Per lo sviluppo imprenditoriale in Abruzzo nasce la Sira

Alessandro Biancardi

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Si chiama Sviluppo imprenditoriale Regione Abruzzo (Sira) ed è, tra le altre, la proposta dell'Esecutivo regionale per incrementare le risorse finanziarie e per facilitare la nascita di nuove aziende. La proposta è stata presentata stamattina all'Aquila nel corso del seminario "Le agenzie di sviluppo locale", promosso dall'assessore agli Enti locali, Giovanni D'Amico, allo scopo di aprire un confronto con i soggetti istituzionali territoriali, anche per fronteggiare il dimezzamento delle risorse trasferibili.
Secondo una simulazione, infatti, si passerebbe dai 550 milioni di cofinanzimenti comunitari del quinquennio 2000-2006, a circa 280 milioni che potrebbero scaturire dai negoziati tuttora in corso per il quinquennio 2007-2013.
«E' in forza di questo scenario - ha spiegato l'assessore D'Amico - che il Governo regionale sta cercando di adottare nuovi modelli che pongano pubblici e pivati in un sistema sinergico per rafforzare la competitività del territorio, senza che i modelli proposti mascherino tentativi egemonici-espansivi».
La Sira avrebbe soggetto giuridico con capitale misto, Regione Enti locali e istituti di credito, assoggettato alle regole del testo unico bancario e alla vigilanza di Banckitalia.
Ad esempio, avendo a riferimento un territorio provinciale, con un fondo pari a 30 milioni di euro si potrebbero promuovere, in tre anni, 30 nuove imprese, con un media di venti occupati, e con un capitale sociale medio di 2 milioni di euro ciascuna.
Dopo il terzo anno di vita la Regione lascerebbe le sue quote al mercato, reinvestendo le risorse per la creazione di nuove imprese.

«L'ipotesi sulla quale stiamo lavorando - ha puntualizzato D'Amico - andrebbe ad incidere significativamente sullo sviluppo di nuova imprenditorialità perchè Sira, a differenza di altri strumenti finanziari, partecipa al capitale di rischio. Riteniano, perciò, che questo modello costituisca una forte attrattiva d'impresa e, contestualmente, coinvolga gli istituti di credito, in prima battuta, rendendoli attori principali dello sviluppo del territorio».

Nel corso del seminario, cui hanno preso parte il vice presidente del Consiglio regionale, Nicola Pisegna, l'assessore alle Attività produttive, Valentina Bianchi, i relatori del Formez e i dirigenti della Regione Abruzzo, l'assessore D'Amico ha definito le agenzie di sviluppo locale integratori degli enti esistenti, la cui istituzione va inquadrata anche nell'ottica del processo di trasferimento di ruoli e di funzioni alle istituzioni locali.
Scopo delle agenzie, produttrici di beni e servizi, è prevalentemente quello di migliorare il rapporto sinergico tra i soggetti dello sviluppo. L'assessore Bianchi, pur trovando opportuna la creazione delle agenzie locali, ha tuttavia precisato che questo dovrà avvenire senza annullare gli strumenti esistenti: consorzi industriali, distretti e sportelli unici per le imprese. Bianchi, inoltre, anticipando i risultati di una indagine sulle imprese e sulla produttività, ha evidenziato la scarsa capacità dell'Ente regione di attrarre investimenti, «stiamo di fronte ad uno 0,01 per cento» ha detto, «Ecco perché tra i nostri obiettivi c'è quello di creare l'agenzia per l'attrazione degli investimenti»

14/12/2005 15.31