.
La Regione, infatti, sebbene le notizie inquietanti sul malloppo di 35 milioni finito chissà dove, non aveva mai bloccato l'accreditamento.
Gli insegnanti hanno continuato a lavorare (aspettando gli stipendi arretrati) e gli studenti hanno continuato ad iscriversi (molti ignari del fatto che per ricevere i rimborsi dovevano aspettare qualche annetto).
E a tutto questo si devono aggiungere le forti critiche di quanti contestano allo Ial di essere il classico ente «pronto ad accogliere le istanze della politica», «serbatoio di clientele» dove non mancano parenti e politici che hanno trovato qui uno stipendio dignitoso, spesso senza mai superare una selezione pubblica.
Ma oggi, sembra evidente, che senza l'aiutino economico della Regione, sarà più difficile mandare avanti la baracca… e fare finta che non sia successo niente.

Alessandra Lotti 03/11/2007 11.17


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