Consiglio straordinario su emergenza idrica: troppi assenti e nulla di fatto

Alessandro Biancardi

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 L'AQUILA. Si è svolta questa mattina la seduta straordinaria del Consiglio regionale dell'Abruzzo dedicata ai problemi della gestione delle risorse idriche dopo l'emergenza estiva. La seduta, convocata presso la vecchia aula consiliare, è stata aperta da un intervento del Consigliere Gianni Melilla (Sinistra Democratica). IL NOSTRO APPROFONDIMENTO ED IL DOSSIER CON I DOCUMENTI

 L'AQUILA. Si è svolta questa mattina la seduta straordinaria del Consiglio regionale dell'Abruzzo dedicata ai problemi della gestione delle risorse idriche dopo l'emergenza estiva. La seduta, convocata presso la vecchia aula consiliare, è stata aperta da un intervento del Consigliere Gianni Melilla (Sinistra Democratica).




IL NOSTRO APPROFONDIMENTO ED IL DOSSIER CON I DOCUMENTI



Un consiglio regionale voluto per fare chiarezza su quello che è stato definito lo scandalo più grosso d'Abruzzo che non ha trovato né i responsabili ma incredibilmente nemmeno le soluzioni al problema.
Incredibilmente l'unica soluzione trovata al momento è stata quella di riaprire i pozzi inquinati.
«E' ora di fare chiarezza e assumere decisioni che riportino certezza e tranquillità nei cittadini rispetto alla qualità dell'acqua potabile e alle modalità con le quali viene gestita», ha dichiarato Melilla, che ha anche voluto riassumere ed elencare ai colleghi consiglieri i danni causati dalla drammatica emergenza idrica avuta a Pescara nei mesi estivi.
«Al disagio delle famiglie- ha ricordato Melilla nel corso del suo
intervento- si aggiunge il danno economico di tante aziende che hanno bisogno di acqua per le loro attività imprenditoriali. Ma il punto ancora aperto e' che l'acqua oggi a disposizione arriva da pozzi sospetti ed e' sicuramente non pura, pur essendo la regione Abruzzo ricca di sorgenti pure».
Assente al consiglio il presidente Del Turco (occupato a Pescasseroli per l'emergenza orsi) e la minoranza non si è fatta mancare l'occasione per accusare: «l'assenza del presidente conferma l'incapacità di questa amministrazione di dare risposte ai problemi dei cittadini», ha tuonato il capogruppo dell'Italia di Mezzo, Giorgio de Matteis che ha aggiunto: «è inaccettabile e scandaloso che, in un territorio diviso in così tanti Ato (Ambiti Territoriali Ottimali), non si sia potuto garantire un adeguato controllo della qualità dell'acqua tanto da arrivare alla preoccupante situazione che ha colpito la città di Pescara».
E le accuse sono piovute anche dalla stessa maggioranza: «le imbarazzanti assenze del Presidente Del Turco, dell'ex Presidente Pace ed un'aula consiliare praticamente vuota», ha sottolineato Daniela Santroni (Rc) rendono un'immagine scandalosa del livello della sensibilità della classe politica regionale dinanzi alla drammatica emergenza idrica e ai problemi reali della nostra regione».
Santroni ha ricordato una estate caratterizzata da «500mila persone rimaste a secco per oltre un mese, una popolazione in coda per riempire taniche d'acqua, l'ira dei commercianti che non potevano lavorare non sono serviti a sensibilizzare una classe politica ripiegata su se stessa».
«Stiamo ancora perdendo tempo, i pozzi sono rimasti aperti, nessuno ha chiaro chi deve fare le analisi e certificare la qualità dell'acqua e non è arrivata nessuna soluzione per affrontare seriamente il problema ed individuare le responsabilità dei gravi disservizi che compromettono l'ambiente e la qualità della vita».
«Occorre individuare – ha tenuto a ribadire Di Stefano (An)– con precisione le colpe di chi doveva vigilare e non l'ha fatto, non caricare la croce, indistintamente, sui soggetti preposti alla programmazione e alla gestione del servizio idrico integrato in Abruzzo: nella fattispecie dell'emergenza dell'area pescarese-teatina, l'ACA aveva il compito (in quanto gestore del servizio) di garantire la correttezza dei controlli e la bontà del prodotto erogato, ciò non è accaduto e, non essendoci scusanti, l'unica conseguenza possibile è l'azzeramento del cda».
Sulla riforma presentata dalla giunta regionale, l'esponente di An ha le idee chiare: «Certamente il settore va rivisto e razionalizzato, eliminando sprechi ed inefficienze, ma non è sufficiente ridurre gli enti d'ambito per tagliare i costi della politica, perché il vero nodo della spesa ruota intorno alle consulenze ed alle assunzioni clientelari che, con troppa facilità, da alcune parti è stato fatto; comunque sia noi faremo la nostra parte in questo processo di riordino, segnalando – sin da ora – che portare da sei a quattro gli Ato è nient'altro che un pannicello caldo».


SROUR HA CHIESTO L'AMMINISTRATORE UNICO

«Un amministratore unico altamente professionale che sappia affrontare il problema di una rete obsoleta e quello di una inadeguata distribuzione delle competenze». Lo ha chiesto l'assessore regionale con delega al Ciclo idrico integrato dell'acqua, Mimmo Srour.
«Paradossale - ha detto Srour - è che distribuiamo una quantità d'acqua tre volte superiore alla media europea e che abbiamo delle sorgenti purissime quando poi spendiamo soldi per rendere potabile qualcosa che nel frattempo si è contaminato».
«La storia dell'inquinamento dei pozzi Sant'Angelo - ha fatto poi notare Srour - risale al 2004, quando Arta ed Asl rilevarono anomalie nelle analisi effettuate. Dal novembre 2005 la nostra Giunta ha fatto tre delibere, escludendo l'utilizzo di quei pozzi e disponendo lo scavo di due pozzi alternativi a Bussi. Ora, il problema vero non è scavare altri pozzi, ma rinnovare la rete in modo che non si abbia più una perdita del 33 per cento e nella Marsica anche del 50 per cento.
La legge da me proposta, e che è aperta al contributo anche dell'opposizione, prevede proprio questo: interventi strutturali ma anche correzioni gestionali per ridurre i costi e per rendere il servizio efficiente» Alla seduta odierna del Consiglio si è parlato anche di soldi non spesi per l'ammodernamento della rete: 15 milioni per l'opposizione, 50 milioni (di cui 8 solo nell'Ato 4 di Pescara) per la maggioranza.
Dai consiglieri intervenuti (Melilla, che ha letto la relazione introduttiva, Pagano, Di Matteo, De Matteis Domenici, Pisegna, Di Stefano) è giunto l'appello a stringere i tempi e soprattutto a fugare i dubbi degli utenti sulla bontà della nostra acqua. Srour, infine, ha ribadito il suo impegno a portare avanti la legge di riordino, prioritaria rispetto a qualsiasi altra decisione.

04/10/2007 16.12