Variazione bilancio Regione:«penalizzato ancora il mondo che produce»

Alessandro Biancardi

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Variazione bilancio Regione:«penalizzato ancora il mondo che produce»
ABRUZZO. Con l’approvazione da parte del Consiglio Regionale della variazione di bilancio della Regione Abruzzo, le Associazioni di Categoria abruzzesi denunciano fermamente «l’atteggiamento di superficialità e disattenzione dimostrato ancora una volta dal mondo politico nei confronti della società civile e, in particolare, del mondo delle imprese che produce, fa ricchezza e contribuisce in gran parte anche alla composizione del gettito fiscale». «QUESTA È LA DITTATURA DEL PRESIDENTE DEL TURCO» VERIFICA SANITA’:ARRIVANO 420 MILIONI DAL GOVERNO 31 SINDACI:«VOGLIAMO QUELLO CHE CI SPETTA»  

LA VIGNETTA DI GIO



Con ciò le Organizzazioni rappresentative della realtà produttiva abruzzese che fanno capo alla Confindustria rimarcano non solo come nel merito il provvedimento «abbia operato tagli quasi esclusivamente sulle risorse destinate alle attività produttive, ma anche, nel metodo, come non vi sia stata, preventivamente, la minima concertazione e condivisione con le forze sociali».
«Tale grave atteggiamento», sostiene Confindustria, «è stato perseguito dalla Giunta Regionale prima, che nonostante le reiterate richieste di confronto non ha avviato la concertazione dovuta, e dal Consiglio regionale poi, che con estrema superficialità non ha voluto accogliere le richieste volte a rinviare di 24/48 ore l'approvazione del provvedimento al fine di permetterne una rivisitazione in concertazione con le associazioni datoriali. La gravità della situazione finanziaria della Regione e la perdita di competitività del sistema produttivo, non permettono più rinvii sulle scelte di programmazione regionale necessarie».
Per Confindustria la gravità della questione sanitaria «impone scelte decise, seppur dolorose e non è più pensabile che i costi di una amministrazione scellerata siano fatte ricadere sulle imprese e sui cittadini con una imposizione fiscale ormai insostenibile, soprattutto in termini di asset competitivo».
«Allo stesso modo», aggiungono i vertici aquilani della associazione, «la questione sanitaria non può più distrarre l'attenzione dalla necessità di dover assumere scelte strategiche non più rinviabili quali, ad esempio, quelle legate alla riforma (a costo zero) degli enti strumentali della Regione, della riduzione dei costi della politica, dello snellimento dell'apparato amministrativo e della semplificazione amministrativa, dell'elaborazione di adeguate leggi di settore (industria e innovazione, commercio, artigianato, cooperazione) , di provvedimenti tesi a sostenere il credito delle PMI e l'internazionalizzazione.Su tali questioni le associazioni di categoria abruzzesi, confermando un sentimento di profonda insoddisfazione per il distacco dai problemi della società civile più volte dimostrato dalle componenti politiche - istituzionali della regione, chiedono l'avvio di un immediato e serrato confronto con le Istituzioni regionali, rimarcando come non sia più possibile operare ulteriori rinvii sulle scelte di programmazione economica sociale, così come, allo stesso tempo, non sia più pensabile mantenere, in Abruzzo i livelli attuali di pressione fiscale che compromettono, assieme agli altri deficit strutturali e infrastrutturali della regione, la stessa tenuta del tessuto produttivo abruzzese».

25/10/2007 10.20

DI STEFANO (AN):«FINANZIARIA COME IL MERCATO DELLE VACCHE»

«Nell'ultimo Consiglio regionale – polemizza Di Stefano – abbiamo assistito ad un indecoroso mercato delle vacche nel corso del quale alcuni hanno “incassato” come nel caso di Di Matteo ed i suoi corsi di mountain-bike o di Verticelli, con l'opportunità offerta all'Arssa di sforare il patto di stabilità; altri, meno potenti, sono dovuti rimanere in religioso silenzio e pronti ad alzare la mano a comando».
«Che, però, nonostante il voto favorevole sulla manovra, il governo Del Turco abbia il fiato corto – sottolinea l'esponente di An – è testimoniato dalle defezioni che progressivamente stanno erodendo i numeri assembleari: prima era stata l'Italia dei Valori a decretare l'uscita dalla maggioranza, quindi l'assenza polemica dai lavori consiliari del capogruppo dell'ex-Margherita, Maurizio Teodoro, per finire con le dimissioni del presidente della prima commissione, Angelo Orlando, prontamente avallate con attestati di solidarietà dai vertici regionali di Rifondazione comunista».

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«QUESTA È LA DITTATURA DEL PRESIDENTE DEL TURCO»

RIPA TEATINA. «Non si può più andare avanti così: sono quasi tre anni che il Consiglio Regionale è esautorato dei suoi poteri da un presidente della Giunta che va avanti ponendo aut-aut dal sapore quasi ricattatorio alla sua maggioranza. Siamo di fronte ad una vera e propria dittatura del Presidente»: è questo il commento di Mauro Petrucci, sindaco di Ripa Teatina, all'indomani dell'approvazione della contestata variazione di bilancio da parte del Consiglio Regionale, che ha cancellato i fondi ai piccoli Comuni.
«Il provvedimento – precisa il Petrucci – è stato dettato dalla necessità di coprire dei debiti in materia di Sanità che sono unicamente dovuti alle inefficienze amministrative della Regione ed ai forti condizionamenti politici all'operato dei manager che non hanno tutte le libertà di azione necessarie ad una vera gestione di tipo manageriale alla soluzione dei problemi della Sanità; perciò non appare assolutamente corretto che a pagare gli errori altrui siano i piccoli Enti. Così si penalizzano soltanto i piccoli Comuni perché, privandoli delle provvidenze già concesse, si bloccano quelle poche possibilità di investimento di cui esse potrebbero fruire, in considerazione anche della scarsezza di bandi e di fondi regionali, mentre rimangono garantite le prebende agli “amici”».
Anche il Comune di Ripa Teatina, fidando sui contributi presenti nella cosiddetta legge Omnibus, entrata in vigore il 6 ottobre scorso, aveva iscritto in bilancio i finanziamenti regionali per alcune importanti opere pubbliche del territorio e il 15 ottobre erano stati conferiti gli incarichi tecnici per la redazione dei progetti riguardanti le opere per le quali sono stati concessi i contribuiti. Poi, come un fulmine a ciel sereno, la comunicazione della direzione dei Lavori Pubblici della Giunta Regionale del 22 ottobre e l'approvazione, ieri, della variazione di bilancio, hanno cancellato di fatto i fondi a disposizione, già impiegati.
«Il metodo adottato – spiega il primo cittadino – per sospendere le disposizioni della legge Omnibus appare sotto l'aspetto dei principi di diritto pubblico e della legittimità molto discutibile e va sottolineato che la comunicazione della direzione dei Lavori Pubblici non è stata affatto tempestiva, essendo stata acquisita ben sedici giorni dopo l'entrata in vigore della legge. Intendo andare avanti comunque con gli incarichi assegnati ed eventualmente chiederò il pignoramento dei beni regionali a copertura delle spese».
25/10/2007 10.22

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31 SINDACI:«VOGLIAMO QUELLO CHE CI SPETTA»

Serietà, concretezza, programmazione e rispetto delle regole.
Si è articolato intorno a questi quattro temi l'incontro che ha visto ieri, mercoledì 24 ottobre, a Catignano ben trentuno sindaci del comprensorio pescarese, riuniti intorno ad un tavolo per discutere della recente approvazione della variazione di bilancio e ai numerosi conseguenti tagli, che hanno visto, tra l'altro, privare i Comuni abruzzesi di fondi per 16 milioni di euro.
«'Siamo ben consci delle difficoltà che le casse regionali devono e dovranno affrontare, e non saremo certo noi a contestare la ricerca di una soluzione per ripianare il debito sanitari», hanno detto, «Vorremmo, però, far presente alla Regione che ci sentiamo beffati e rivendichiamo un impegno serio dei Presidenti Del Turco e Roselli a darci quello che ci spetta con la prossima Finanziaria. Vorremmo poi chiarezza sui conti di Sanità, un vero proprio pozzo di San Patrizio dentro il quale confluiscono milioni di euro, e, ci teniamo a ribadire, che se si chiedono sacrifici ai Comuni, che si chiedano a tutti! Per questo reclameremo un incontro con i Presidenti di Giunta e Consiglio e con i capigruppo all'Emiciclo ai quali invieremo tra qualche giorno un documento congiunto con le nostre proposte».
«Per moltissimi Comuni, soprattutto per quelli piccoli e medi, i fondi regionali ascritti nei tanto contestati ‘elenchi' della Omnibus, sono di primaria importanza e molti di noi hanno già impegnato le somme promesse, dopo che la legge Omnibus fu approvata dal Consiglio regionale nell'ultima seduta agostana e pubblicata sul Bura dello scorso 5 ottobre», hanno raccontato i sindaci della provincia di Pescara che hanno precisato, «I fondi promessi, annunciati con missive esultanti del presidente Roselli e dei capigruppo di riferimento all'Emiciclo, sono praticamente stati cancellati martedì scorso, e preannunciati da una sciagurata lettera di un dirigente regionale arrivata qualche giorno prima, che in sostanza spiegava che il sostegno regionale non sarebbe più pervenuto».
«Questo incontro», hanno ripetuto più volte, «vuole essere un momento propositivo, perché è giunto il momento di ridare voce ai Comuni, reali portatori di esigenze collettive, e di salvaguardare le esigenze dei cittadini. Ci costituiremo in un Comitato permanente con riunioni periodiche ed itineranti per discutere dei problemi che ci troviamo ogni giorno a dover affrontare e soprattutto perché la Regione comprenda che deve esserci una divisioni dei ruoli. C'è chi legifera e controlla e c'è chi gestisce. Nessuno di noi difende la Omnibus», hanno precisato i primi cittadini presenti all'assemblea di Catignano, «ma ad una situazione caotica si risponde con le regole e non ci sembra che queste siano state rispettate. Ecco allora che è arrivato il momento di pensare a leggi serie per i piccoli comuni in grado di analizzare le realtà territoriali in base ai diversi parametri: la popolazione, l'ampiezza del territorio, la sua tipologia. Insomma si deve tornare a parlare di territorio: spesso i nostri sono Comuni molto piccoli con una grande realtà da amministrare. Ecco allora che i trasferimenti di piccole somme diventano utili per asfaltare questa o quella strada, per realizzare un marciapiede, per mettere in sicurezza strutture spesso fatiscenti. E non ci vengano a dire che possiamo contare sulle Leggi di settore, che hanno dei limiti di spese ammissibili davvero ridicoli, che andrebbero assolutamente rivisti. Stiamo navigando fra mille contraddizioni e mille incertezze, vorremmo che Bilanci e Finanziarie regionali non fossero più una lotteria, ma che dessero certezze ai nostri Comuni».

ECCO CHI SONO I SINDACI

Erano presenti, all'assemblea presieduta dal Sindaco di Catignano, Francesco Lattanzio, che ha precisato la ''coralità'' dell'evento i sindaci dei Comuni di Alanno (Enisio Tocco), Bolognano (Silvina Sarra); Carpineto della Nora (Giovanni Morretti), Castiglione a Casauria (Rosario Martino); Città Sant'Angelo (vicesindaco Gabriele Floridi); Civitaquana (Enzo Trabucco); Civitella Casanova (Alessandro Lattocco); Colleorvino (Massimiliano Volpone); Corvara (Danilo Di Costanzo); Cugnoli (Lanfranco Chiola); Elice (Delegato del Sindaco); Farindola (Massimiliano Giancaterino); Loreto Aprutino (Delegato, Assessore Moreno Sablone); Montebello di Bertona (Antonio Nardicchia); Penne (Donato Di Marcoberardino); Pianella (Giorgio D'Ambrosio); Picciano (Delegato); Pietranico (Giovanni De Luca); Roccamorice (Francesco Palombo); Rosciano (Gianfranco Passeri); Salle (Florindo Colangelo); Sant'Eufemia a Majella (Mario Crivelli); Scafa (Dino Marangoni); Spoltore (Franco Ranghelli); Tocco da Casuaria (Riziero Zaccagnini); Torre de' Passeri (Delegato, assessore Paolo D'Innocenzo); Vicoli (Catia Di Iulio), Villa Celiera (Francesco Chiavaroli). I sindaci di San Valentino (Giannino Ammirati) e Turrivalignani (Roberto Di Cecco), impossibilitati a partecipare all'incontro, hanno fatto sapere di essere concordi con le decisioni prese.

25/10/2007 14.21

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VERIFICA SANITA':ARRIVANO 420 MILIONI DAL GOVERNO

Ha avuto esito positivo la seconda verifica del tavolo di monitoraggio dei Ministeri della Salute e dell'Economia rispetto al piano di rientro del deficit sanitario della Regione Abruzzo.
Ammontano a ben 420 milioni di euro le risorse ulteriori, dopo i 400 già assegnati all'Abruzzo a seguito del primo esame del luglio scorso, che saranno convogliate verso il sistema sanitario regionale.
A darne notizia è l'assessore alla Sanità Bernardo Mazzocca che, questa mattina, a Roma, negli uffici di via XX Settembre, ha partecipato alla riunione insieme ai tecnici degli assessorati alla Sanità ed al Bilancio e dell'Agenzia Sanitaria regionale.
«La nostra ragionevole aspettativa di veder premiati gli sforzi profusi» ha commentato l'assessore alla Sanità, Bernardo Mazzocca, «è stata soddisfatta e questo è stato possibile grazie all'approvazione di ieri in Consiglio Regionale della variazione di bilancio che ha ripristinato, nella sua integrità, il fondo sanitario regionale».
L'assessore, che ringrazia le strutture dei due assessorati e dell'Agenzia Sanitaria per il proficuo lavoro svolto, convoca per le 12 di domani a Pescara, nella sede di Viale Bovio, una conferenza stampa nella quale verranno illustrati i particolari. All'incontro con i giornalisti sarà presente il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco.

«Una scelta saggia e consapevole del Governo regionale e una grande prova di responsabilità del consiglio regionale hanno salvato l'Abruzzo dal commissariamento e lo hanno iscritto nel novero delle regioni che hanno cominciato a risanare definitivamente il proprio budget sanitario».
E' il commento del presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, alla decisione assunta oggi dal Governo, dopo il tavolo di monitoraggio dei ministeri di Economia e della Salute, di erogare immediatamente 420 milioni di euro in favore della Regione Abruzzo.
«Si tratta di una giornata importante per tutti - ha aggiunto Del Turco - e quando si spengono i rumori delle polemiche immotivate, l'Abruzzo ricompare per ciò che è: una regione che punta, attraverso il suo risanamento, a riprendere la strada dello sviluppo e del progresso economico e sociale».


25/10/2007 14.29