Orsi uccisi. 20mila euro a chi consegnerà i responsabili

Alessandro Biancardi

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Orsi uccisi. 20mila euro a chi consegnerà i responsabili
ABRUZZO. La perdita di un maschio, una femmina in età riproduttiva e un giovane su una popolazione di 30-50 orsi può costituire un colpo mortale alla specie. Nelle ultime ore scoperti anche due lupi uccisi nella stessa maniera. Un abisso tra le proposizioni degli Enti che dovrebbero tutelare la specie e le reali azioni che dovrebbero essere messe in campo. ALTRI DUE ORSI MORTI E RITROVATI 15 GIORNI FA PECORARO SCANIO:«SARO’ A PESCASSEROLI DOMANI 4 OTTOBRE» LA NOTIZIA DEL RITROVAMENTO
Ha fatto in un attimo il giro del mondo la notizia degli orsi trovati morti. Forse avvelenati. Scalpore e dolore perché tutti probabilmente pensavano che quegli orsi sarebbero stati tutelati e al sicuro nel parco. A casa loro.
Con gli orsi avvelenati anche l'immagine dell'Abruzzo potrebbe cambiare, una regione che forse è cambiata a tal punto da essere divenuta incompatibile con la vecchia immagine di sé?
Resta da scoprire i responsabili ed il movente del gesto da sciacalli.
Di sicuro nei mesi scorsi era aumentata l'insofferenza nei confronti dei plantigradi che si facevano vedere sempre più spesso nei paesi e creavano danni soprattutto ai pollai.
E il Wwf chiede un ‘RIS' per la tutela dell'orso marsicano, una squadra investigativa in grado di condurre indagini puntuali e rintracciare i responsabili di un reato gravissimo che distrugge la nostra fauna. Il sito dell'associazione oggi listato a lutto.

TRE ORSI E DUE LUPI

Sono in totale tre gli esemplari di orso bruno marsicano ritrovati. A questi si aggiungono due lupi ritrovati nella serata di ieri nella stessa zona.
Si tratta di specie tra le più importanti della fauna italiana.
Tra questi l'orso Bernardo, diventato famoso nel mondo per le sue incursioni nei paesi del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. A proteggerlo era nata l'Associazione “Amici di Bernardo” che risarciva i proprietari delle galline di cui sembra che Bernardo fosse ghiotto.
«Sempre nella Marsica l'anno scorso sono stati ritrovati più di 10 grifoni avvelenati e tanti altri animali – commenta Fulco Pratesi, Presidente onorario del WWF Italia - E' chiaro che si tratta di un'area ad alto rischio. Ma tutta l'Italia lo è. Stiamo distruggendo una delle ricchezze attorno a cui è nata e fiorita l'economia di intere regioni. Consentire che si perda un orso o un lupo alla volta è come lasciar sfregiare un'opera d'arte, è un atto insano come prendere a martellate la Pietà di Michelangelo. Siamo profondamente indignati: dopo una stagione di incendi – e l'Abruzzo è la regioni più colpita - i Parchi e la loro fauna continuano a subire colpi. Ora serve una risposta ferma e puntuale sulla prevenzione».
Allo sconcerto il Wwf aggiunge la propria profonda preoccupazione per il significato e le implicazioni di quest'atto: l'uccisione di questi rari esemplari, infatti, si aggiunge al triste record estivo della ragione Abruzzo, risultata una delle regioni maggiormente colpite dall'ondata di incendi dolosi che ha colpito il nostro Paese; e gli Enti coinvolti nella gestione di questa specie hanno dimostrati i propri limiti ed incapacità nelle azioni di tutela e prevenzione.

INERZIA E PAROLE VUOTE

Un esempio su tutti, la Regione Abruzzo.
«Mentre nei mesi scorsi», spiegano al Wwf, «ha tanto pubblicizzato la nascita del cosiddetto Patto per la Tutela dell'Orso Marsicano (PATOM), ovvero l'accordo tra gli enti sulla tutela dell'Orso bruno, non ha neanche risposto all'appello del Ministero dell'Ambiente per evitare la preapertura della caccia per l'emergenza incendi proprio in quelle aree interessate dagli avvelenamenti».
«C'è ormai un abisso», ha aggiunto Pratesi, «tra le emergenze e le necessità di tutela concreta di specie e aree protette, da un lato e, dall'altro, l'ossessione con la quale si traduce tutto in vuote iniziative di immagine. E spesso, troppo spesso, ormai, le attività reali sul territorio sono intraprese e condotte da volontari e associazioni, come il WWF, che pochi anni fa organizzò proprio in queste aree campi per il recupero degli alberi da frutta. Per il resto, invece, troppo spesso solo eventi, carte e tanto spettacolo, e molte, troppe sedie ed incarichi di cui fregiarsi e da spartire».

FIGURE INTERNAZIONALI

Per non parlare di viaggi.
Un viaggio in Cina di una folta delegazione di questi enti preposti alla gestione e tutela del territorio, realizzato per spiegare ai ricercatori cinesi i grandi progetti che in Italia si stanno attuando per la tutela della specie, l'orso, appunto.
Magra figura oggi da incassare a sguardo basso.
Dalla Cina era difficile accorgersi delle innumerevoli e insistenti voci che nei paesi marsicani si susseguivano circa possibili atti vendicativi verso questi esemplari.
Forse avrebbe pagato di più l'impiego di queste ingenti risorse destinate ai viaggi a favore, ad esempio, della costituzione di una banca dati sugli animali vittime di avvelenamenti, per inquadrare territorialmente il problema e supportare le indagini.

Grifoni, lupi, corvi imperiali, aquile reali, gipeti e ora l'orso: un patrimonio faunistico che continua ad essere messo a rischio da atti criminali, come l'uso dei bocconi avvelenati, la causa più probabile della morte dei tre orsi ritrovati oggi.
Un barbaro sistema di uccisione che ancora oggi non è trattato come un reato contro il nostro patrimonio naturale e culturale e contro la salute dei cittadini.

«METTERE ORDINE NELLE PRIORITA'»

Per il WWF occorre rimettere ordine nelle priorità di chi è responsabile della prevenzione e della tutela del nostro patrimonio naturale.
«Immediatamente, è necessario avviare un puntuale monitoraggio della compra-vendita delle sostanze velenose usate in agricoltura, vere e proprie armi nelle mani di gente senza scrupoli; poi, si creino strumenti appropriati di cui squadre investigative e ad alta specializzazione scientifica possano servirsi per individuare responsabilità e perseguire i reati. Ma soprattutto è necessario che il Governo rafforzi il suo impegno nella tutela della nostra biodiversità e faccia sì che i Parchi possano tornare a svolgere in via prioritaria l'attività primaria per cui sono stati creati: proteggere la natura e garantire il nostro patrimonio di biodiversità».

03/10/2007 8.30

Sabato 6 ottobre alle ore 18:00 è stata promossa una fiaccolata dal Wwf e dall'associazione Amici dell'Orso Bernardo, con appuntamento a Bisegna (AQ).
«L'iniziativa è per chiedere che venga fatta giustizia per questo atto di bracconaggio indegno di un paese civile e affinchè siano messe in campo azioni concrete per la salvaguardia degli orsi ancora in vita. Quello che è accaduto non deve rimanere una giusta ma estemporanea indignazione ma deve trasformarsi in azione sul territorio perchè questi atti non si ripetano mai più».

ALTRI DUE ORSI MORTI E RITROVATI 15 GIORNI FA

Altri due orsi morti sono stati trovati nel Parco nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise (Pnalm).
Il ritrovamento però sarebbe avvenuto una quindicina di giorni fa, ma la notizia non era stata divulgata dall'Ente Parco. Sale a cinque, quindi, il numero complessivo dei plantigradi trovati morti nel parco nelle ultime due settimane, ai quali si aggiungono due lupi e una capretta usata come esca avvelenata.
Con un'interrogazione urgente, il presidente dei senatori di Alleanza nazionale, Altero Matteoli, ha chiesto al ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, se risponde al vero la notizia della secretazione della morte di due orsi marsicani avvenuta circa venti giorni fa nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, cui si e' aggiunta ieri quella di altri tre esemplari.
«La secretazione avrebbe potuto favorire - dichiara Matteoli - la prosecuzione di azioni criminali ai danni degli orsi nel Parco Nazionale d'Abruzzo. La morte di questi esemplari rappresenta una perdita gravissima per il prezioso patrimonio biologico della specie in via di estinzione e mina i programmi di tutela e conservazione dell'orso bruno marsicano del Parco Nazionale. Ho chiesto al ministro - continua Matteoli - quali iniziative intenda porre in essere per individuare i responsabili delle azioni criminose per evitare il ripetersi di episodi cosi' gravi. Mi auguro - conclude - di avere risposte immediate ed esaustive».
«Sono stati uccisi - ha spiegato il direttore del Pnalm, Aldo Di Benedetto -da un orso adulto che ha tentato di avvicinare la mamma. Il maschio adulto considera gli orsi appena nati come una sorta di 'antagonisti' ai fini riproduttivi e spesso, come in questo caso, arriva ad ucciderli. Il tutto avviene nella cosiddetta sfera della selezione naturale».
Nessuna relazione, quindi, tra gli eventi degli ultimi giorni e quelli di oltre un mese fa secondo la direzione.

FORESTALE: ATTIVA LA TASK FORCE

Una Task Force del Corpo forestale dello Stato in difesa degli orsi, specie da tempo gravemente minacciata di estinzione e purtroppo negli ultimi giorni sotto i riflettori della cronaca, esiste da ben 3 anni ed è ora in piena attività per far luce sulla morte dei plantigradi nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.
Circa 40 uomini del Corpo forestale dello Stato, in collaborazione con il personale dell'Ente Parco Nazionale d'Abruzzo, sono sul campo alla ricerca di altri eventuali animali coinvolti nell'episodio di avvelenamento e stanno effettuando rigorosi controlli presso gli allevamenti presenti nella zona. I risultati dei primi accertamenti hanno dato, al momento, tutti esiti negativi.
«Le popolazioni d'Abruzzo hanno dimostrato di avere un forte rispetto per l'orso – dichiara Cesare Patrone, Capo del Corpo forestale dello Stato - frutto di anni di convivenza ma anche delle tante azioni di sensibilizzazione ed educazione ambientale condotte dal Corpo forestale. Purtroppo – continua Patrone – esistono anche alcuni irresponsabili, che a causa del loro comportamento criminale, rischiano di compromettere il prezioso patrimonio biologico della specie in via di estinzione. E' proprio su questi emarginati – conclude Patrone – che occorre agire con assoluta fermezza e far comprendere loro la possibile coesistenza tra le specie selvatiche e le attività produttive di montagna».
La Task Force è una struttura operativa sul territorio specializzata nell'attività di controllo e sicurezza dell'orso, coordinata dal Comando Regionale dell'Abruzzo del Corpo forestale dello Stato, e nell'attività di ricerca scientifica, coordinata dall'Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Castel di Sangro.


03/10/2007 13.55

IL SENATORE DE ANGELIS AGGIUNGE ALTRI 10MILA EURO ALLA TAGLIA

Il sen. Marcello de Angelis, membro della commissione agricoltura, ha presentato una interrogazione urgente al ministro dell'Agricoltura riguardante la morte di alcuni orsi nel Parco Nazionale d'Abruzzo. Nell'interrogazione si chiede al ministro quale siano le contromisure prese, lo stato delle indagini e se è stata predisposta una bonifica dell'area da eventuali altre trappole ed esche avvelenate che rappresentano un pericolo anche per altre specie animali. Si chiede, inoltre, come mai non sia stata mai prevista la realizzazione di un sistema di videosorveglianza, gia attivo in altri parchi europei.

«Il ritrovamento di altri esemplari di orso morti è la prova che non si sia trattato di un fenomeno isolato. L'orso rappresenta un patrimonio inestimabile per tutti i cittadini abruzzesi, italiani ed europei: chi ha compiuto questo scempio immane deve essere perseguito con grande fermezza».
Il sen. De Angelis, infine, plaudendo all'iniziativa del WWF di mettere una taglia di 10.000 euro sui responsabili del terribile gesto si dichiara disposto ad aggiungerne personalmente altri 10.000.

PECORARO SCANIO:«SARO' A PESCASSEROLI DOMANI 4 OTTOBRE»

«Giovedì 4 ottobre sarò a Pescasseroli», ha detto il ministro Alfonso Pecoraro Scanio al tg3 Abruzzo, «è necessario istituire in Italia una giornata dedicata a tutti gli altri esseri viventi. La politica del ministero è volta alla valorizzazione dei Parchi e la finanziaria 2007 ha appena sbloccato fondi per i parchi che erano rimasti incagliati negli anni scorsi. L'atto criminale a danno degli orsi marsicani in Abruzzo deve essere condannato con una condanna esemplare, come tutti gli atti criminali. Come rilevano i numerosi incedi della scorsa estate a danno dei Parchi nazionali e questo atto di barbarie nei confronti dell' orso marsicano, la politica orientata ai parchi infastidisce speculatori e bracconieri, ma il Ministero non abbasserà la guardia».

03/10/2007 14.39




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